mercoledì 28 gennaio 2009

Paul Craig Roberts
Dove in princìpi vanno a morire

"La prova è lì sul tavolo e non c'è modo di ignorare il fatto che si trattasse di tortura."
Queste le parole di Manfred Nowak, ufficiale ONU incaricato dalla Commissione sui Diritti Umani di esaminare i casi di tortura.

Nowak ha concluso che il Presidente Obama è legalmente obbligato ad incriminare l'ex Presidente George W. Bush e l'ex Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld.

Se la squadra di banchieri criminali del Presidente Obama stermina quello che rimane dell'economia USA, Obama, per spostare l'attenzione pubblica dai propri fallimenti e dalle crescenti difficoltà americane, potrebbe riconoscere i propri doveri ed incriminare Bush e Rumsfeld.

Per ora però, la domanda interessante è : perchè il sistema militare USA ha dovuto inchinarsi ad ordini illegali?

Nel numero di dicembre 2008 di CounterPunch, Alexander Cockburn, nel suo articolo su un inglorioso capitolo della storia della Harvard Law School, fornisce la risposta. Due fratelli, Jonathan e David Lubell, entrambi studenti di legge di Harvard, erano politicamente attivi contro la guerra di Korea. Erano i tempi di McCarthy, ed i due fratelli furono citati a giudizio. Rifiutarono di cooperare sulla base che la citazione fosse una violazione del Primo Emendamento.
La Harvard Law School iniziò subito ad esercitare pressione sugli studenti perchè cooperassero con il Congresso. Gli altri studenti li fecero oggetto di ostracismo. Le pressioni del Decano della Facoltà si trasformarono in minacce. Benchè i fratelli Lubell si laureassero magna cum laude, non comparvero sulla Harvard Law Review. La loro borsa di studio fu ritirata e la maggioranza dei membri della facoltà di legge di Harvard votò per la loro espulsione ( che richiedeva i due terzi dei voti ).

Perchè la Harvard Law School ha bistrattato due suoi studenti meritevoli che avevano difeso la Costituzione ? Cockburn conclude che la facoltà di legge di Harvard aveva sacrificato i principi costituzionali per non giocarsi il proprio avanzamento comportandosi in modo non gradito al governo ( ed ai benefattori ).

Tutti i giorni vediamo simili atti di codardia. Recentemente c'è stato il caso di Norman Finkelstein, studioso di cose Ebree e critico di Israele, il cui incarico a ruolo è stato bloccato dalla codardia del presidente della DePaul University, un uomo spaventato dal dover difendere la sua facoltà contro la Lobby di Israele, lobby che ha imposto con successo, in una università Cattolica, il principio che nessun critico di Israele possa ricevervi un incarico accademico.

Lo stesso calcolo della propria convenienza fa sì che i giornalisti americani siano dei "compari" della propaganda israelita ed americana e del congresso USA nell'appoggiare quei crimini di guerra di Israele, che tutto il resto del mondo condanna.

Quando rappresentanti ufficiali dell'esercito USA hanno visto che la politica della tortura discendeva dai vertici, hanno capito che fare la cosa giusta sarebbe costata loro la carriera e si sono dati meno da fare. Uno che non lo ha fatto è stato il General Maggiore Antonio Taguba. Invece di soffocare lo scandalo delle torture nella prigione di Abu Ghraib, il Generale Taguba ha scritto una onesta relazione che però ha messo fine alla sua carriera.

Nonostante una politica che protegge gli informatori, è sempre l'informatore, non chi sbaglia, che ne paga le conseguenze. Quando alla fine divenne di dominio pubblico che il regime Bush stava commettendo reati secondo la legge USA usando l'NSA per spiare gli Americani, il Dipartimento della Giustizia ( sic ), perseguì l'informatore. Nulla fu fatto contro i colpevoli.

Eppure sia Bush che il Dipartimento della Giustizia ( sic ) continuano a sostenere che "siamo una nazione di legalità."

Il regime Bush era un regime senza legge. Ciò rende difficile per il regime Obama essere un regime di legge. Un'indagine per tortura porta naturalmente ad una indagine per crimini di guerra. Il Generale Taguba ha detto che il regime Bush ha commesso crimini di guerra.

Il Presidente Obama è un criminale di guerra dal suo terzo giorno di presidenza quando ha ordinato degli attacchi illegali condotti con droni oltre la frontiera sul Pakistan, attacchi che hanno ucciso 20 civili, fra i quali 3 bambini.

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