mercoledì 4 febbraio 2009

dae Giorgio Melis

È chiaro, i sondaggi gli dicono male. Berlusconi non riesce a portare i sardi dalla sua parte (irrilevante il fantasmatico Cappellacci) e alza i toni, rincara gli attacchi. Ha impunita licenza d'insulto a reti unificate. È stato già querelato da Renato Soru. Ma in concreto risponde: me ne frego, ho lo scudo del lodo Alfano, sono più uguale della legge, anzi la legge è mia e ne la gestisco io. A freddo, tra un passaggio di banalità sugli stupratori e le intercettazioni telefoniche, ha risposto a un domanda contundente del suo intervistatore, il direttore del suo telegiornale Studio aperto, dalla sua tv Italia 1: “Lei si è molto impegnato in Sardegna. Perché non si deve votare per Soru?” Assist perfetto, sicuramente non concordato. Forse è stata telepatia tra il giornalista e il suo editore. Così Berlusconi ha potuto accusare Renato Soru d'essere anche un incantatore di serpenti, un fallito su tutta la linea. La sparata è finita sui siti on line dei quotidiani italiani, con evidenza che non è tanto un omaggio a Berlusconi quanto consacrazione del ruolo nazionale di Soru.

Ma se l'attacco a freddo, premeditato e concordato su una delle sue tv fa parte del controllo assoluto che il premier esercita sui dipendenti, ancor più scandaloso che il Tg1, nell'edizione delle 13.30 abbia ripreso pari gli insulti di Berlusconi senza aver cercato una replica di Soru: peraltro prontamente rilanciata nei siti dei quotidiani. Ecco un altro esempio di cosa sia l'informazione televisiva nazionale. Qualificata al peggio e al massimo nella ricerca del Centro d'ascolto di Radio radicale: nei tre week end elettorali sardi, a Berlusconi è stata dedicata oltre un'ora nei tg nazionali (trainando per inerzia il “fantoccio” Cappellacci), che a Soru hanno dedicato - mai in voce - neanche due minuti: ovvero un trentesimo dello spazio.

Allora, nel merito Soru ha risposto: il fallimento è di Berlusconi come governante d'Italia, che sta andando a picco benché l'abbia guidata per otto anni negli ultimi dieci. Ma ci sta anche la sua “tristezza infinita” per un signore di 73 anni che mente, inventa, insulta e diffama a man salva per cercare di vincere un'elezione regionale. Più che tristezza, squallore. Perché il Caimano è arrogante e insieme patetico nella sua determinazione a voler schiacciare l'unico avversario che gli resiste: dando fondo a tutti i mezzi, i soldi, le guarentigie abusive del suo ruolo di capo del governo, utilizzando senza freni il monopolio delle sue tv private e quelle pubbliche controllate per via politica.

Essendo stato bloccato da un'indisposizione a trascorrere il quarto fine settimana in Sardegna, Berlusconi ha pensato bene di recuperare organizzandosi da casa, con una sua tv, l'ennesima imboscata a Soru. Mentre registrava l'intervista, c'erano alcuni temi leggermente brucianti in campo, sui quali divampano dibattito e polemiche. Gli ultimi sviluppi per la povera Eluana Englaro, sulla quale Berlusconi non dice una parola: come fosse l'unico marziano di passaggio in Italia, mentre i suoi fanno fuoco e fiamme col Vaticano mentre Fini chiede il rispetto della legge e della famiglia. C'era stato un durissimo attacco di Pisanu a Maroni sull'obbligo di essere “cattivi” con i clandestini e relativa replica. Incombe la chiusura degli stabilimenti di Pomigliano d'Arco e di Termini Imerese della Fiat, le violenze a sfondo razzista e sessuale dilagano, il clima sociale diventa esplosivo. Ma dopo giorni di silenzio, Berlusconi dedica il suo tempo specialmente a Soru. Da non crederci, da restare allibiti, più che contristati e costernati, come dice il bersaglio, sul quale si spara a palle incatenate da parte dell'intero governo. Senza che Soru, peraltro, ne risulti intimidito. Al contrario, si direbbe che non solo tenga botta me ne sia come rafforzato.

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