domenica 12 aprile 2009

la Maddalena


La presidente di Confindustria ha vinto la principale commessa per l'organizzazione del summit. Salutati i Grandi, resterà a gestire il porto, il centro conferenze e l'albergo superlusso per 30 anni. Nel frattempo l'Ue bacchetta l'Italia: all'epoca di Prodi ha eliminato i controlli ambientali nei cantieri dell'isola. Ecco come si prepara lo show di luglio

Costantino Cossu
www.ilmanifesto.it

LA MADDALENA
«In un momento in cui tutti arretrano anziché invest
ire, l'appalto alla Maddalena è andato a uno dei più grandi gruppi alberghieri italiani, che già gestisce in Sardegna una realtà turistica importante come il Forte Village a Pula, dove sono impiegati mille lavoratori, di cui il novanta per cento sardi». Così il capo della protezione civile e commissario per l'organizzazione del G8, Guido Bertolaso, una settimana fa, quando s'è saputo che la conferenza servizi ha approvato il progetto presentato dalla società Mita Resort, che fa capo alla presidente della Confindustria Emma Marcegaglia, per la gestione delle strutture realizzate in vista del G8 nell'area dell'ex arsenale della marina militare alla Maddalena.

La Mita Resort, unica società che ha partecipato al bando di gara indetto dalla protezione civile, gestirà l'intero polo nautico e al
berghiero dell'arsenale, che comprende il porto, l'area delle conferenze dove si svolgeranno gli incontri del G8 e l'hotel a cinque stelle «Residenza dell'Arsenale».
«Sono molto soddisfatto di come si è conclusa la vicenda», ha aggiunto Bertolaso. Che ha specificato: «Ogni passaggio è stato gestito con la piena condivisione prima di Renato Soru e poi di Ugo Cappellacci». I due presidenti di regione prima e dopo la sconfitta, alle elezioni di febbraio, della coalizione di centrosinistra. «Mita Resort - ha spiegato ancora Bertolaso - si è impegnata ad assumere in Sardegna il personale che sarà impiegato. Abbiamo bonificato una zona inquinata, abbiamo portato le barche dove c'erano i sommergibili della Us Navy e ora, con questo appalto, garantiamo l'occupazione per circa un migliaio di persone».
Dichiarazioni interessanti, quelle di Bertolaso. Per due motivi. Primo, perché dicono che le acque dell'Arsenale e
rano inquinate. Da che cosa? Comune e azienda sanitaria locale hanno sempre detto che non c'era alcun pericolo d'inquinamento radioattivo. E allora da che cosa è stato necessario bonificare quelle acque? E poi, i posti di lavoro. La riconversione dell'economia dell'arcipelago della Maddalena dal militare al turismo era l'obiettivo dichiarato della giunta Soru. Lo è diventato anche della giunta Cappellacci. Non a caso Bertolaso cita in un unico abbraccio i duepresidenti. All'insegna del grande business, nel quale s'è gettato il meglio dell'industria italiana delle vacanze. Come la Mita Resort. Finito il G8, il porto, il centro conferenze e l'albergo super lusso saranno gestiti dal gruppo Marcegaglia per trent'anni. La regione, proprietaria delle aree e finanziatrice delle opere di riconversione, incasserà dal gestore un canone annuo.

Ma Mita Resort non è solo della famiglia Marcegaglia. Emma è il presidente, l'altro socio forte è Andrea Dalle Rose, che controlla il marchio
Marzotto. «Con la gestione della struttura turistica nata al posto dell'arsenale - ha spiegato nei giorni scorsi ai giornali locali una fonte aziendale del gruppo Marcegaglia - saremo i primi nell'isola per numero di occupati sardi nel settore del turismo. Ne abbiamo già mille al Forte Village. E' un grande segnale di attenzione verso la Sardegna».

Il futuro è nel turismo, via libera agli alberghi sulle coste, e poi, di nuovo, ai villaggi c
on ville a schiera. Cappellacci, poche ore dopo il suo insediamento, ha detto che il primo obiettivo della sua giunta sarà cancellare il piano di tutela ambientale fatto approvare da Soru. E la Maddalena è un grande banco di prova della nuova linea. Oltre alla Marcegaglia, anche Ligresti è presente con un suo progetto. Il costruttore siciliano vorrebbe ristrutturare le ex villette che ospitavano marinai e ufficiali della Us Navy, sulla spiaggia di Trìnita. E' stato bloccato da Soru, che gli ha chiesto di ridurre drasticamente le volumetrie, fuori dai limiti stabiliti dal piano paesaggistico regionale. Ligresti si è fermato in attesa di tempi migliori, che con la giunta di centro destra sono arrivati. Il suo master plan potrebbe ripartire. E poi ci sono le imprese edili locali, sarde, che alla Maddalena guardano come all'isola del tesoro.

Di fronte al business, anche le regole dell'Unione europea passano in secondo piano. Poche settimane fa la commissione Ue ha aperto contro l'Italia una procedura d'infrazione della legislazione per la tutela dell'ambiente. Nel mirino, l'ordinanza del governo (di quello presieduto da Romano P
rodi) che ha istituito un regime giuridico semplificato - in parole povere, niente valutazione d'impatto ambientale - per le opere del G8, a cominciare da quelle la cui gestione sarà affidata al gruppo della Marcegaglia. Per non parlare delle norme di sicurezza del lavoro nei cantieri. I sindacati hanno difficoltà enormi a verificare il rispetto delle regole, perché le aree dove si costruisce e si ristruttura sono blindate e tutto, per motivi di sicurezza, è coperto dal segreto di stato.

AGRICOLTURA Il ministro delle risorse agricole Luca Zaia ha piazzato
il vertice che lo riguarda a due passi da casa sua, nella piccolissima città di Cison di Valmarino, provincia di Treviso. Si comincia il 18 aprile AMBIENTE Anche Stefania Prestigiacomo, titolare del dicastero verde, ha voluto il vertice a casa sua a Siracusa. Si svolgerà dal 22 al 24 aprile, accolto dalle manifestazioni del Coordinamento regionale contro il G8 UNIVERSITÀ Il summit organizzato dalla conferenza dei rettori si svolgerà invece a Torino (che fortunatamente non è la città del ministro Gelmini) dal 17 al 19 maggio. E gli studenti già preparano il comitato di accoglienza

SA DEFENZA SOTZIALI
No, non è l'ultimo G8 in Italia dopo quello malamente famoso di sette anni fa a Genova. Quello che partirà a luglio sull'isola della Maddalena è il primo G8 ospitato dalla nazione Sardigna. «Una nazione senza stato che reclama l'indipendenza e che chiama a raccolta per quegli stessi giorni il vertice di tutte i popoli perseguitati nel mondo». Adriano Sollai, tra i rappresentanti di A manca pro s'Indipendentzia (a sinistra per l'indipendenza) ha spiegato tutto in una conferenza stampa un paio di giorni fa.
I gruppi indipendentisti sardi saranno i primi a mobilitarsi contro il vertice degli otto grandi, in questi giorni anticipato da un nugolo di riunioni tematiche. Si sono riuniti in un cartello, «Mesa sarda - a fora su G8» (anche qui ci vuole la traduzione: tavola sarda, fuori il G8) di cui fanno parte anche Sardigna natzione, A Foras, Juventude indipendentista, il sindacato Css e la rivista, scritta interamente in sardo, Camineras. Organizzeranno un vertice, contrapposto a quello dei grandi, invitando le nazioni senza stato del mondo. Di certo i baschi, gli occitani, i palestinesi, i curdi, anche se i dettagli della riunione e tutti i partecipanti non sono ancora noti.
Per ora esiste il documento che annuncia il vertice - non «contro vertice», perché gli indipendentisti dicono di non voler riconoscere l'autorità del G8 - e un
invito aperto al sottosegretario Guido Bertolaso per una riunione in cui discutere come i due vertici debbano svolgersi senza che l'uno intralci l'altro. Insomma, senza che il passaggio di Bush impedisca agli invitati curdi o occitani di arrivare all'assemblea programmata.
«Per ora, non sono state rese pubbliche neppure le eventuali zone rosse. Noi siamo disposti a garantire che il loro vertice si svolga senza problemi, purché a noi e ai nostri ospiti sia assicurata la libertà di organizzare la nostra riunione e di muoversi liberamente in tutta la Sardegna - dice ancora Sollai - per questo motivo neppure noi abbiamo ancora resi pubblici i luoghi in cui intendiamo svolgere la nostra riunione». Si sa già, comunque, che il vertice indipendentista si chiuderà con una manifestazione, da tenersi il più possibile nei pressi della riunione dei grandi del pianeta.

Al summit degli indipendentisti, dice il documento della Mesa sarda, si parlerà di autodeterminazione ma anche di economia, punto fondamentale dell'altra riunione, quella della Maddalena. Perché «il colonialismo italiano, insieme con la borghesia compradora sarda, hanno dato vita ad un apparato economico finalizzato a rendere l'economia sarda totalmente subordinata e dipendente da quella italiana».


Msc Fantasia, 23 piani extra-lusso
La «Msc Fantasia», la più grande nave da crociera d' Europa, una delle più grandi del mondo, ospiterà i grandi del mondo durante il vertice della Maddalena. «La nave più bella del mondo», l'hanno definita senza alcuna modestia i suoi armatori. Sicuramente una delle più sfarzose e immense: 133 mila 500 tonnellate di stazza, 333 metri di lunghezza, 66,8 di larghezza, 450 mila metri quadrati di lusso dal sapore vagamente orientale. È lunga sei volte la torre Eiffel, alta come un palazzo di 23 piani. Può ospitare 3959 passeggeri, accuditi da 1325 uomini di equipaggio (filippini, cinesi, balinesi, cingalesi, indonesiani e italiani). Vanta 107 suites, 99 delle quali a prua, nell' area Vip destinata a chi non vuole mescolarsi al volgo. Pare sia pure eco compatibile: vernici atossiche e sistema di riciclaggio delle acque. Per far piacere a Obama.
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