venerdì 26 giugno 2009

Francesco Paternò
ilmanifesto.it
La tartaruga è un animale indifeso. A pancia all'aria non saprebbe più che fare. Solo per Berlusconi può stare disinvoltamente sul simbolo del prossimo vertice dei Grandi, trasferito dalla Maddalena all'Aquila per un G8 certo assai migrante, e diventare contemporaneamente il più inflazionato ciondolo d'oro cadeau per le sue ospiti a Palazzo Grazioli, «le solite tartarughine», come recitano le interviste di alcune ragazze che stanno facendo il giro del mondo. Si potrebbe concludere che nemmeno gli animali hanno un loro privato in tutte queste vicende.
Se non fosse che per Berlusconi il G8 è diventato a tempo. Come una bomba.

Il Financial Times, che non è soltanto il giornale della City londinese ma il foglio più letto negli ambienti mondiali che contano, ha dedicato due pezzi all'ultimo caso italiano. Il primo spiega con dovizia di dettagli cosa sta accadendo a casa Berlusconi e lancia un ballon d'essai ispirato da «membri» del suo stesso governo: a Roma, la maggioranza si sta preparando al dopo Berlusconi. Il secondo, «più preoccupante» dicono a Palazzo Chigi, riporta il giudizio di fonti diplomatiche protette dall'anonimato che spiegano perché il capo del governo italiano è «un alleato difficile» sia per l'amministrazione Obama che per i partner europei. La posizione di Berlusconi non è soltanto «gravemente danneggiata» dal suo giro di «modelle e starlette» ma causa «molta collera» a Washington e Bruxelles. In particolare per il suo «appoggio a Putin», concretizzato - dice il giornale - con l'accordo su un gasdotto russo in competizione con un altro sostenuto dalla cancellerie occidentali.

E' vero che nel recente fugace incontro alla Casa Bianca, Obama aveva detto di seguire con interesse «i consigli» di Berlusconi su come trattare con Mosca, ma la cortesia formale è aria. A Washington, come rileva il Financial Times, «Obama è chiaramente meno preso da Berlusconi rispetto a Bush», e non è un caso che la cancelliera tedesca Merkel veda il presidente americano per la seconda volta in pochi mesi e
che oggi le sia stata riservata la conferenza stampa congiunta nel Rose Garden della Casa Bianca, onore concesso raramente a capi stranieri. Forma e sostanza: anche Sarkozy si era sperticato in mille grazie a Berlusconi per la sua posizione al Consiglio d'Europa di dicembre sull'ambiente, salvo poi bocciare il candidato italiano alla presidenza dell'europarlamento la settimana scorsa, quando gli interessi in campo sono più concreti.
E' in questo clima di debolezza internazionale che Berlusconi prepara il G8 all'Aquila, dove dovrà garantire la sicurezza di un migliaio di persone tra delegazioni e giornalisti. Roba da far tremare la terra sotto i piedi (purtroppo anche per la gente d'Abruzzo), tant'è che un piano B sarebbe comunque allo studio nel c
aso di scosse naturali. Come potrebbero essere naturali - nel senso di un'altrettanta imprevedibilità - un intervento della magistratura, modello Napoli 1994, o un nuovo album di fotografie dato ai media sul via vai di Villa Certosa in Sardegna. Migliaia di scatti sono in giro per il mondo o più semplicemente in qualche cassetto, pronti all'uso. Fuori da ogni previsione restano anche le sue dimissioni perché, come ricorda l'attento Ft, l'immunità di Berlusconi «dura solo fino a quando lui rimane in carica». Una tartaruga rovesciata non saprebbe cosa fare.

FRANCESCO GUCCINI PIAZZA ALIMONDA, OVVERO PIAZZA CARLO GIULIANI!
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