giovedì 18 giugno 2009

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MILANO (Reuters) - L'Italia sta attraversando una fase di recessione profonda che si protrarrà per tutto il 2009. Il prossimo anno il paese registrerà una "lenta ripresa", ma si troverà a dover affrontare un debito pubblico in aumento verso 120% del Pil e un'economia caratterizzata da tasso di disoccupazione intorno al 10%.

Lo sostiene l'Ocse che oggi pubblica uno studio monografico sul paese, dedicando un capitolo all'istruzione pubblica e sottolineando l'importanza che l'Italia riprenda il sentiero di disciplina fiscale una volta superata la fase acuta della crisi.

Rispetto alle previsioni pubblicate lo scorso 31 marzo, oggi l'Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica rivede le stime sul Pil a -5,3% nel 2009 (da -4,3%) e +0,4% nel 2010 (da -0,4%).

Minori cambiamenti per il quadro di finanza pubblica con il deficit indicato in rialzo al 6% (da 5,9% stimato a fine marzo) e il debito/Pil visto in aumento fino sfiorare quota 120% e fine 2010.

CON RIPRESA GOVERNO SI IMPEGNI IN PROGRAMMA TAGLIO DEBITO

"La contrazione del prodotto continuerà probabilmente nel corso di quest'anno e per il prossimo è lecito attendersi solo una lenta ripresa" si legge nella sintesi del documento.

L'organizzazione parigina sottolinea che rimane una grande incertezza sulla forza e i tempi della ripresa e indica che numerosi anni di bassa crescita della produttività hanno reso l'economia italiana - orientata dalle esportazioni - particolarmente vulnerabile alla caduta del commercio estero. Tuttavia in questa fase non c'è spazio a disposizione della politica fiscale per andare oltre l'utilizzo degli stabilizzatori automatici e il governo deve focalizzarsi su due obiettivi: migliorare l'efficienza della spesa pubblica e assicurare che le tendenze di lungo termine per gli impegni di spesa siano contenuti.

"Quando l'economia inizierà a riprendersi, il governo dovrà impegnarsi in un serio programma di medio termine per la riduzione del debito basato sul controllo delle spese e, probabilmente, ulteriori riforme dei sistemi pensionistico e sanitario", scrive l'Ocse.

Il debito va ridotto anche perchè l'allargamento del differenziale di tasso tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, combinato con un'inflazione più contenuta, "potrebbero produrre nel tempo un costo reale dell'indebitamento più elevato".

Oltre al consolidamento fiscale, "è importante mantenere la spinta alla politica di liberalizzazione necessaria in gran parte dei settori dei servizi e delle professioni liberali", dice l'organizzazione parigina che chiede anche di proseguire sulla strada della riforma della pubblica amministrazione.

Da ultimo, sull'attuazione del federalismo fiscale, l'Ocse auspica l'introduzione di una "nuova tassa locale, in parte basata sul valore delle proprietà immobiliari".

SISTEMA BANCARIO POTREBBE AVER BISOGNO DI ALTRO CAPITALE

L'organismo parigino riconosce che il sistema bancario italiano ha retto meglio alla crisi, ma sottolinea che gli istituti potrebbero aver bisogno di "ulteriore capitale".

Per sostenere la ricapitalizzazione degli istituti di credito "non c'è una soluzione perfetta", dice l'Ocse che suggerisce, comunque che linee di credito speciali o garanzie pubbliche ai prestiti bancari non siano condizionate all'utilizzo che gli istituti fanno di questi fondi. "In pratica controllare [l'utilizzo di questi fondi] è un tentativo disperato".

Sempre riguardo al settore finanziario, Ocse sottolinea che, sebbene in Italia nessun istituto sia stato salvato, "le due maggiori banche hanno fatto importanti acquisizioni in alcuni paesi dell'Europa dell'Est che potrebbero essere vulnerabili alle difficoltà di quelle economie" nota l'Ocse.

I rischi per il sistema finanziario, inoltre, non sono ancora scomparsi, e le autorità devono essere pronte ad agire per difendere il corretto funzionamento del mercato.

TASSO DICOCCUPAZIONE VISTO AL 10% A FINE 2009

Altra nota dolente la disoccupazione che "salirà con decisione nel corso del 2009 e potrebbe raggiungere il 10% entro la fine di quest'anno".

Secondo l'Ocse l'aumento della disoccupazione - e le aspettative di un ulteriore incremento - è probabilmente una delle ragioni che spiegano un rallentamento dei consumi nonostante un tasso di risparmio relativamente elebato e un aumento del reddito reale grazie alla flessione dei pressi dell'energia.

Il report è disponibile all'indirizzo internet www.oecd.org/eco/surveys/Italy

Per leggere una sintesi sui contenuti del documento Ocse relativi all'istruzione cliccare su [nMIE55GO7V]

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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