martedì 15 settembre 2009


AUTORE: Dror FEILER דרור פיילר درور فیلر
http://drorfeiler.blogspot.com/2009/08/israels-arme-ar-inte-judisk-stat-och.html


Secondo il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman, la Svezia ha un grosso problema che d
eve essere risolto: la libertà di stampa. Israele vuole dare il suo aiuto tramite l’esigenza che il governo svedese ignori le sue leggi sulla libertà di stampa e condanni un articolo uscito sull’Aftonbladet (17 agosto) dove si riferisce su sospetti che il governo e l’esercito di Israele smentiscono.
Israele smentisce anche di avere l’arma atomica, di aver usato fosforo bianco contro la popolazione civile e di usare i palestinesi come scudi umani. Con questo non intendo dire che tutte le accuse rivolte contro Israele siano vere ma che bisogna considerare le smentite automatiche del governo israeliano con un certo scetticismo. Il miglior modo di sapere se le accuse abbiano una qualche sostanza è di svolgere un’indagine accurata. E più presto si fa, meglio è.
Ma permettetemi di ricordare a coloro che, contro ogni evidenza, hanno un altro punto di vista_
Per 42 anni Israele ha ignorato le risoluzioni dell’ONU, le convenzioni di Ginevra e il diritto internazionale.
Per 42 anni il governo di Israele ed i media israeliani hanno automaticamente accusato di antisemitismo le accuse di violazione del diritto internazionale rivolte contro l’esercito israeliano. Voglio qui sottolineare che le violazioni a cui mi riferisco sono gli insediamenti illegali dei coloni in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, gli spostamenti forzati di popolazioni,le esecuzioni senza processo e i castighi collettivi, e non i sospetti nutriti dalle famiglie palestinesi contro l’esercito israeliano.
Ora però che il governo israeliano e i media israeliani spargono accuse false e astiose, incoraggiati da certi pubblicisti e politici in Svezia, seguono lo stesso modello: la cosa più importante non è il contenuto dell’articolo ma come si può utilizzarlo. Un metodo di cui io stesso sono stato vittima in occasione dell’istallazione a Stoccolma di Biancaneve e la Follia della Verità, aggredita personalmente con la forza da un precedente ambasciatore israeliano.
Nell’articolo che ha fatto vedere rosso a Israele c’è scritto, è vero, che giovani palestinesi ricercati dall’esercito israeliano sono stati uccisi e, dopo alcuni giorni, restituiti alle famiglie con i corpi ricuciti in un modo che ha suscitato nelle famiglie il sospetto che fossero stati prelevati organi dai loro corpi. E’ possibile che l’associazione che viene in mente tra il possibile comportamento di singoli soldati israeliani nel 1992 e il traffico di organi recentemente scoperto sia infelice ma questo non ci deve impedire di porci la domanda: Che cosa è successo a questi corpi?
Ma nessuno ha parlato o scritto di soldati ebraici, né le famiglie palestinesi né l’autore dell’articolo Donald Boström. I sospetti invece erano rivolti contro soldati dell’esercito israeliano che possono essere stati coinvolti in specifici incidenti.
L’esercito israeliano non è un esercito ebraico. Di esso fanno parte persone di diverse etnicità e religioni: drusi e beduini, ad esempio, non sono ebrei ( il 20% della popolazione di Israele non è ebrea). Inoltre vivono più ebrei fuori d’Israele che in Israele. E’ quindi evidente, per la maggior parte di noi, Donald Boström compreso, che è erroneo e per di più razzista associare il popolo ebraico ai crimini che soldati israeliani sono sospettati di aver commesso, associazione che neppure essa vien fatta nell’articolo. Oppure mettere a carico del popolo ebraico i crimini, dimostrati ,commessi dallo stato d’Israele e dal suo esercito durante 42 anni. Quando solamente coloro che hanno commesso questi crimini o che ne hanno la responsabilità politica, sono responsabili.
Che ci sia chi fa questo tipo di confusione, sbagliata e di pessimo gusto, non può impedire una critica seria o sospetti di irregolarità. Un simile tabù diverrebbe altrimenti una violazione implicita della libertà di espressione. E’ curioso che coloro che equiparano regolarmente Israele con il popolo ebraico e viceversa consistono in due gruppi molto discordanti: il governo di Israele, incoraggiato dai cosiddetti amici di Israele, costituisce un gruppo, l’altro lo costituiscono svariati gruppi razzisti/antisemitici.
E ora si vuole che la Svezia impari dal modello esemplare di Israele che cosa sia una vera democrazia e la libertà di espressione.
Ora si alzano voci in Israele affinché venga limitata la libertà di espressione di coloro che sono giudicati “calunniare” Israele, per esempio l’accademico israeliano Dottor Neve Gordon che scrive sul L A Times (20 agosto) che Israele soddisfa tutti i requisiti di uno stato con apartheid, dato che determinate leggi danno vantaggi agli ebrei e discriminano i palestinesi.
La Svezia deve difendere la libertà di espressione e non lasciarsi ispirare dalla concezione arbitraria che il governo israeliano ha della libertà di stampa e della democrazia.
Purtroppo il clima del dibattito, assai più duro, che regna in Israele si è infiltrato nel nostro paese tra coloro che formano l’opinione, come Gunnar Hökmark, che dà volentieri una mano a Israele perché possa continuare a commettere le sue infrazioni del diritto internazionale senza che nessuno s’immischi. Per questo, ogni tentativo di mettere in discussione l’immagine che Israele ha di sé sarà oggetto di aggressioni prive di serietà e di accuse infondate di antisemitismo.
E’ impressionante che allo stesso tempo che Israele esige che il governo svedese condanni un articolo uscito sull’Aftonbladet, stia accumulando ostacoli nei confronti di una commissione internazionale di indagine che, per incarico dell’ONU, deve indagare le eventuali violazioni al diritto internazionale commesse da Israele nei territori occupati in generale e gli abusi commessi dall’esercito israeliano a Gaza in particolare.
Una simile reazione automatica di oscuramento della realtà e di rifiuto di ogni accusa, che si tratti di sospetti contenuti in un cosiddetto “articolo a sensazione “ o di una iniziativa seria dell’ONU, danneggia gli interessi del popolo israeliano e copre di vergogna Israele.


Originale da: L'autore e Aftonbadet - Israels armé är inte judisk - Stat och folk blandas ihop för att stoppa seriös granskning

Articolo originale pubblicato il 27/8/2009
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