sabato 20 settembre 2008



E' veramente arduo trovare il tempo per rintuzzare tutti gli interventi di disinformazione e demistificare le versioni ufficiali di fatti o pseudo-fatti, poiché, in questo periodo più che mai, i media ufficiali pullulano di notizie false spacciate per verità o di interpretazioni tendenziose di eventi realmente accaduti.Dopo aver compiuto una cernita, oggi abbiamo deciso di dare spazio ad una notizia concernente la guerra elettronica, ossia l'uso di dispositivi elettromagnetici per fini difficili da comprendere, ma senza dubbio non coincidenti con la lotta al terrorismo (sic), a differenza di quanto affermato dal gazzettiere del regime nell'oleografico e dolciastro articolo che proponiamo.In questi ultimi tempi, come previsto in Segni dei tempi, si moltiplicano strani black out, a causa dei quali scattano gli antifurto delle automobili, forse a causa di una potente onda d'urto su frequenze non udibili dall'orecchio umano. Inoltre divampano improvvisi incendi, come a Caronia, le cui origini non sono chiare, ma che sembrano correlate alla sperimentazione di armi che sparano fasci di microonde. Uno di questi roghi, sempre concomitanti all'interruzione di energia elettrica, è scoppiato recentemente ad Imperia (Liguria occidentale), un altro in Toscana, a Ginestra fiorentina, un altro ancora a Rovigo. Sono registrate interferenze elettrodinamiche con malfunzionamenti di apparecchiature elettroniche (accensione o spegnimento di elettrodomestici, anomalie nel funzionamento degli orologi etc.): sono fenomeni che potrebbero essere anche provocati da un indebolimento del campo magnetico terrestre, manifestazione assodata.Sono forse in atto esperimenti in piccole località volti a verificare l'efficacia di certi sistemi bellici? Qual è il vero scopo? E' possibile che tali armi siano state create per contrastare un nemico terrestre o esterno? Non sono neppure supposizioni: sono domande. Quasi tutto è incerto: sicuro è che la popolazione inconsapevole è il bersaglio di piani sinistri, mentre qualcosa bolle nel pentolone.Ringraziamo il gentilissimo Sardhack per la segnalazione.Prove di guerra elettronica antiterrorismoSaranno presenti 15 nazioni, 1300 militari di cui 800 italiani Bruxelles. Si terrà in Sardegna dal 29 settembre al 15 ottobre l’ edizione 2008 della Trial Imperial Hammer, l’esercitazione della N.A.T.O. finalizzata a sviluppare e ad integrare le attività di intelligence antiterrorismo (sic).All’esercitazione - nel corso della quale non sarà usato armamento reale, ma al 100% tecnologia - parteciperanno 15 nazioni e dieci organizzazioni N.A.T.O. per un totale di circa 1.300 persone coinvolte, di cui 800 italiani.La guerra elettronica contro i terroristi andrà in scena a Cagliari, nella parte militare dell’aeroporto di Elmas e nella base di Decimomannu, e nel poligono interforze del Salto di Quirra. Essa si articola sulle basi di San Lorenzo e Perdasdefogu.L’edizione 2008 della Trial Hammer è stata presentata ieri mattina a Bruxelles, al quartiere generale della N.A.T.O., da Peter Flory, segretario generale aggiunto dell’Alleanza per gli investimenti di difesa, e dal colonnello Sandro Sanpaoli, responsabile dell’esercitazione.«La Trial Imperial Hammer è un ulteriore appuntamento nelle esercitazioni di intelligence N.A.T.O. La finalità è quella di fornire a comandi ed assetti il supporto di intelligence necessario a combattere il terrorismo», ha sottolineato Flory.«L’opportunità di ospitare un evento come la edizione 2008 della Trial Imperial Hammer è insieme una responsabilità ed un’occasione per le Forze Armate italiane e, in particolare, per l’Aeronautica», ha sottolineato il generale Carmine Pollice, comandante dell’Italian Air Force Command, in un filmato trasmesso sull’esercitazione.Su questo punto ha insistito anche il colonnello Sanpaoli. «La Trial rappresenta un passo in avanti per le nostre forze armate. Stiamo cercando un coordinamento sempre maggiore per essere sempre più efficienti ed efficaci, in modo tale da ottenere migliori risultati con un minore dispendio di energie», ha sottolineato.Sanpaoli ha messo in evidenza che le nuove capacità tecnologiche e di intelligence consentono di snidare e seguire i terroristi con forme non intrusive e ciò potrà fornire più sicurezza «ai nostri soldati impegnati nei vari scenari operativi ed anche alle popolazioni civili».Uno degli obiettivi dell’uso delle nuove tecnologie è limitare al minimo la perdita di vite civili durante operazioni anti-terrorismo.La maggioranza delle esercitazioni simulate si terranno nell’area marittima sarda ed a quote molto elevate, proprio per limitare al minimo i disagi sulla popolazione. Per lo stesso motivo, quelle terrestri si terranno in zone demaniali, recintate. «Il poligono di Perdasdefogu è un fiore all’occhiello anche a livello europeo, per l’ampiezza degli spazi aerei e per le dotazioni di cui dispone», ha sottolineato Sanpaoli.L’esercitazione simulata rientra nell’ambito delle attività previste dalla N.A.T.O. per la trasformazione delle sue capacità militari.
il sito che pubblica questo spot è www.tankerenemy.com
articolo tratto dal sito della nuova sardegna del 18 settembre 2008
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