mercoledì 22 luglio 2009

SA DEFENZA SOTZIALI riporta l’attenzione sulla mozione presentata dal PSdAz,”Mozione sull’indipendenza della Sardegna”, perchè pensiamo che oggi sia necessario imprimere una maggiore velocità di esecuzione alla proposta di indipendenza, anche in merito della posizione del Governo Italiota sulla scelta Nucleare.

Noi siamo contro la scelta nucleare in se poichè deleteria per il territorio ed in quanto assoggetta le generazioni future, che ancora non sono state concepite, a scelte errate e dannose per la loro salute.

Il primo punto della mozione riporta:”accertato che lo Stato italiano è largamente responsabile dell’inquinamento dei siti industriali più importanti della Sardegna;”

Vogliamo ribadire la solidità di tale affermazione e ne rivendichiamo la sua IMMEDIATA presa d’atto, chiediamo da subito la leggiferazione ed applicazione a tutte le industrie nocive all’ambiente a partire da quelle basate sulla tecnologia nucleare,da regolamentare con legge regionale relativa per la messa al bando di sia di quelle già esistenti che quelle che potrebbero essere installate già ieri e in avvenire. Che si dia subito il via alla loro espulsione dal nostro territorio natzionale.

Confidiamo nella buona fede dei patrioti del PSdAz affinchè si attivino immediatamente a presentare la proposta sopra descritta sul blocco del Nucleare e industrie nocive e altamente inquinanti al Consiglio Regionale della Sardegna!

valter erriu
pro sa defenza sotziali

APRIAMO IL DIBATTITO SU CIO' CHE CI STA A CUORE


MOZIONE MANINCHEDDA, SANNA, PLANETTA, DESSÌ, SOLINAS sull’indipendenza della Sardegna.

Il Consiglio Regionale della Sardegna

- accertato che lo Stato italiano è largamente responsabile:
1) dell’inquinamento dei siti industriali più importanti della Sardegna;
2) della desertificazione del settore manifatturiero in Sardegna;
3) dell’eccesso di pressione fiscale e tariffaria sulle imprese e sui cittadini;
4) del sistema di regole e privilegi che sta consegnando la Sardegna a poche imprese dominanti, ormai prossime a configurarsi come oligopoli;
5) del tentativo di scaricare sul bilancio regionale i costi del welfare, della scuola e degli enti locali, oltre quelli già a carico della Regione, dei trasporti e della Sanità;
6) della spoliazione culturale derivante da una sistema scolastico monolingue, ostile alla cultura e alla lingua dei sardi, sostanzialmente non diversificato nell’offerta formativa e ormai allontanato dalle aree rurali;

- accertato che la maggior parte dei fondi statali stanziati negli anni passati per l’industrializzazione della Sardegna sono stati consumati da industrie di Stato che poi hanno abbandonato e continuano ad abbandonare la Sardegna;

- ricordato che il patrimonio boschivo e ambientale della Sardegna ha subito i maggiori insulti per le concessioni governative concesse dallo Stato;

- assunto che nei settori della sanità, dei trasporti e della scuola, lo Stato italiano da una parte impone le regole antiquate e oligopolistiche che caratterizzano da sempre la sua storia e la sua cultura, dall’altro scarica interamente i costi di questi diritti sulla fiscalità regionale, cioè sulla ricchezza prodotta dai sardi;

- constatato il privilegio accordato nel tempo dallo Stato italiano alle regioni del Nord Italia in termini di trasferimenti pubblici, di servizi e di infrastrutture, confermato recentemente dalla rimodulazione del riparto di alcuni fondi Europei che ha determinato che nel Sud e nelle Isole sia rimasto poco più del 30% delle risorse originariamente disponibili;

- ricordato che del territorio della Sardegna decidono i sardi e non lo Stato italiano

impegna

la Giunta Regionale a guidare la Sardegna verso una piena e compiuta indipendenza, avviando con lo Stato italiano una procedura di disimpegno istituzionale che preveda un quadro articolato di indennizzi per la Nazione sarda, in ragione di tutte le omissioni, i danni e le sperequazioni che la Sardegna ha subito prima dal Regno e poi dalla Repubblica italiana.

I Consiglieri Regionali

Cagliari, 20 maggio 2009

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