mercoledì 17 giugno 2009

Fulvia De Feo

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15 giugno 2009

Nel mezzo del casino iraniano ci mancavano i giochini di Netanyahu, infilatosi nei titoli di giornale con pseudoproposte di pace in Medio Oriente messe giù all’unico scopo di prendere per il naso le distratte opinioni pubbliche occidentali e costringere i palestinesi a dire l’ennesimo, inevitabile "no" che gli servirà da scusa per sferrare l’ennesimo, prevedibile, attacco.
I preparativi di alibi di Netanyahu appaiono più grossolani del solito, stavolta: in pratica, il Nostro propone ai palestinesi di farsi uno Stato con questa roba qua (cliccare qui per ingrandirla come si deve, in tutta la sua tragica ironia):

cisjordania-asentamientos

In questo arcipelago di giardinetti interrotti ogni cento metri dal territorio israeliano, i palestinesi avrebbero il diritto di tenere una bandiera e cantare un inno, e basta. Per il resto, dice che non avrebbero il controllo dello spazio aereo, come se avessero il controllo di quello di terra, dell’acqua o di quant’altro. Le colonie illegalmente costruite nelle zone migliori del territorio palestinese continuerebbero ad esistere e con i coloni "fratelli e sorelle", secondo quel delinquente, lo Stato israeliano manterrebbe "la massima concordia", qualunque cosa ciò significhi.

La frase geniale, poi, è questa qua: ""Gerusalemme dovrà rimanere capitale indivisibile dello Stato ebraico". "Rimanere"? Ma davvero? Ma da quando Gerusalemme è capitale di Israele, scusate? La dichiarazione di Gerusalemme capitale è una violazione del diritto internazionale (ris. 478/80 del Consiglio di sicurezza dell’ONU) e non c’è paese che la riconosca. E invece, secondo Netanyahu, i palestinesi - giusto loro, quando non lo fa manco l’Unione Europea - dovrebbero accettare che essa "rimanga" tale. Tu pensa che faccia di tolla.

E poi la pretesa che l’ANP "riporti l’ordine a Gaza" contro i governanti a suo tempo democraticamente eletti, roba che manco Ahmadinejad.
E lo sprezzante appellativo di "Hamastan", e la chiusura ai profughi in quanto "non ebrei" e così via.

Mi pare difficile dare torto a chi lo ha definito un discorso "razzista". Se questo non è razzismo, che dire: spiegatemi cos’è il razzismo secondo voi, grazie.

Rimane da capire quale sia il vero obiettivo di Netanyahu, dopo questa occupazione di prime pagine dei giornali a mo’ di lupo travestito da nonna di Cappuccetto Rosso.
Vorrà divorarsi qualcosa d’altro, come dicevo prima, approfittando dell’allarme generale sull’Iran: non vedo altre spiegazioni

Link: www.ilcircolo.net/lia/2278.php

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