domenica 18 gennaio 2009

tradutzioni dae Collettivo Tlaxcala

Noi sosteniamo la resistenza di Gaza


I recenti massacri compiuti a Gaza dimostrano la tendenza dei sionisti alla violenza. Inoltre rivelano la loro paura e debolezza di fronte alla resistenza armata palestinese. Ancora umiliati dalla sconfitta patita per mano di Hezbollah in Libano nel 2006, hanno deciso di infliggere pesanti perdite a obbiettivi semplici. Tra le atrocità commesse, i deliberati bombardamenti di scuole e adesso anche moschee, ospedali, ambulanze, università e tutte le altre istituzioni civili. Visto che l’attacco fa seguito ad una disperata situazione di mancanza di cibo—con gente costretta a mangiare cibo per animali prima che l’attacco avesse luogo—possiamo prevedere che ci saranno altre perdite dovute a penuria di alimenti, acqua e medicine che renderanno addirittura secondario l’impressionante numero di perdite dovute all’attacco in sé.

L’odierno attacco si può interpretare solo come il culmine di un piano deliberato volto ad affamare ed uccidere la gente di Gaza. La descrizione dei media della azioni sionisti viste come “rappresaglia” e della resistenza palestinese come “provocazione” distorce la natura e la storia dello stato sionista. “Israele” è uno stato coloniale fondato sull’ideologia razzista del sionismo. Segue l’esempio delle logiche espansioniste ed assassine del colonialismo razzista dei bianchi da più di 60 anni: il suo scopo è quello di sradicare completamente la popolazione indigena, o con il “trasferimento” o tramite totale annientamento.

Dal punto di vista storico, l’unica forza che si è frapposta tra i sionisti e il raggiungimento dei loro scopi è stata la resistenza armata. E’ stata la resistenza armata dei palestinesi degli anni ’30 che costrinse per prima gli inglesi a rivedere i loro piani per fondare uno stato sionista in Palestina. La resistenza armata ha costretto Ariel Sharon a smantellare nel 2000 il suo progetto di introdurre un altro milione di coloni in Cisgiordania. La resistenza armata ha rispedito Israele fuori dal Libano e costretto 5000 coloni a lasciare Gaza.

In assenza della resistenza armata, l’espansione sionista è proseguita senza impedimenti e senza attenzione internazionale—come nel caso del Naqab, in cui i beduini sono stati espulsi dalle loro ancestrali terre. Poichè la collaborazionista Autorità Palestinese rafforza sempre più la sua repressione contro le forze della resistenza in Cisgiordania, i crimini dei coloni contro i palestinesi—con l’obbiettivo di cacciarli dalla loro terra—oggi aumentano senza ritegno.

I razzi sparati da Gaza verso le colonie della Palestina occupata nel 1948 (ad esempio quelle di Sderot e Ashkelon) non sono semplici atti simbolici: essi hanno sconfitto la capacità sionista di offrire “sicurezza” ai suoi coloni. Poiché oggi la “sicurezza” rappresenta la principale promessa che lo stato offre alla sua popolazione di coloni, questa sconfitta è alquanto significativa. Essa ha impedito ai sionisti di perseguire i loro obbiettivi “demografici”: inondare la Palestina di nuove ondate di invasori coloniali.

Noi riconosciamo che la resistenza palestinese segue la tradizione di molte altre popolazioni indigene che dovettero sopravvivere e difendersi dal colonialismo. Le civiltà indigene delle Americhe, gli schiavi africani negli Stati Uniti, il Canada, i caraibici, i centro-sudamericani, gli zapatisti messicani, gli Herero in Namibia, i Mau Mau del Kenya, gli aborigeni australiani, gli arabi in Iraq e i macheteros di Porto Rico hanno tutti dovuto e continuano a difendersi dalla violenza razzista dei bianchi e dai furti di terre.

Tutti quelli che nella comunità internazionale sostengono il popolo palestinese nella loro lotta contro l’oppressione sionista devono sostenerli anche nella loro battaglia contro la colonizzazione della loro terra. Questo implica il sostegno non solo al loro diritto di esistere ma anche alla resistenza stessa—riconoscendo sia la sua legittimità che la sua praticabilità.

La resistenza ha rilasciato dichiarazioni che chiedono a tutti coloro che la sostengono nel mondo di esprimere il loro appoggio alla legittimità della resistenza palestinese e di riconoscerla come l’unica alternativa per la liberazione della Palestina. Questa è la loro unica richiesta.

Noi firmatari rispondiamo a questo appello:

1 Rifiutiamo il sionismo come ideologia coloniale razzista.

2 Riconosciamo la legittimità della resistenza palestinese come un’espressione della volontà del popolo palestinese. Ciò comprende il diritto alla decolonizzazione di tutta la Palestina storica con ogni mezzo possibile.

3 Sosteniamo la resistenza palestinese e riconosciamo che è l’unica alternativa nella lotta per la liberazione della Palestina.


Lunga vita alla Resistenza Palestinese!

Coalizione Qawem
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