mercoledì 1 ottobre 2008


Il liberismo pregiudica la stabilità sociale!
Il ricordo della crisi del ’29 fa tremare molti, perché la crisi che si profila in confronto a quella del passato non è che una goccia nel mare monetario della crisi Americana attuale, che si rivelerà uno tsunami economico mondiale!
Bush aveva la possibilità, ma, non ha voluto salvare la banca d’affari Lehman Brothers. E’proprio questa mancata azione di salvataggio del governo americano che da il là alla scintilla che travolgerà la società americana e renderà debole quella europea, in Europa i pacchetti obbligazionari spazzatura della Lehman ci sono e gli effetti già si vedono,e sono pesanti, ma peggiorerà!
Una domanda però viene spontanea: com’è potuto accadere un fatto di questa gravità? Può sembrare strano, ma la crisi a cui assistiamo è il frutto di un’ideologia chiamata Liberismo ; storicamente la dottrina liberista è nata come l’espressione di una elite borghese legata al mondo del commercio e degli affari che si opponeva al protezionismo e al mercantilismo imposti dalle monarchie dell’epoca. Secondo questi pensatori, il cui massimo esponente fù un certo Adam Smith che scrisse e formulò la dottrina liberista nel suo saggio La Richezza delle Nazioni,i compiti dello Stato sarebbero dovuti venire ridotti al minimo indispensabile (funzione giurisdizionale, difesa, ordine pubblico).
Dall’altra parte nel tomo Teoria generale, Keynes afferma che sono giustificabili le politiche destinate a stimolare la domanda in periodi di disoccupazione, ad esempio tramite un incremento della spesa pubblica. Poiché Keynes non ha piena fiducia nella capacità del mercato lasciato a se stesso di esprimere una domanda di piena occupazione, ritiene necessario che in talune circostanze sia lo Stato a stimolare la domanda.
Il liberismo in pratica col tempo s’è fatta Stato, nel senso che si è presa il potere decisionale attraverso le lobby, e con una serie di leggi approvate ad hoc, è arrivato di fatto a fare ciò che voleva senza alcun controllo sui suoi affari, gonfiando in sostanza situazioni obbligazionarie con soldi che in realtà non avevano, soldi che in teoria esistevano ma che in realtà erano in mano a soggetti non in grado di solubilità, da lì la crisi dei mutui subpirme americani.
Ora ciò che più ci preoccupa è che la crisi è alle porte di casa, infatti già si vedono i molteplici interventi delle varie Banche Europee in Francia , in Inghilterra, in BeNeLux,in Germania, ed in Italia Unicredit è in crisi, la perdita del 12% in borsa la dice lunga sullo stato della Banca dinamica di Profumo. Ma anche Poste Italiane hanno pendenze su Poste Vita l'investimento chiamato dinamico ha un’esposizione di 90-100 milioni di € con Lehman ora chi pagherà i danni ai risparmiatori di Poste e delle Banche? Ci chiediamo di quanto sia esposto il Banco di Sardegna, o il Banco di Sassari o la Banca di Cagliari?
Chi vivrà vedrà, ma intanto diciamocelo: meglio avere i soldi sotto il mattone che in Banca, almeno se falliscono i soldi non ce li rubano come stanno facendo in America!
S.A.Y.L.I.
Sardus Abay Yahkw Libertadi Indipendentzia htpp://sadefenza.blogspot.com
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