mercoledì 25 novembre 2009

Michele Giorgio
ilmanifesto.it
GERUSALEMME
L'attesa della 21enne di Gaza Berlanty Azzam finirà oggi. Con una sentenza favorevole oppure con la chiusura definitiva di fronte a lei delle porte di Betlemme. A decidere sarà un tribunale dello Stato di Israele, quindi delle autorità di occupazione, chiamato ad esprimersi sulla richiesta di Berlanty, studentessa di economia aziendale, di poter completare gli studi in Cisgiordania. «Speravo di ottenere una risposta già domenica scorsa ma la lettura della sentenza è stata rinviata di due giorni», ci spiegava ieri Berlanty dalla sua abitazione di Gaza. «Sono angosciata», ha aggiunto «perchè se non mi permetteranno di tornare a Betlemme non solo avrò grosse difficoltà a completare gli studi ma vedrò anche spezzarsi i forti legami che avevo stabilito con tante persone in quella città».
Berlanty non ha commesso alcun reato. Semplicemente dal 2005 viveva e studiava a Betlemme dopo aver ottenuto, con grande sforzo, un permesso dell'esercito israeliano per raggiungere la Cisgiordania. Per un giovane di Gaza, anche benestante, è un sogno soltanto poter studiare in Cisgiordania, a poche decine di chilometri di distanza. Israele, per «motivi di sicurezza» non garantisce, se non in casi eccezionali, il diritto dei ragazzi di Gaza di poter liberamente frequentare le università cisgiordane. E ottenere un permesso delle autorità militari non mette i pochi fortunati al
riparo da sorprese amare. Lo scorso 28 ottobre Berlanty Azzam stava tornando a Betlemme dopo aver sostenuto a Ramallah un colloquio di lavoro. Pensava al futuro, come fanno tutti i giovani vicini a completare gli studi. Ma i soldati israeliani di guardia ad un posto di blocco, accortisi del fatto che Berlanty aveva la residenza a Gaza, l'hanno presa, bendata, e sbattuta in cella. Non solo. Alla ragazza è stato impedito di presentare appello contro il provvedimento di espulsione ed è stata immediata portata a Gaza, in manette. «Non aveva fatto nulla, se non frequentare un' università in Cisgiordania. Ma i militari nemmeno mi guardavano in faccia quando provavo a spiegare i miei diritti», ha riferito la ragazza.
Berlanty Azzam forse otterrà una se
ntenza favorevole, in considerazione degli appoggi internazionali che sta ricevendo e delle pressioni su Israele dei vertici dell'Università di Betlemme, finanziata dal Vaticano. Ma se oggi i giudici confermeranno il provvedimento preso dai militari, la ragazza andrà a far parte del gruppo di quasi 900 studenti di Gaza ai quali Israele e l'Egitto (che tiene chiuso il valico di Rafah) negano di poter studiare.
Tel Aviv e il Cairo spiegano che le restrizioni sono frutto dalle difficoltà di rapporto con il movimento islamico Hamas (che controlla Gaza dal 2007), autorità che loro non riconoscono. In realtà il blocco degli studenti è una delle tante punizioni inflitte all'intera popolazione di Gaza. E le ripetute denunce dei centri per i diritti umani non servono a molto. Secondo un'inchiesta svolta dall'associazione israeliana Gisha, quest'anno 1.983 studenti di Gaza sono stati accettati in università straniere ma per motivi oscuri gli egiziani ne hanno fatti passare da Rafah 1.145. Gli israeliani da parte loro hanno consentito il transito al valico di Erez soltanto a 69 studenti diretti all'estero.

Un caso esemplare è quello di Mohammed Abu Hajar. Lo scorso luglio l'Information Technology and Communications Center di Atene aveva accettato la sua domanda di iscrizione e garantito anche una borsa di studio. Ma Mohammad non riesce ad uscire da Gaza. L'Egitto non considera la sua richiesta di transito per Rafah prioritaria (i permessi si garantiscono velocemente solo a chi è pronto a pagare 2mila dollari ai funzionari del terminal egiziano). Israele invece non riconosce l'istituto universitario greco scelto da Mohammed e neppure prende in considerazione la richiesta del giovane. Non è andata meglio a Ihab Naser, laureato in chimica biologica, atteso per un dottorato di ricerca in Malesia, perché questo paese non ha relazioni diplomatiche con Israele che quindi rifiuta il permesso. Resta un sogno anche il master in economia programmato da Wesam Kuhail negli Usa. Lo studente deve rinnovare i permessi al consolato Usa ma Israele finora non gli ha consentito di raggiungere Gerusalemme. «Ormai non ci credo più - dice Wesam. «A Gaza siamo tutti prigionieri di Israele e solo pochi detenuti ottengono il permesso per qualche giorno di libertà».



Bethlehem University student sent back to Gaza month before completing her business studies. 'I miss my life in Bethlehem, and pray that I'll be able to return and get my degree,' she says. Rights group: Moderate Palestinians being oppressed

Berlanty Azzam was expelled from the West Bank after a routine examination of her identification papers at an IDF checkpoint in late October revealed that she was listed as a resident of Gaza.


The army said that Azzam, 21, had resided in the West Bank illegally while misleading authorities.


Azzam, who is enrolled at Bethlehem University, told Ynet on Thursday, "Now I am in Gaza with family. This is very difficult for me. I've lived in Bethlehem for the past four years, and I'm supposed to finish my business studies at the university in two months.


"The university is being very supportive and is trying to find a way for me to complete my studies over the Internet. I miss my life in Bethlehem, and pray that I'll be able to return and get my degree," she said.




Attorney Sari Bashi, the executive director of Gisha, an Israeli not-for-profit organization whose goal is to protect the freedom of movement of Palestinians, said such measures by the army repress moderate Palestinians.


"There are many (Palestinian) students who want to learn in a liberal atmosphere, some of them are Christian, like Berlanty. It is not clear what the State of Israel is gaining by impeding the independence of Palestinian higher education," she said.


Gisha has filed an appeal with the High Court of Justice on behalf of Azzam and other Palestinians. Azzam's hearing is scheduled to be held at the Erez Crossing (located on the Israel-Gaza border) next week, at which point the army will decide whether or not she will be permitted to return to the West Bank.


The IDF Spokesperson's Unit said Azzam was expelled because she had been residing in the West Bank illegally.


"In August 2005 her request to enter the West Bank to attend Bethlehem University was denied, as the entrance of Gaza residents to the West Bank for the purpose of studies is prohibited due to security concerns."


According to the army, Azzam used a temporary stay permit allowing her to visit Jerusalem for a few days in 2005 to illegally reside in the West Bank
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