mercoledì 6 maggio 2009

Migliaia di persone sono in fuga dalla valle dello Swat, in Pakistan, mentre l'esercito prepara l'offensiva contro le forze taleban che stanno occupando alcuni distretti di Mangora, la principale città della valle. Era stato lo stesso governo locale a spingere i civili ad abbandonare le loro abitazioni dopo che il generale Khushal Khan Khattak, il proconsole di Islamabad nella regione, aveva dichiarato imminente l' attacco. Ma dopo che in migliaia avevano caricato carri e furgoni, l'allarme era rientrato. Troppo tardi, però, per i molti che avevano già abbandonato le case e che non vogliono tornare finché il pericolo non è passato. Dallo scorso agosto, sono centinaia di migliaia le persone fuggite dall'area nord-occidentale. Secondo il governo il numero dei rifugiati potrebbe arrivare a 500mila e per ospitarli sta allestendo sei tendopoli ai margini della zona di conflitto. I taleban, accusa l'esercito pakistano, hanno ormai violato l'accordo di pace raggiunto a febbraio, quell'accordo aspramente criticato sia all'interno sia all'estero che comprava la pacificazione dei taleban con l'introduzione della sharia nello Swat. I taleban non hanno mai deposto le armi e il mese scorso sono entrati nel distretto di Buner, 100 km da Islamabad, e in un altro distretto della valle. Di lì hanno poi continuato ad attaccare. L'esercito pakistano procede lentamente perché, accusa, i taleban usano i civili come scudi umani.
ilmanifesto.it
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