giovedì 9 ottobre 2008

di: Gianni Rossi


Il grido di allarme lanciato dai teleschermi dal presidente americano George W.Bush non lascia spazi a dubbi: l’economia statunitense è in piena recessione, quella mondiale si sta avvitando in una stagflazione senza precedenti: bassi consumi, alta inflazione, salari ridotti all’osso, tassazioni troppo elevate, mercati finanziari ormai in caduta libera, intervento massiccio delle finanze pubbliche per ripianare i deficit privati, pesanti ripercussioni sul futuro del “welfare state”, disoccupazione in costante e forte ripresa).
Primi effetti di questa presa d’atto del capo della Casa Bianca sono l’assenza di riconoscere le proprie colpe per gli otto anni distruttivi (guerre contro integralisti islamici, indebitamento del Tesoro americano oltre i limiti, fissati dall’OCSE e dal Fondo monetario internazionale, deregulation e scarsi controlli antitrust e distorsioni degli investimenti nelle Borse); ma anche addossamento delle già deboli possibilità del candiato repubblicano McCain di spuntarla nella corsa alle presidenziali di Novembre contro il rivale democratico Obama ( da qui la proposta-choc di sospendere la campagna elettorale).
pubblicato su http://www.articolo21.info/
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