venerdì 24 aprile 2009

G8 in Italia? Dalla truffa alla barzelletta

Apprendiamo dai media che il Consiglio dei Ministri ha deciso di spostare il prossimo vertice G8 dalla Sardegna in Italia e precisamente all'Aquila per portare al centro dell'opinione pubblica mondiale la vicenda delle zone terremotate.

Come Mesa Sarda A Fora su G8 riteniamo opportuno attendere prima di comunicare le nostre decisioni in merito al vertice delle nazioni senza stato e dei popoli oppressi che abbiamo in cantiere ormai da diversi mesi e sulla mobilitazione internazionale che abbiamo lanciato per il 10 luglio ad Olbia. Infatti è ancora da verificare sia la possibilità concreta di svolgere il vertice in una zona terremotata, sia la disponibilità delle altre potenze imperialiste che compongono il G8 di mandare all'aria tutti i controlli di sicurezza effettuati fino ad ora.

Non possiamo fare a meno di notare come la mossa del Governo italiano è ovviamente di carattere populista, finalizzato a consolidare la sua egemonia in vista delle elezioni europee per dare il colpo di grazia alla già imbelle opposizione.

Noi movimenti indipendentisti e anticolonialisti sardi intendiamo denunciare come si sia passati dalla truffa alla barzelletta, utilizzando la nostra terra e le speranze dei sardi come uno straccio usa a getta. Prima lo stato italiano ci ha illusi sui miglioramenti infrastrutturali (come la Sassari-Olbia) e sulle occasioni di lavoro che sarebbe piovuto a palate in una terra martoriata dalla disoccupazione. Poi ha dirottato i fondi destinati alle infrastrutture altrove, ha concesso alla presidente della Confindustria italiana Marcegaglia l'intera gestione dei servizi di ricettività, del porto turistico e delle strutture legate all'ex arsenale di La Maddalena (strutture pagate con i soldi dei sardi!) e il poco lavoro destinato ai lavoratori è stato caratterizzato dallo sfruttamento e da turni insostenibili ed illegali.

Il popolo sardo ha bisogno di diritti sociali e sovranità, non di ospitare gli otto esponenti responsabili della crisi finanziaria globale e di numerose aggressioni belliche. Ma il vero problema consiste nel fatto che finché il nostro popolo sarà totalmente privo di sovranità nazionale dovrà subire il bello e il cattivo tempo dei diversi governi italiani, aspettando la manna dal cielo o l'elemosina come in questo caso.


Per la Commissione politica della Mesa Sarda a Fora su G8, Cristiano Sabino

SA DEFENZA SOTZIALI

28 APRILE 2009
Unidade Indipendentista organizza:
Sa die de sa patria sarda
Il 28 aprile 2009 a Cossoine, a partire dalle 17:30 , presso l’ex Monte Granatico in via Vittorio Emanuele, si svolgerà una conferenza-dibattito sui moti anticolonialisti ed indipendentisti guidati da Angioy contro il colonialismo piemontese e il regime feudale da esso difeso.
Interverranno Cristiano Sabino (a Manca pro s’Indipendentzia), Antonello Giuntini (ex sindacalista) e Antonio Buluggiu (rivista Camineras). Verrà inoltre regalata da UI al comune di Cossoine una targa commemorativa dei martiri della guerra di indipendenza che il Comune si impegna ad affiggere in un futuro prossimo in una delle piazze del paese. La targa delle dimensioni di 50 cm per 50 cm contiene la seguente frase: "A sos Patriottos Sardos de sa gherra de Indipendentzia 1794 - 96.
Unidade Indipendenta, raccogliendo l’iniziativa lanciata l’anno scorso da a Manca pro s’Indipendentzia, ha inteso, con questa iniziativa rico
noscere il 28 aprile come Sa Die de sa Patria Sarda e istituire in questa occasione la commemorazione dei martiri caduti per l´Indipendenza perché la loro memoria risulta scomoda e la loro statura morale imbarazzante per il dominatore italiano di oggi.
Oggi l´Italia e la fedele servitù regionale pretendono di far passare il 28 aprile come l’anticamera dell’autonomismo snaturando del tutto la nostra storia nazionale. Il 28 aprile è invece il preludio di una Guerra d´Indipendenza durata diversi anni e costata alla Natzione sarda centinaia di morti, migliaia di feriti, torturati, imprigionati e devastazioni spaventose, deportazioni e assedi.
Inoltre lo sforzo di Unidade Indipendentista da qui ai prossimi anni, consisterà nel far diventare il 28 aprile una festa realmente nazionale e popolare e non la stanca celebrazione da svolgersi nei palazzi simbolo del potere coloniale di oggi. Faremo in modo che da qui a 10 anni i principali paesi protagonisti della rivolta abbiano la
loro targa e che in ognuno di questi paesi, la cittadinanza si senta coinvolta in una festa che realmente gli appartiene e celebrativa del glorioso passato di lotta e di resistenza del nostro popolo.
Unidade Indipendentista
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