martedì 14 aprile 2009

110901da 911blogger

“Active Thermitic Material Discovered in Dust from the 9/11 World Trade Center Catastrophe”
by Niels H. Harrit, Jeffrey Farrer, Steven E. Jones, Kevin R. Ryan, Frank M. Legge, Daniel Farnsworth, Gregg Roberts, James R. Gourley and Bradley R. Larsen





Il documento si chiude con la seguente frase: «Sulla base di queste osservazioni, concludiamo che lo strato rosso dei frammenti rosso-grigi recuperati tra le polveri del WTC è un materiale termitico attivo, non ancora soggetto a reazioni, assemblato con tecniche nanotecnologiche, e rappresenta un materiale pirotecnico e/o esplosivo ad alto potenziale».

A farla breve, il documento invalida la versione ufficiale secondo la quale “non esistono prove” sulla presenza di materiali esplosivi/pirotecnici negli edifici del WTC.

Cosa ci fanno delle grandi quantità di materiale esplosivo/pirotecnico ad alta tecnologia tra le polveri del WTC? Chi ha generato tonnellate di una tale roba, e perché? Perché gli investigatori governativi si sono rifiutati di cercare residui di esplosivo subito dopo i fatti del WTC?

Sono questi gli interrogativi essenziali sollevati da questo studio scientifico.

La revisione specialistica peer-reviewed è stata ardua, con pagine di commenti da parte dei revisori. Le laboriose questioni sollevate dai valutatori hanno portato a mesi di ulteriori esperimenti. Questi studi hanno aggiunto molti elementi al documento, comprese l’osservazione e le fotografie di sfere arricchite di ferro e alluminio prodotte allorché il materiale è stato acceso in un DSC (Calorimetro a Scanning Differenziale - si vedano le figure 20, 25 e 26).

I nove autori si sono impegnati in uno studio approfondito degli insoliti frammenti rosso-grigi ritrovati nella polvere generata dalla distruzione del World Trade Center l’11 settembre del 2001. L’articolo dichiara: «L’ossido di ferro e l’alluminio sono intimamente mescolati nel materiale rosso. Quando vengono bruciati in un apparecchio DSC, i frammenti rivelano la presenza di composti esotermici grandi ma stretti a partire da a una temperatura di circa 430° C, assai più bassa della normale temperatura di combustione relativa alla termite convenzionale. Si osservano chiaramente numerose sfere arricchite di ferro nei residui della combustione di tali particolari frammenti rosso-grigi. La porzione rossa di questi frammenti si scopre essere materiale termitico incombusto e altamente energetico». Le immagini e le analisi statistiche meritano una solerte attenzione.
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Alcune osservazioni sulla redazione di questo documento:

1) Il primo autore è il Professor Niels Harrit dell’Università di Copenaghen in Danimarca, professore associato di Chimica. È un esperto di nano-chimica; le sue attuali ricerche e la sua foto sono rinvenibili qui: http://cmm.nbi.ku.dk/

Strutture molecolari su scale cronologiche corte ed ultracorte
Un Centro della Fondazione per la Ricerca Nazionale Danese
Il Centro sui Movimenti Molecolari è stato inaugurato il 29 novembre 2005, presso l’Istituto Niels Bohr, all’Università di Copenaghen. La costituzione del Centro è stata resa possibile per via di un contributo di 5 anni erogato dalla Fondazione per la Ricerca Nazionale Danese (vedi per esempio www.dg.dk). Puntiamo a ottenere “fotografie” in tempo reale di come gli atomi si muovono mentre hanno luogo i processi nelle molecole e nei materiali solidi, con l’uso di impulsi ultracorti di raggi laser e raggi X. Lo scopo è comprendere e alla volta influenzare, a livello atomico, le trasformazioni strutturali associate a tali processi.

Il Centro combina l’expertise assicurata dal Risø National Laboratory, dall’Università di Copenhagen e dall’Università Tecnica della Danimarca, nella ricerca strutturale della materia attraverso tecniche basate sul sincrotrone a raggi X, la spettroscopia laser al femtosecondo (ossia un milionesimo di miliardesimo di secondo, Ndt), lo studio teorico dei processi al femtosecondo, e l’abilità di modellare materiali, nonché progettare sistemi a campione per condizioni sperimentali ottimali.

Il nome del preside del College da cui proviene il prof. Herrit, Niels O Andersen, compare per primo nel Comitato consultivo Editoriale del Bentham Science Journal in cui il il paper è stato pubblicato.

2) Il secondo autore è il Dr. Jeffrey Farrer della Brigham Young University (BYU). http://www.physics.byu.edu/images/people/farrer.jpg

3) Il Dottor Farrer è presentato in un articolo a pagina 11 della rivista BYU Frontiers (ediz. primavera 2005): «Dr Jeffrey Farrer, direttore del laboratorio TEM (microscopia elettronica a trasmissione). L’articolo rileva: “I microscopi elettronici nel laboratorio TEM fanno sì che alla BYU siano fornite competenze virtualmente uniche… in grado di rivaleggiare con qualsiasi cosa costruita nel mondo”. L’articolo è intitolato: “Eccezionali e potenti microscopi svelano i nano- segreti”, il che è certamente vero per quello concerne le scoperte del presente documento.

4) Va onorata la BYU per aver permesso ai dottori Farrer e Jones e allo studioso di fisica Daniel Farnsworth di fare la ricerca descritta nel paper e aver condotto revisioni interne del medesimo. Il dottor Farrer era all’inizio il primo autore del documento. Ma dopo la revisione interna del paper, gli amministratori della BYU gli hanno evidentemente proibito di firmarsi per primo su QUALSIASI paper relativo alle ricerche sull’11/9 (questa sembra essere la loro sanzione, ma forse chiariranno). Nondimeno, la pubblicazione del documento è stata approvata con l’inserimento in lista del nome e dell’affiliazione del dottor Farrer, e perciò noi ci congratuliamo con la sua università. Siamo dalla parte del dottor Farrer ed elogiamo l’attenta ricerca scientifica rappresentata da questo documento.

5) Forse ora ci sarà finalmente una revisione sui DATI SCIENTIFICI esplorati dai professori Harrit e Jones, nonché dai dottori Farrer e Legge e i loro colleghi, come ripetutamente richiesto da questi scienziati. Noi sfidiamo QUALUNQUE università o gruppo di laboratorio a produrre una tale revisione critica. Questo paper sarà un ottimo punto di partenza, insieme ad altri due documenti, sempre revisionati alla pari, pubblicati su giornali autorevoli e che ricomprendono molti degli stessi autori:

“Fourteen Points of Agreement with Official Government Reports on the World Trade Center Destruction” (“Quattordici punti di accordo con i rapporti governativi ufficiali sulla Distruzione del World Trade Center”, Ndt).
Autori: Steven E. Jones, Frank M. Legge, Kevin R. Ryan, Anthony F. Szamboti, James R. Gourley
«The Open Civil Engineering Journal», pp.35-40, Vol 2 – (http://www.bentham-open.org/pages/content.php?TOCIEJ/2008/)

“Environmental anomalies at the World Trade Center: evidence for energetic materials” (Anomalie ambientali al WTC: prove di materiali energetici, Ndt)
Autori: Kevin R. Ryan, James R. Gourley, and Steven E. Jones
«The Environmentalist», Agosto 2008 (http://dx.doi.org/10.1007/s10669-008-9182-4).
6) James Hoffman ha scritto tre saggi che illustrano ulteriormente le implicazioni e i risultati del paper. Grazie, Jim, per questo lavoro! (http://911research.wtc7.net/essays/thermite/index.html).

7) Importanti aspetti della ricerca sono stati confermati in modo indipendente da Mark Basile nel New Hampshire e dal fisico Frederic Henry-Couannier in Francia, a partire dai primi rapporti scientifici su queste scoperte (ad esempio, quelli del prof. Jones in un discorso in un seminario del Dipartimento di Fisica della Utah Valley University, pronunciato l’anno scorso). Riteniamo che presto arriveranno ulteriori dettagli da parte di questi ricercatori indipendenti.

Ora non vi resta che leggere voi stessi il documento e fare sentire la vostra voce su queste scoperte!

http://www.bentham.org/open/tocpj/openaccess2.htm, poi cliccate su “Active Thermitic Materials Discovered…” Il link diretto è il seguente: http://www.bentham-open.org/pages/content.php?TOCPJ/2009

Fonte: 911Blogger
Traduzione di Pino Cabras per Megachip
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