mercoledì 15 aprile 2009


Vauro epurato
Giovedì sit-in alla Rai

Il nuovo direttore
generale Mauro Masi (già segretario generale della presidenza del consiglio) ha intimato a Michele Santoro e alla sua redazione un «immediato e doveroso riequilibrio relativo ai servizi andati in onda dall'A bruzzo giovedì scorso». Mentre Vauro, soltanto per le sue vignette, è stato «sospeso» da tutti i programmi del servizio pubblico. In parole povere, è stato di fatto licenziato in tronco. La vignetta incriminata («Aumento di cubatura. Dei cimiteri») è stata giudicata «gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la misione del servizio pubblico». La censura però potrebbe non finire qui. Perché la questione sarà comunque all'attenzione del prossimo cda della Rai previsto il 22 aprile.

La redazione di Annozero ha ovviamente respinto gli addebiti dell'azienda ricordando tra l'altro che ad oggi non è arrivata nessuna richiesta di rettifica ai servizi giornalistici mandati in onda. Né dalla protezione civile né da altre istituzioni o organismi coinvolti nell'assistenza successiva al terremoto. Almeno finora, la puntata di giovedì sera della trasmissione andrà regolarmente in onda.

Giovedì mattina, 16 aprile, «Sinistra e libertà» ha indetto alle 10.30 sit-in di protesta e di solidarietà a Vauro davanti la sede centrale della Rai a Roma, viale Mazzini 14. Il manifesto sarà ovviamente in prima fila. Insieme a noi, speriamo, ci saranno anche i nostri lettori su carta e su web.
Ecco il testo della lettera inviata dal direttore generale della Rai Mauro Masi a Vauro Senesi con cui viene sospeso il giornalista a causa di una vignetta sul terremoto mostrata durante la puntata di giovedì 9 aprile ad Annozero.

«Le contestiamo - scrive Masi -, per le ragioni sottoesposte, il grave inadempimento alle obbligazioni di cui al contratto prot. RT/RALA/LAN/2633/08/02671 del 31.7.2008 e, in particolare, ag1i obblighi previsti ai punti 8) e 9) del medesimo. Nel corso della puntata del programma Annozero del 9 aprile 2009, disattendendo gli obblighi sopra indicati, Lei ha realizzato e mostrato al pubblico, in diretta televisiva, una vignetta del seguente tenore 'Aumento delle cubature. Dei cimiterì. Tale condotta, gravemente lesiva del sentimento di pietà dei defunti - si legge nella lettera - travalica all'evidenza i limiti del corretto esercizio del diritto di satira e si pone in contrasto con i parametri di qualità dell'offerta che costituiscono elemento essenziale della missione del servizio pubblico radiotelevisivo, in forza della previsione di cui all'art. 3 del vigente contratto di servizio e delle disposizioni del Codice Etico del Gruppo Rai, al cui rispetto Lei è obbligata. Pertanto - conclude la lettera -, nel ritenerLa personalmente responsabile per ogni conseguenza e/o pregiudizio e/o rilievo, anche da parte delle Autorità competenti, che dovessero derivare all'Azienda in ragione dell'illegittima condotta da Lei posta in essere, in ordine alla quale ci riserviamo ogni e più ampia tutela, con la presente Le comunichiamo che l'Azienda, in via cautelativa, non intende avvalersi delle Sue prestazioni su tutte le Reti e Testate».


CE N'È ANCHE PER SKY
In onda «Shooting Silvio», il Pdl insorge
m. ba.
Botta e risposta imbarazzante tra Sky e il Pdl a proposito di «Shooting Silvio», . Mezzo Pdl è insorto contro la rete di Rupert Murdoch, colpevole di lesa maestà. «È davvero stupefacente - attacca il deputato Pdl Piero Testoni in una nota - che nel periodo delicato che attraversa il nostro paese, che sta dando prova di una solidarietà e di un'unità d'intenti che non ha precedenti, per la tragedia dell'Abruzzo, una grande televisione privata non trovi di meglio che mandare in onda un discutibile film, ormai datato, contro il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi». Di più, «quel film è un vero inno alla violenza», rincara Beatrice Lorenzin.
Il lungometraggio trasmesso lunedì scorso su Sky cinema è l'opera prima del giovane regista Berardo Carboni. Come in un film analogo su W. Bush, «Death of a president», il protagonista ha l'ossessione per Berlusconi, identificato come l'incarnazione del male. Decide così di fermarlo a tutti i costi: prima con un libro-invettiva, poi, progettando di rapirlo e ucciderlo. «Il Pdl dopo Annozero ora se la prende con Sky, siamo arrivati alla censura cinematografica - commenta Vincenzo Vita, senatore del Pd - sarebbe saggio fare attenzione a non superare il limite della decenza e anche del ridicolo».
Una toppa peggiore del buco, invece, la risposta di Sky. L'emittente risponde alle critiche ricordando che il film è stato trasmesso quasi a malincuore, una sola volta e per obblighi contrattuali. Faceva parte di un pacchetto Anica che obbligava la pay-tv ad acquisire tutti i film italiani che avessero raccolto in sala più di 20 mila spettatori. Da subito Sky provò a non acquistarlo lamentando lo scarso interesse di pubblico ma alla fine, in base a una fitta corrispondenza con la casa produttrice Mork&Berry l'ha mandato in onda, non rinnovando però tutto l'accordo giudicando quelle condizioni «non idonee».
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