domenica 30 novembre 2008

politica - massoneria - economia - complotti - sanità
Sabato 6 Dicembre 2008 ore 15,30 Teatro ALFIERI Cagliari


Relatori:
- NINO GALLONI: Economista
- MARCELLO PAMIO: Responsabile del sito
http://www.disinformazione.it/
- TOM BOSCO: Direttore editoriale della rivista bimestrale "Nexus"
- MAURIZIO BAIATA: Direttore editoriale di "X Time"
- MAURIZIO BLONDET: Giornalista
- STEFANO SALVATICI: Organizzatore e coordinatore

Associazione culturale "Non solo Terra"Per informazioni e prenotazioni:
Tel. 070 882221, Fax 070 8808086



publicitzaus custu cunvegnu poita ci parid d'importu mannu

movimentu sa defenza sotziali



sabato 29 novembre 2008


L’idea, che viene già sperimentata, è questa: bombardare la stratosfera con un finissimo particolato di vetro (1). E perché?Per il vostro bene: combattere l’effetto serra, naturalmente. La polvere di vetro speciale (porous-walled glass microsphere) dovrebbe assorbire parte del CO2, e soprattutto riflettere i raggi solari, impedendo loro di giungere sulla Terra in eccesso.Il punto è che gli esperimenti («limitati») sono condotti da un anno in segreto dal Savannah River National Laboratory di Alken (South Carolina), un centro che appartiene al Dipartimento dell’Energia (DOE): un ministero che si occupa anche di realizzazioni militari, specie di quelle troppo «delicate» per apparire sotto la sovrintendenza del Pentagono. Tipicamente, certi esperimenti con materiale fissile e radiattivo cadono sotto la competenza del DOE.Sembra che il progetto derivi da una proposta di Paul Crutzen, chimico olandese e Nobel 1995 per studi «sulla chimica dell’atmosfera, in particolare riguardo alla formazione e decomposizione dell’ozono», grazie ai quali è stato bandito in tutto il mondo il CFC, gas di raffreddamento dei frigoriferi, colpevole del leggendario «buco nell’ozono».E’ dunque uno scienziato molto vicino all’industria (quando si «scoprì» il buco dell’ozono, stava scadendo il brevetto del CFC appartenente al colosso chimico canadese DuPont, della famiglia Bronfman, che stava per perderne l’esclusiva). Inoltre, Crutzen lavora tra il Max Plank Institut tedesco e Stanford, San Francisco

venerdì 28 novembre 2008


arriceus et pubricaus

COMUNICATO STAMPA

DIMISSIONI DI SORU

UN GIOCO CONCERTATO DI PEDINE SARDE, DEMOCRATICHE e NON


Il teorema di Cabras e delle PeDine Democratiche sarde sta arrivando alla dimostrazione, “nessun modello socio-economico è possibile al di fuori di quello concertato dai partiti e dai sindacati italiani”.
Soru aveva l’opportunità di dimostrare che era possibile, per la Sardegna, un altro modello di sviluppo basato sulle proprie risorse economiche ed intellettuali, alternativo a quello intermediato dalle Pedine dei partiti, dei sindacati e dei capitali italiani.
Ha avuto davanti a se il cavallo di Giovanni Maria Angioy già sellato e pronto per la corsa ma come Gramsci, Lussu ed altri ha preferito l’auto blu con targa PD pretendendo di guidarla non capendo che l’autista ed il navigatore ci sono già ed hanno genesi e organicità legata unicamente agli interessi del potere romano.
Soru non ha capito, o forse si, che chi sceglie di essere pedina da pedina deve comportarsi, stare fermo e aspettare che gli altri decidano le sue mosse, pena la “mangiatura” concertata anche con l’altro giocatore, di colore diverso ma dello stesso sistema politico-economico italiano.
Chi lo sostituirà ?. Se stesso se deciderà di ubbidire alle mosse concertate o una pedina dello stesso sistema italiano, non importa il colore, se i sardi non si decideranno, nelle prossime elezioni regionali, a togliere la delega a chi si candida per fare gli interessi del partito e non quelli del popolo sardo.
Sicuramente comunque le pedine del Consiglio Regionale non andranno a casa, in nome degli alti interessi del popolo sardo, non rinunceranno ad altri sei appannaggi da 25.000 €.

BUSTIANU CUMPOSTU
Coordinadore Nazionale

mercoledì 26 novembre 2008



Cosa è la Social Card (S.C.)?
E' una carta elettronica per gli acquisti, che viene ricaricata di 80 € ogni bimestre.
A chi viene data? A tutte le persone che hanno almeno 65 anni e che non superano i 6000€ di reddito annuo. Inoltre devono avere una sola casa, devono essere possessori di un solo contratto enel e del gas, devono possedere una sola auto, se hanno altra proprietà immobiliare non devono superare il 25% di proprietà della stessa, pena l'esclusione dalla S.C., inoltre non devono avere depositi in banca o in posta superiori a 15000 € e devono attestare tutto quanto suddetto tramite la presentazione di domanda accompagnata dall'ISEE.
Ovviamente se il pensionato anche con moglie a carico supera il suddetto reddito, non ha diritto alla Social Card.
All'ultra settantenne viene elevato il reddito a 8000 € .
La S.C. si può usare solo ed esclusivamente nei negozi convenzionati, presso le poste.
Non sono denaro cash, ma solo un fido per pagamenti dell'energia o di beni alimentari.
Non si dice apertamente ma è la carta che certifica la povertà, ormai al limite dell'indigenza, è in altre parole un'elemosina di stato agli incapienti. Il Governo italiano ha ammesso che vi saranno almeno un milione e trecentomila persone coinvolte, ma la realtà sarà molto inferiore.
Dai dati esposti significa che la povertà è ormai endemica, anche perchè, tutti noi sappiamo che le difficoltà non riguardano solo gli indigenti ovvero le persone che hanno entrate di 6000 euro annue, ma riguardano tutta la popolazione attiva anche coloro che percepiscono uno stipendio più "congruo" come per i lavoratori dipendenti.
Pensate che i soldi incassati dallo stato Italiano con l'inflazione di questo ultimo anno solo sulle buste paga e pensioni sono 13miliardi di euro in più incassati con l' IRPEF ovvero le tasse sulle persone che lavorano e non vengono restituiti ne a chi lavora ne ai consumatori.
La situazione economica delle famiglie è pesante, la recessione è entrate a gonfie vele nelle tasche di tutti noi, svuotandole con IVA e tasse varie.
Mentre....
Si investono miliardi per salvare le banche, si regala la compagnia di bandiera ai privati, e si fa ben poco per le famiglie, ed il lavoro dipendente.
Ma.....
La soluzione noi la vediamo nella separazione della Sardegna dall'Italia.
L'indipendenza è vettore di responsabilità, di impegno intellettuale, economico e sociale oltre che culturale.
Vogliamo avere la possibilità di dare alla nostra terra la capacità di riscattarsi dalla miseria che elargisce questo Stato: padre padrone.
Libertà, dignità, speranza del futuro, autodeterminazione, benessere, per la Sardegna e tutti i suoi abitanti, è quel che vogliamo!

lunedì 24 novembre 2008




Il Governo Italiano promette situazioni anticrisi per le famiglie, ed anche Trichet invece di agire fa proclami di abbassare i tassi della Bce. Ovunque ti giri trovi i consigli per gli "acquisti".

Governo e Banche incoraggiano a spendere di più, mentre il saggio direbbe: tieni da conto il comportamento della formica......
Lor Signori dicono: fai la "cicala", ma il popolino che stupido non è ci sta attento e si scopre parsimonioso.

In effetti di fronte alla situazione attuale sarebbe suicida darsi alla bella vita come incoraggia a fare Berlusconi.

Pensavamo, da indipendentisti, che stare in Europa fosse la situazione migliore per crescere ed avere dei vantaggi per i più deboli, ma così pare non sia.
Ad esempio Trichet, il patron della Bce, invece di dare tassi di interesse adeguati ai mutuatari ha spinto l'accelleratore sui tassi portandoli dal 2 % del 2004 al 4% del 2008.
Ha praticamente raddoppiato gli interessi da pagare alle banche a discapito dei poveri mutuatari.
Nel frattempo Tremonti, ha escogitato per i poveri mutuatari: la robin tax, che ha allungato i termini di pagamento dei mutui alle Banche di ulteriori cinque anni, divenedo di fatto una tassa per i mutatari.

La situazione politica non è buona.

D'altra parte cosa pretendere da persone, (i politici) che guadagnano in un solo mese più di quanto guadagna un onesto lavoratore in più di un anno?

La soluzione è per noi Sardi solo ed esclusivamente: l'indipendenza e la fuoriuscita dalla comunità europea!

A foras sos colonialistas Italianos!

Sardinya libera et indipendenti!

Dinai Sardu!
PRO S'INDIPENDENTZIA ISCRI' A SA DEFENZA SOTZIALI

mercoledì 19 novembre 2008


arriceus e pubricaus

LA DIREZIONE NAZIONALE DI SNI riunitosi ad Oristano presso l’Hotel Isa domenica 16, ha deliberato in merito alla possibilità che in Sardegna (precisamente a FIUME SANTO) venga realizzata una centrale elettrica nucleare in sostituzione di quella già programmata a carbone. In quella occasione ha preso atto del grave pericolo che corre la nostra terra, la popolazione vivente e quella futura.
Di seguito pubblichiamo il testo deliberato.

“Il C.N. di SNI, ritiene che nessuno e specialmente le istituzioni funzionali allo stato italiano possa decidere sul Habitat del popolo sardo. L’Habitat sardo infatti, per le istituzioni contingenti istituite dall’ultimo dominatore del nostro popolo, in scelte come quella del nucleare, è un bene indisponibile in quanto incide in modo fondamentale più sull’Habitat delle generazioni future che non su quella che dette istituzioni hanno la pretesa di rappresentare.

La D.N. di SNI ritiene anche che l’imposizione di una centrale nucleare in Sardegna non nasca da necessità energetiche del popolo sardo ma solo ed unicamente dalla necessità dell’Italia di fare della Sardegna il nuovo “granaio energetico di Roma” per avere energia a basso costo e ad inquinamento zero per la penisola.
Per SNI si tratta di un’ulteriore servitù che si vuole imporre ai sardi, da aggiungere a quelle militare, di cava, di smaltimento rifiuti industriali ed rsu, ambientale e culturale.
Se questa umiliazione andrà avanti , l’opposizione di SNI sarà pacifica ma dura e decisa e a qualunque costo impediremo che in nome di un modello di sviluppo distruttivo e di tutto l’apparato statale, affaristico, partitico e sindacale che vi lucra si continui ad avvelenare il nostro territorio e si distrugga quanto generazioni di sardi hanno gelosamente tutelato. Sarà uno scontro tra la civiltà del nostro popolo e la barbarie altrui.


Nugoro 30/06/08 BUSTIANU CUMPOSTU
Coordinadore Nazionale

giovedì 13 novembre 2008


di Eugenio Benetazzo
Mentre l’economia italiana sta colando a picco, quale genere di conforto possono offrire le pagine di un libro? Nessuno, tanto meno se l’autore è Eugenio Benetazzo, operatore di borsa indipendente e trader professionista, le cui drammatiche previsioni sul futuro del nostro paese stanno puntualmente trovando conferma nella realtà dei fatti. Ma non sarà la solita tesi rassicurante a tenerci a galla, quanto piuttosto la consapevolezza di come realmente stanno le cose. E su questo Benetazzo non sbaglia. In quali pericolose acque stiamo navigando?Quali sono gli effettivi rischi che stiamo correndo?Ma soprattutto quali strategie ci trarranno in salvo?Paragonando l’Italia all’incauto Titanic, l’autore profetizza l’inabissamento economico del nostro paese: una pesante correzione degli indici azionari, rischio di bolla immobiliare, incognita petrolio, crisi dei mutui, default del dollaro americano e rialzo dei tassi porteranno nei prossimi anni a un crash finanziario paragonabile a quello che investì nel 1929 Stati Uniti ed Europa. E visto che le scialuppe sembrano già tutte riservate, Benetazzo lancia ai lettori un’ultima ancora di salvataggio, offrendo in questo saggio informazioni, indicazioni e consigli determinanti per le scelte future di ogni attento risparmiatore.
sighit>

lunedì 10 novembre 2008


ROMA - Nuova settimana di passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge "tecnico" varato giovedì dal Consiglio dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi), assicurano che il Dl arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi.
(ansa)
sighit>>

Riprendiamo una proposta del 2002 che serve al dibattito ed a rilanciare l'indipendenza della nostra terra

La proposta di Cossiga: la Sardegna diventi nazione
Bilinguismo e sulla bandiera i «quattro mori».
Caute reazioni di Forza Italia e An
DAL NOSTRO INVIATO CAGLIARI - «La Sardegna come nazione individuale e distinta nell' ambito della nazione italiana e per realizzare il proprio autogoverno, si costituisce in Comunità Autonoma di Sardegna».
Non è l' ultimo proclama di Sardinia Natzione, storico movimento indipendentista, ma il primo di 112 articoli di un disegno di legge del senatore a vita Francesco Cossiga, destinato a riaprire il fronte delle riforme federaliste.
Se e quando l' iniziativa del presidente emerito della Repubblica dovesse avere l' approvazione parlamentare, la Sardegna passerebbe dall' attuale status di regione a statuto speciale a una effettiva autonomia statuale, con parlamento, consiglio esecutivo, polizia, ordinamento militare, funzioni amministrative, di sicurezza e di polizia giudiziaria.
Una proposta di notevole portata, ben oltre la devolution della Lega, che non a caso Cossiga cerca di coinvolgere sollecitando il ministro delle Riforme Umberto Bossi a sostenere il disegno di legge.
sighit>

giovedì 6 novembre 2008


Marcello Pamio - 3 novembre 2008
I Premier dei paesi dell’Unione Europea, cioè l’Unione oligarchica dei banchieri, sono impegnati a promuovere cibi geneticamente modificati e stanno preparando una campagna mediatica senza precedenti per diffondere culturalmente e colturalmente questi cibi in tutto il continente! A rivelarlo è il quotidiano britannico Independent on Sunday, che ha pubblicato i verbali di una serie di incontri segreti tra i 27 rappresentanti dei governi. Tali documenti dimostrano una serie di programmi per accelerare l’introduzione e l’accettazione degli OGM. La stragrande maggioranza dei consumatori non vuole gli OGM, ma le lobbies agrosementiere (leggi lobbies del farmaco) si stanno prodigando per “servircele” in tavola.
sighit>>

Paolo Barnaba


Ho dedicato anni del mio lavoro alla questione israelo-palestinese. Ho viaggiato in quelle terre, ho studiato molto, e sono arrivato a una conclusione, o meglio, a un giudizio storico. Premetto che un giudizio storico non dialoga con i singoli accadimenti, coi numeri e con le statistiche, ma solo con la più basilare onestà morale nell’osservazione di un segmento di Storia. Ebbene, la mia conclusione è che in Palestina la componente ebraico-sionista abbia torto marcio. Un torto orrendo, persino paradossale. Infatti Israele nacque sull’uso del terrore su larga scala, dei massacri di palestinesi, della loro spoliazione, umiliazione e vessazione oltre ogni umana decenza, sul sotterfugio e sulla menzogna.

martedì 4 novembre 2008

Pro non ci scarexi de is batallias pro sa limba nosta
pubricausu un'articulu ancora friscu de dibatti
Chenàbura, 20 de Santugaine de su 2006
di Nino Pala*
Insigne professore d'inglese, Pala, contestò la giunta regionale sul progetto d'insegnamento d'inglese; poiche rammenta che son dimentichi contestualmente dell'insegnamento della nostra lingua Nazionale, il Sardo, a Nino va la nostra stima per l'impegno profuso alla divulgazione della lingua Sarda

Pubblicata nel sito ufficiale della Regione e riportata ora dalla stampa, giunge a noi Sardi la sconcertante notizia che la Giunta Regionale ha deciso di stanziare ben 20 o 25 milioni di euro per finanziare un programma che prevede la nostra anglicizzazione e americanizzazione.Programma denominato Sardegna speaks English (a suo tempo elaborato dai Riformatori Sardi, prima osteggiato ed ora, a quel che pare, stranamente fatto proprio dall'attuale Giunta), finalizzato a diffondere nell'intera isola la conoscenza capillare e la pratica della lingua inglese col proposito di portare i livelli di istruzione, formazione e competenza della popolazione sarda almeno a quelli medi europei.Ciò in quanto  si afferma  senza competenze linguistiche e dimestichezza con linglese è difficile essere presi in considerazione e trovare spazio sia sul mercato nazionale sia in quello internazionale.
segue>>
arriceusu e pubricaus

IN ITALIA NON’C'E’ PIU'’ SCUOLA
articulu imprentau dae Bustianu Cumpostu

La scuola italiana, che è arrivata in Sardegna corredata dall’aggettivo “civile” insieme al vestire “alla civile”, al ballare “alla civile”, al parlare, al comportarsi ed anche al salutarsi in maniera “civile”, ha costretto le rispettive corrispondenze sarde nella categoria del “non civile” ed ha imposto cosiddetta “società civile” ad una società autoctona artatamente bollata come “società del malessere” e dunque non civile.
Quella scuola civile in pochi anni ha distrutto codici linguistici e comportamentali, scale di valori, cultura ed autostima di un popolo che con la propria lingua, preesistente all’italiano, aveva prodotto non solo poesia e prosa ma anche codici di diritto, Carta de Logu, oggi posti alla pari con i codici del diritto romano.
Subscribe to RSS Feed Follow me on Twitter!