venerdì 28 agosto 2009

COME LA TOBIN TAX - La Fsa (Consob inglese) propone una tassa su tutte le transazioni finanziarie
Maurizio Galvani
ilmanifesto.it
Introdurre un imposizione fiscale per calmierare gli eccessi della finanza, soprattutto quella legata alle banche. A sostenerlo non è un no global, ma Lord Ardair Turner, presidente della Fsa (la Consob inglese). Lord Turner è stato esplicito: «Non è importante stare a discutere sui bonus da riconoscere ai banchieri, ormai è diventato un discorso populista. Bisogna intervenire alla radice del problema».
Lord Turner ha parlato attraverso il Prospect Magazine, e l'intervista è poi stata ripresa dal Financial Times. Immediata e netta la reazione del mondo bancario londinese, con in testa la signora Angela Knight (presidente dell'associazione del credito), che ha espresso un secco rifiuto alla misura poiché «limiterebbe in realtà una delle attività più fiorenti del paese».
La proposta di tassare le attività finanziarie per bloccare le transazioni speculative non è nuova e assomiglia molto alla richiesta di una «Tobin Tax», avanzata in passato dall'economista liberale James Tobin. Quel progetto prevedeva di far pagare un'aliquota sulle attività finanziarie pari a un misero 0,1%. Nel corso degli anni questa proposta è diventata uno dei cavalli di battaglia del movimento no global, nonostante lo stesso Tobin abbia più volte espresso la sua estraneità, dichiarandosi «amico» sia dell'Fmi che del Wto. La «tassa» di Lord Turner assomiglia molto all'originale; tuttavia, presso la sede della Financial Service Authority - a Londra - preferiscono chiamarla glob
al tax ed escludono naturalmente che che l'organo di vigilanza abbia intenzione di diventare il portavoce del movimento antiglobalizzazione.
Piuttosto, la Fsa e Lord Turner sono contro il dibattito in atto, finora sterile, che vuole bloccare i bonus dei manager bancari che sono parte, e non prima causa, della crisi finanziaria in atto. Il presidente della Fsa vuole inoltre persuadere Geroge Osborne - il leader dei conservatori dovrebbe molto probabilmente avere la meglio nello scontro elettorale con il premier laburista Gordon Brown - a rafforzare il ruolo di questo organismo di vigilanza piuttosto che lasciare «mano libera» alla Banca d'Inghilterra.
Lord Turner ha fatto la sua proposta in un momento istituzionale particolare, sul piano globale. L'Ocse sta rivedendo le
liste nera e grigia dei paradisi fiscali off-shore; la banca svizzera Ubs ha dovuto iniziare a discutere con la Casa Bianca, che vuol conoscere i nominativi dei cittadini statunitensi clienti della banca, ma che non hanno mai denunciato per motivi fiscali i loro capitali; a livello del G8, si sta discutendo una strategia comune per penalizzare coloro che percepiscono bonus anche in gruppi finanziari che siano stati salvati da un intervento pubblico. Lord Turner si è già espresso contro l'ipotesi che la sospensione del bonus sia applicata solo per un periodo breve (un anno o tre).
Nel frattempo, la Francia di Nicolas Sarkozy sostiene la necessità di «controlli più ferrei» a partire dal prossimo G20 (non solo G8), che si terrà a Pittsburg, negli Stati uniti, in settembre. Nicolas Sarkozy pretende che il G8 sia definitivamente allargato a un G14, poiché ritiene che «per superare la crisi, occorra un intervento permanente della Cina, del Brasile, dell'India come pure dell'Egitto, del Sudafrica e del Messico». Stessa opinione esprime il cancelliere tedesco, Angela Merkel, che avanza la richiesta di «una mano più dura». Merkel sa che deve affrontare la difficile tornata elettorale del 27 settembre e non vuole assolutamente perderla. Lunedì prossimo sia la Merkel che Sarkozy si vedranno a Berlino per discutere la strategia comune da tenere al vertice di Pittsburgh.
La Fsa ha posto una questione attuale, come pure è attuale la sua richiesta di fare qualcosa per affrontare alla radice le transazioni finanziarie solo speculative. Piuttosto che proporre una politica «moralizzatrice» e inefficace - al solo scopo di accontentare l'opinione pubblica - propone di tassare alla fonte banche, hedge fund e qualsiasi altro tipo di prodotto finanziario «derivato».
Reazioni:

0 commenti:

Subscribe to RSS Feed Follow me on Twitter!