mercoledì 14 gennaio 2009

A Firenze e' stata decretata una storica sentenza con la quale il giudice civile ha imposto il risarcimento ad un militare italiano ammalato di un linfoma di Hodgkin. Nel poligono militare interforze del salto di Quirra vengono testate armi all'uranio impoverito, piu' una serie di armi innovative di cui non conosciamo le caratteristiche, con un evidente rischio per la popolazione locale, dato anche dall'altissimo numero di casi registrati.

Appare quantomeno emblematica invece la posizione del PD Sardo che "pretende" l'ampliamento del poligono di Quirra in quanto unica fonte di sostentamento economica della zona, un consiglio spassionato ai consiglieri del PD Sardo di aggiungere anche "sicura fonte di morte per popolazione civile e non".


"Storica sentenza, il 17 Dicembre 2008, del Tribunale di Firenze che obbliga il Ministero della Difesa a risarcire con la somma di 545mila euro per il danno non patrimoniale subito dal militare di Orbetello (Grosseto) Giambattista Marica, affetto da un linfoma e vittima di possibile contaminazione da uranio impoverito. Il paracadutista si era ammalato dopo la missione IBIS in Somalia".

Ministero era tenuto ad informare i militari del potenziale rischio - A darne notizia, attraverso il sito vittime uranio.com, è stato Falco Accame, presidente dell'associazione di tutela delle vittime Anavafaf. Secondo la sentenza "deve concludersi che, nel caso in discorso, vi sia stato un atteggiamento non commendevole e non ispirato ai principi di cautela e responsabilità da parte del Ministero della Difesa Italiano, consistito nell'aver ignorato le informazioni in suo possesso, già da lungo tempo, circa la presenza di uranio impoverito nelle aree interessate dalla missione ed i pericoli per la salute dei soldati collegati all'utilizzo di tale metallo, nel non aver impiegato tutte le misure necessarie per tutelare la salute dei propri militari e nell'aver ignorato le cautele adottate da altri Paesi impegnati nella stessa missione, nonostante l'adozione di tali misure di prevenzione fosse stata più volte segnalata dai militari italiani".

Molte morti potevano essere evitate - "Il Ministero della Difesa - si legge sempre nella sentenza - sapeva dunque, doveva ed era tenuto a sapere avendone l'obbligo giuridico, dell'uso di ordigni all'uranio impoverito, della sua pericolosità e dei rischi ad esso collegati, e doveva conseguentemente ispirare la propria azione ai principi di cautela e protezione, nella salvaguardia del personale inviato col contingente italiano, da pericoli incombenti e diffusi, ulteriori e diversi dall'ineliminabile rischio insito nel “mestiere di soldato”, in quel precipuo teatro di guerra, come si è detto connotato da forte presenza di sostanze nocive ed idonee ad innescare, su un numero indeterminato di persone, per le notizie al tempo già disponibili, processi eziopatogenetici".

SALVATORE VACCA E VALERY MELIS: LO STATO ITALIANO IPOCRITA LI FA MORIRE NEL DISONORE DELLA IRRICONOSCENZA DEL LORO STATO DI MALATTIA DA URANIO IMPOVERITO.....VERGOGNA!
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