lunedì 18 maggio 2009


Zapatero come Franco, anzi peggio perché dichiarandosi socialista agisce da fascista ed applica leggi limitative delle libertà politiche e vuole continuare con l’illegalizzazione di qualsiasi espressione politica che sia vicina alle rivendicazioni del popolo basco e degli altre nazioni senza stato che sono all’interno dello stato spagnolo.
Oggi il tribunale costituzionale spagnolo, prenderà la decisione, sulla richiesta, presentata dal governo Zapatero, sulla esclusione della lista di INICIATIVA INTERNACIONALISTA dalle elezioni del parlamento europeo.
Solidaridadi at INICIATIVA INTERNACIONALISTA nostrus fraris indipendentistas de sa terra colonizada de espanya.

SA DEFENZA SOTZIALI DE UNIDADE INDIPENDENTISTA






AUTORE: Santiago ALBA RICO


La storia è nota: nel 1630, a Milano, un sospettato denunciato da un onorato cittadino, viene arrestato e torturato e, dopo aver inizialmente negato l’accusa, finisce per confessare il suo delitto. Sotto tortura denuncia anche il suo barbiere, complice dell’atrocità, e questi a sua volta denuncia altri uomini, svelando tutta una catena di mostruosi malfattori che comincia, o si conclude, con un signore di nome Padilla, capo della campagna di terrore.

Una volta condannati e giustiziati, sulle rovine della casa del barbiere venne eretta una colonna che ricordava l’infame azione dei rei e avvertiva eternamente i malvagi circa le conseguenze di un simile sopruso. Cosa avevano fatto? Li si considerava untori, ossia “ungitori” sinistri che avevano propagato la peste nella città depositando sulle pareti e sugli oggetti la sostanza contagiosa che trasmetteva la malattia. Solo nel 1778, sotto il fulgido impulso dell’Illuminismo, la colonna venne abbattuta; la nuova epoca – quella di Montesquieu, Verri e Beccaria – riteneva che l’infamia non risiedesse nei condannati ma nei magistrati che li avevano giudicati e nei cittadini paurosi e ignoranti che avevano contribuito a trasformare la pazzia, la superstizione e l’assolutismo in una procedura naturale.

Questa storia vera d’Ancien Régime, raccolta nel 1840 dall’italiano Alessandro Manzoni, è disgraziatamente molto attuale. Secondo l’Abogacía General del Estado [Avvocatura di Stato, NdT] – ossia secondo il governo del regno di Spagna – Alfonso Sastre, il drammaturgo vivente più importante del mondo, è un untore e il suo solo nome (mentre lui lavora alle sue opere teatrali rinchiuso nella sua stanza) è capace di contaminare tutto ciò che lo tocca, da Hondarribia
alla Terra del Fuoco. Contaminato dai suoi “rapporti personali” del passato, la sua presenza come capolista di Iniciativa Internacionalista è contaminante fino a far sì che venga immediatamente privato dei suoi diritti di cittadino insieme ai suoi compagni di gruppo e insieme ai suoi potenziali votanti. In questa corsa al regresso alla pre-modernità la logica è ormai – disgraziatamente – nota: non è che presentarsi alle elezioni europee sia un delitto; non è che non gli si permetta di presentarsi per aver commesso un delitto: è che la sua esistenza stessa è delittuosa. “Intenzioni”, “analogie”, “concomitanze”, tutto il sottile edificio del Diritto, eretto pazientemente per secoli, soccombe tra gli applausi a questa atmosfera primitiva e sacrificale di oscuri miasmi trasmessi, come l’influenza suina, con o senza volontà, in un’ondata di espansione ininterrotta. Le nozioni di malattia e peccato – entrambe mortali – sostituiscono quelle di delitto, prova, presunzione di innocenza, responsabilità individuale. Fino a che punto “la difesa della democrazia” – con Savater e Rosa Díez in testa – sia ormai scivolata nel mondo medievale, oscurantista, preistorico, del farmakon e della magia nera ne dà buona prova il fatto che, se volesse, Alfonso Sastre non potrebbe cambiare opinione: è solo il risultato delle sue “relazioni personali” e l’inizio, a sua volta, di relazioni potenzialmente così ampie che a partire dal suo nome, nel delirio antigiuridico delle analogie e delle concomitanze, si potrebbe impugnare o illegalizzare qualsiasi lista nella quale ci fosse qualche lettore di Escuadra hacia la muerte.

La congettura che Batasuna avrebbe chiesto il voto per I.I. e la presenza nelle sue liste di un ex candidato di ANV [Acción Nacionalista Vasca, NdT] forza allora leg
ale ma dichiarata illegale a posteriori, ha attivato l’ennesima impugnazione di una forza elettorale che, quasi certamente, non potrà concorrere il prossimo 7 giugno alle elezioni europee. Così si facevano le cose nel 1630; nel 2009, nel regno di Spagna, pure. Nel 1630 i processi tenuti contro gli untori facevano parte della logica pre-illuminista dell’Ancien Régime; nel 2009 i processi tenuti contro gli untori si vogliono far passare per normalità democratica e griuridica. Gente intelligente, gente assennata, gente onorevole, rispettata e influente, gente al di sopra di ogni sospetto, gente ricca e gente potente – come nella Milano della peste – dovrà un giorno rendere conto dinanzi ai cittadini per questo doppio misfatto: quello di ristabilire l’Ancien Régime e quello di farlo, inoltre, nominando il diritto e la Democrazia.

Stando così le cose, suggerisco – e lo
faccio sul serio – che Batasuna, fonte di tutti i miasmi, potentissima bacchetta magica capace di trasmettere l'infamia, convochi una conferenza stampa e chieda pubblicamente il voto per il PP e/o per il PSOE. Resteranno macchiati i nostri due principali partiti? Si chiederà che vengano dichiarati illegali? Certo che no, ma in questa maniera almeno sarà chiaro che, scatenata al di fuori del diritto, questa logica medievale è a tal punto medievale – ed è così al di fuori del diritto – che non è nemmeno logica: è puro esercizio di sovranità religiosa o, che è lo stesso, arbitrarietà paranoica di un Sant’Uffizio nella sua lotta contro il Male.

Perché ciò che è divenuto chiaro, in ogni caso, è che l’oscurantismo, la manipolazione, il disprezzo per le regole del gioco e l’ingiustizia sono infinitamente più contagiosi della peste – e molto più, chiaramente, della coscien
za democratica e della libertà.

Testo della Abogacía General del Estrado: http://www.gara.net/agiriak/20090514_escrito_abogacia.pdf


Originale da: Alfonso Sastre, ilegalizado

Articolo originale pubblicato il 15/5/2009

Massimo Marini è membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguística. Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e la fonte.


Reazioni:

0 commenti:

Subscribe to RSS Feed Follow me on Twitter!