domenica 25 gennaio 2009

AUTORE: Noah COHEN
Tradotto da Diego Traversa, revisionato da Mary Rizzo

Quando si è recentemente appreso che gli Stati Uniti avrebbero mandato, in una data non definita tra la metà e la fine di gennaio, un nuovo carico di bombe a Israele per mezzo del porto greco di Astakos, i palestinesi hanno inviato in Grecia un urgente appello agli organizzatori per fermare il carico. In un giorno, diverse organizzazioni e persone private greche hanno risposto all’appello.
Probabilmente in questo contesto l’aspetto più rilevante è stato il coinvolgimento del movimento anti-autoritario greco, che nelle settimane della ribellione è stato al centro delle attività contro le forze repressive del governo:“Il Movimento anti-autoritario sollecita un’assemblea pan-ellenica per giovedì 15 gennaio alle 13 ad Astakos per fermare la partenza di carichi contenti armi americane destinate ad Israele.Impediamo al carico di armi americane di salpareSolidarietà al popolo palestineseResistenza al terrorismo globale di Stato”Poiché la pressione è partita dal basso, anche i membri della sinistra parlamentare hanno cominciato a sollevare la questione. Il 12 gennaio, gli Stati Uniti hanno annunciato che il carico dal Astakos veniva cancellato a causa delle “perplessità” espresse dal governo greco. Il prefetto di Aitoloakarnania (dove è situato il porto) ha annunciato che al posto di quel carico sarebbe stata inviata una nave carica di aiuti ai palestinesi, coerentemente con i sentimenti espressi dalla popolazione locale:
“La gente di Aitoloakarnania non accetta che i porti greci, specialmente questo porto di Platygiali, vengano usati per spedire armi e munizioni da usare in situazioni belliche e nel massacro di popoli della nostra regione……manderemo medicine e materiale sanitario al popolo assediati di Gaza invece di armi [per Israele]…”
Resistenza al terrorismo globale di Stato
“La resistenza al terrorismo globale di Stato” è un appello che collega la ribellione dei giovani e di tutti gli anti-autoritari, che hanno protestato in Grecia nelle ultime settimane, al massacro del popolo di Gaza. La loro opposizione va oltre i soliti limiti della “solidarietà”: impedire un carico americano di armi destinato ad Israele diventa una parte della loro stessa battaglia.
Il terrorismo di Stato si è globalizzato. Gli Stati Uniti, la Grecia e Israele collaborano non solo contro i palestinesi ma anche contro i greci. Sono stati gli USA a fondare le strutture di polizia greche: la MAT (Monades Apokatastasis Taxis) — il reparto celere — è un reparto speciale della polizia politica che trae le proprie origini dai programmi americani di addestramento dei poliziotti. Per mezzo del “Programma di pubblica sicurezza” degli anni ’60 e ’70, gli Stati Uniti fornirono armi alla Grecia e insegnarono alla polizia metodi repressivi — tortura inclusa — come parte della “lotta internazionale contro il comunismo”. Proprio prima di Natale, si è saputo che Israele stava rifornendo la Grecia di un nuovo e più nocivo tipo di lacrimogeni da usare contro i dimostranti. I manifestanti lo hanno descritto come “asfissiante”.
La gente in rivolta trova solidarietà in una lotta contro l’ingiustizia che conoscono direttamente. E’ la solidarietà nella resistenza. Questo si nota leggendo la dichiarazione degli studenti liceali della “Lotta Coordinata delle scuole superiori” di Atene, che hanno scelto di riorganizzare la loro mobilitazione nazionale del 9 gennaio dalla rivendicazione dei diritti all’istruzione in Grecia alla solidarietà con Gaza:
“Ognuno deve prendere posizione:
- o con la vittima o con l’aguzzino
- o con i palestinesi o con i loro assassini
- o con i popoli in lotta o con gli imperialisti
... Noi siamo dalla parte dei nostri compagni studenti di Palestina che sono stati uccisi in questi giorni dal fuoco israeliano.
Il popolo palestinese vincerà!”

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http://www.tlaxcala.es/
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