giovedì 8 gennaio 2009

Nako Sano Occitano Sardu Indipendentzia
Forse non siamo teneri con la sinistra, ma pare sia bene partire da se stessi. La crescita è difficile, con quelle foto di gruppo dei nostri campioni del rinnovamento, e ‘meglio Soru’ indica solitudine più che unione, ma lo spettacolo della destra sarda è ineguagliabile, la compagnia, pur nella grave assenza di Mauro Pili, esemplare. Pro-console il discendente di un commercialista di Mediaset, subito andato in pellegrinaggio alla Certosa. Limpide le sensibilità federaliste della sua squadra.
AN è di specchiata tradizione autonomista, con quel fascismo sardo un po’ speciale, classica dittatura periferica e la mordacchia, in combutta con la Chiesa, ai poeti improvvisatori; il Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo (chissà se il cognome ha pesato nell’alleanza con Bossi) ha per procuratore locale il sindaco Cuccureddu: si teme che Castelsardo, dopo essere stato Castelgenovese e Castell’Aragonese, possa diventare Castelnormanno. In Gallura, meno meridionalista dell’Anglona, invece dell’MPA vi è la Lega Nord: il carroccio di Alberto da Giussano potrà avere un posto d’onore nel carnevale tempiese, e i leghisti potranno riempire qualche ampollina in quel Rio di li Saldi che presso Vignola fa da confine. Su tutti vi è però il PsdAZ: si allea con Berlusconi, e scrivendo, pur con rozzezza concettuale e terminologica, che “nessun partito italiano è ideologicamente e culturalmente compatibile con i sardisti, per la naturale dipendenza di cui essi soffrono dal pensiero unico commerciale, subdolamente imposto, divulgato e difeso dal sistema finanziario globalizzato” compie un vero capolavoro, arricchito da quel ‘niente centrali e scorie nucleari in Sardegna’ che non dice no al nucleare, o dalla ‘chiusura dei poligoni militari’ che non dice ‘chiusura delle basi militari’. E, infine, non dimentichiamoci i CP, Cristiano Popolari (ribattezzabili Costruire Presto per la nota sensibilità urbanistica del leader Antonio Satta) ed altri sparsi geni della politica.
Il programma di questa composita compagnia, di una debolezza disarmante, si può sintetizzare in una frase: non ostacolate i poteri forti, nelle coste come nelle campagne, nelle città come nelle partite doppie.

il manifestosardo
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