martedì 5 maggio 2009

dae: Michelangelo Cocco
LIEBERMAN A ROMA - Contestato dai pacifisti, il ministro degli esteri di Tel Aviv ha l'appoggio del governo Berlusconi e rilancia contro l'Iran
Accolto dalle proteste dei pacifisti e di quella parte di sinistra che ancora si batte per il diritto all'autodeterminazione dei palestinesi, Avigdor Lieberman ha iniziato ieri da Roma il suo primo tour europeo in veste di ministro degli esteri d'Israele.
Cominciare dall'Italia, per il capo della diplomazia di uno dei governi più di destra che si ricordi nella storia dello Stato ebraico e mentre il Paese è ancora impegnato nel tentativo di far metabolizzare alla Comunità internazionale i massacri di Gaza, non è stata una scelta casuale. «Questa visita - ha spieg
ato Lieberman - vuole esprimere l'apprezzamento del governo israeliano per l'atteggiamento positivo e amichevole dell'Italia». Riconoscenza dunque per le posizioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e del ministro degli esteri, Franco Frattini, «su tutti i problemi che Israele affronta, non ultimo Durban 2», ha aggiunto Lieberman ricordando la crociata anti-Ahmadinejad guidata il mese scorso dalla nostra diplomazia e che si concluse con l'uscita di tutti i funzionari dell'Unione europea mentre durante la conferenza delle Nazioni Unite contro il razzismo a Ginevra il presidente iraniano lanciava pesanti accuse contro le politiche israeliane.
Ora l'immigrato dalla Moldavia che, per risolvere il conflitto, ha promosso a «scambio territoriale» la vecchia idea di «transfer» (deportazione) dei palestinesi, cerca l'appoggio dell'Italia di Berlusconi per intensificare le relazioni con Bruxelles. Ieri Lieberman ha sostenuto che il rafforzamento dei legami tra Unione Europea e Israele «deve diventare l'asse centrale dei nostri rapporti senza legarli ai problemi del Medio Oriente». Frattini si è detto d'accordo: «L'upgrading (il rafforzamento della cooperazione, ndr) tra Ue e Israele non si deve fermare», perché si tratta di un «interesse comune».
Nelle scorse settimane il Commissario europeo Benita Ferrero-Waldner aveva ipotizzato il congelamento delle relazioni, a causa delle dichiarazioni incendiari
e di Lieberman sul processo di pace. Affermazioni ieri in parte ribadite: «Nessuno slogan né dichiarazioni pompose, ma risultati concreti». E Frattini: «La pace tra israeliani e palestinesi deve essere un obiettivo chiaro» del governo del premier Netanyahu. L'altro tema dei colloqui è stato l'Iran, nei confronti del quale Israele sta costruendo una campagna di pubbliche relazioni che gli permetta di preparare un attacco contro la Repubblica islamica, accusata di puntare all'atomica islamica. L'Iran rappresenta «la più grande minaccia al Medio Oriente - ha affermato Lieberman -, è già diventata un fattore destabilizzante per tutto il mondo».
Con un presidio nel centro di Roma e striscioni affissi nelle strade della Capitale, gli attivisti di ForumPalestina e di altre ong hanno protestato contro la presen
za del ministro che è arrivato a proporre un patto di lealtà ai palestinesi in cambio del diritto di voto. Dopo Berlino Parigi e Praga, Lieberman è atteso a Washington, dove per lui potrebbero non essere tutte rose e fiori.
Reazioni:

0 commenti:

Subscribe to RSS Feed Follow me on Twitter!