domenica 29 novembre 2009

Antonio Rispoli
www.julienews.it

Continua ad esserci uno strano e complice silenzio, da parte dei mass media, sulle sconcertanti dichiarazioni del Presiednte del Consiglio Silvio Berlusconi. L'ultima è stata quella di sabato scorso: parlando all'Enac (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile), ad un certo punto ha detto "Se prendo coloro che hanno scritto le 9 serie della Piovra e che ci hanno fatto conoscere nel mondo per la mafia, li strozzo", o giù di lì.
Ma qual è il vero significato di questa frase? Vediamo di smembrare ed analizzare la frase, nell'ambito dei rapporti tra il Presidente del Consiglio e l'argomento "mafia".
Innanzitutto, se guardiamo alla storia di Berlusconi, vediamo che essa si incrocia molte volte con la mafia. Sin dal padre, Luigi Berlusconi, entrato come dipendente nella Banca Rasini e - grazie ad una carriera velocissima - è diventato direttore della stessa. La banca fu poi sciolta perchè la mafia ne aveva acquisito la proprietà e la usava per il riciclaggio dei soldi sporchi. Poi c'è la vicenda Mangano: boss mafioso, che lavorava ufficialmente per Berlusconi come stalliere nella villa di Arcore. Ma quali erano i veri rapporti tra i due? Tralasciamo il fatto che stiamo parlando di una persona - Mangano - che è stata condannata per vari reati: dalla rapina al tentato sequestro di persone, allo spaccio di sostanze stupefacenti, all'associazione a delinquere di stampo mafioso (era un boss, quindi...). Direi che magari potrebbe essere il caso di ricordare cosa Berlusconi pensa del suo ex stalliere in base ad alcuni documenti ufficiali, che fanno parte del processo Dell'Utri. Per esempio, all'inizio degli anni '80, esplode una bomba vicino al cancello di una delle ville milanesi di Berlusconi. I Carabinieri, che indagano, ovviamente chiedono informazioni allo stesso Berlusconi: "Lei ha una idea di chi possa essere stato?". E il premier risponde: "Mah! Potrebbe essere stato Vittorio Mangano, ma so che sta in galera a Palermo". E i Carabinieri: "No, forse è uscito". "Ah, beh, allora è stato lui". (ovviamente questo non è letterale, ma un riassunto di quello che emerge dal verbale dei Carabinieri dell'epoca). E ne è tanto convinto che poco dopo i Carabinieri - che stanno controllando i telefoni di Dell'Utri, nell'ambito di un processo per mafia - intercettano una telefonata dell'imprenditore all'amico siciliano, nel quale parlano della bomba, con Berlusconi che usa frasi di questo tenore: "Sì, ma era una cosa rozzissima, un chilo di polvere pirica. Ma fatto con affetto. Adesso non vorrei che questo avviso sonoro (una volta non esistevano i cellulari, allora...) gli costasse la libertà. Se Vittorio mi avesse mandato una lettera con la richiesta, i soldi glieli avrei anche dati". Al che risponde Dell'Utri: "Eh, ma lui non sa scrivere". Ah, i drammi dell'analfabetismo. Alla fine è proprio quest'0ultimo che scopre che Vittorio Mangano non c'entra, incontrando Gaetano Cinà, detto Tanino, proprietario di una lavanderia a Palermo e che è stato condannato insieme al proprietario di Pubblitalia '80 in primo grado. Un'altro boss mafioso che - è dimostrato dagli atti - Berlusconi conosceva.
In un'altra occasione Berlusconi viene ricattato, intervengono le forze dell'ordine che chiedono a Berlusconi di queste minacce e lui che dice pacifico ai Carabinieri: "Ah, ma se gli amici di Mangano mi avessero chiesto 30 milioni, io glieli avrei dati senza problemi". Tanto che quando lo riferisce telefonicamente a Dell'Utri - che è ancora intercettato - Dell'Utri non gli risponde: "Ma sei impazzito?" solo per poco. Sia ben chiaro: niente indica rapporti illegali con la malavita, tanto è vero che Berlusconi non è neanche indagato, come ha detto il Procuratore Capo di Firenze. Tuttavia restano rapporti con persone appartanenti alla mafia nei ruoli di comando.
Chiuso questo primo aspetto, vediamone un secondo: perchè Berlusconi ha parlato esplicitamente della serie TV "La Piovra"? E' una serie di oltre 20 anni fa, mentre in tempi più recenti Mediaset ha fatto ben tre fiction sulla mafia: una su Falcone, una su Borsellino e poi "Il capo dei capi", su Totò Riina. Come mai i suoi prodotti non li ha menzionati? Per non doversi strozzare da solo? In realtà tra "La Piovra" e le fiction Mediaset c'è un abisso. Infatti nella "Piovra" l'eroe è il Commissario Cattani, un poliziotto che spesso è costretto a lottare contro i superiori oltre che contro la malavita, al punto che alla fine lo ammazzano. Invece ne "Il capo dei capi" Riina è trattato non come il pluriomicida che è, ma come un eroe, o quasi. Uno che è diventato così per una serie di circostanze e basta. Mentre, chi ha visto le due fiction su Falcone e Borsellino, non può non essere rimasto sconvolto da come sono stati rappresentati i due Pubblici Ministeri. A me è rimasta particolarmente impressa quella su Borsellino: se io non avessi saputo come erano andate le cose, avrei potuto credere che il PM ucciso a via D'Amelio si occupasse quotidianamente di ladri di polli o di taccheggiatori da supermercato. Mai, in quella fiction, si parla delle sue indagini e della situazione in Sicilia. L'unico contatto che ha con la mafia, è quando fa vedere la scenetta di un Borsellino che, per accontentare un boss mafioso che gli ha chiesto una sigaretta, è ben attento a dargliene una dal proprio pacchetto, per non offenderlo. Per il resto, se dovessi giudicare Borsellino solo d esclusivamente in base a quella fiction, dovrei dire che è stato un buon padre di famiglia, apprezzato dai colleghi e dai sottoposti, ma per il resto un totale coglione. In realtà, sappiamo che le cose non stanno così.
Ancora, perchè ha usato una espressione così violenta, "lo strozzerei"? Semplice, è una evidente minaccia a tutti i mass media a non parlare delle notizie che alcuni pentiti stanno facendo uscire sui rapporti tra Berlusconi e la famiglia di Brancaccio, quella a cui appartengono Spatuzza, Romeo, i fratelli Graviano - coloro che stanno parlando - ma anche Antonio Brusca, che tempo fa lesse in aula, durante un processo, una lettera in cui rimproverava ai politici di non avere mantenuto le loro promesse sul 41 bis. Una minaccia ovviamente non di male fisico, ma di colpire con la clava delle richieste di risarcimento danni in sede civile, come è stato fatto tempo fa contro Repubblica e contro l'Unità, e come è stato fatto oggi, con un'altra richiesta di risarcimento danni per un articolo che metteva in dubbio che la Fininvest fosse stata creata solo con soldi legali. E d'altronde è dimostrato che Berlusconi ebbe, da fonti ignote, oltre 150 miliardi di lire (in valore nominale) tra il 1976 e il 1985, che utilizzò per potenziare il suo giro di affari. La provenienza di questi soldi non è mai stata dimostrata, nè Berlusconi l'ha mai spiegata. Ma è evidente che senza queste ingenti somme di denaro (parliamo di 300-400 milioni di euro di oggi, forse anche di più) difficilmente avrebbe potuto creare le sue TV. Anche se poi una parte dovette versarli a Bettino Craxi, come dimostrato dal pool di Mani Pulite, per avere in cambio i decreti Berlusconi prima e la legge Mammì poi.
Come si vede, ci sarebbe tantissimo da dire, ma mi fermo qui per non tediare. Eppure io non ho letto nulal del genere sui giornali, nè in TV. Tutti a dire che Berlusconi ironizzava, scherzava e hanno così chiuso rapidamente un argomento nel quale bisogna scavare a fondo. C'è troppo scuro e - temo - troppo letame.



Silvio Berlusconi e' un mafioso. Berlusconi e Cosa Nostra? Le prove abbondano, guardate questo video. Forza Italia e' il braccio politico di Cosa Nostra. Implicazione di Berlusconi e Dell'Utri nelle stragi di Capaci e Via D'Amelio? Non si puo' continuare ad ignorare. Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri hanno personalmente incontrato mafiosi di rango prima delle stragi. Per favore ascoltate attentamente e diffondete questo video. Quest'uomo e' un pericolo vivente per la nazione ed il mondo tutto. Basta fare i Ponzio Pilato! Vi scongiuro!
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