venerdì 25 dicembre 2009



NO ANT AT PASAI IN SARDINIA!!

In un decreto i criteri per la scelta dei siti

C. L.
ilmanifesto.it
I soldi a disposizione dei comuni sono di meno di quelli ipotizzati nei giorni scorsi e bisognerà vedere quanto la capacità di persuasione del governo farà effetto sugli enti locali e sulle popolazioni interessate. Ma intanto l'esecutivo ha fatto un altro passo in avanti nel suo progetto di far tornare l'Italia al nucleare, mettendo nero su bianco in uno schema di decreto legislativo approvato ieri dal consiglio dei ministri i criteri di localizzazione e di compensazioni per i siti dove dovrebbero sorgere le future centrali nucleari. «Con questo provvedimento - ha detto il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola - abbiamo fissato i criteri per la localizzazione dei siti dando come obiettivo prioritario non soltanto ala loro sicurezza, ma anche le esigenze di tutela dell salute della popolazione e di protezione dell'ambiente». Parole che non convincono però né gli ambientalisti né i sindaci. Come quello di Montalto di Castro per nulla attratto dai contributi promessi. «Se li tenessero, io non li voglio - ha detto ieri sera Salvatore Carai -. Non esiste nessun posto al mondo dove mettere una centrale nucleare».
Il compito di ricercare i
l posto giusto per i ritorno all'atomo spetterà nei prossimi mesi all'Agenzia per la sicurezza nucleare, a cui spetterà il compito di ricercare i nuovi siti per le centrali. Anche se nelle scorse settimane si è parlato dell'esistenza di una lista con cinque nomi (Montalto di Castro, Caorso, Trino vercellese, Rovigo e Termoli) il governo terrà nascosto l'esito della ricerca fino alla fine di marzo, fino a quando cioè la tornata i elezioni regionali non sarà stata archiviata. Nel frattempo i tecnici - che comunque hanno già eseguito dei sopralluoghi metteranno a punto le scelte fatte.
I parametri sui quali lavorare riguardano le caratteristiche ambientali e tecniche dei territori individuati. Criteri che riguardano al p
opolazione e fattori socio-economici. la qualità dell'aria, le risorse idriche, i fattori climatici, il suolo e la geologia, il valore paesaggistico dell'area insieme a quello architettornico e alla viabilità. Dal punto di vista tecnico, invece, l'attenzione degli esperti ricadrà soprattutto i possibili rischi sismici , la distanza dalle aree abitate, la geotecnica e la vicinanza con mari e fiumi, necessari per il raffreddamento dei reattori. ma anche la qualità delle rete elettrica e i potenziali rischi derivanti dall'attività umane presenti sul territorio.
Una capitolo a parte sono gli incentivi previsti per i comuni che accetteranno di ospitare un centrale nucleare sul propri territorio. Per tutta la durata di costruzione dell'impianto sono previsti 3000 euro per ogni Mw prodotto,cifra che verrà sostituita con 0,40 euro a Mwh da corrispondere a imprese e cittadini. I benefici sono attribuiti per il 10% alle province in cui è ubicato l'impianto, per il 55% ai Comuni e per il 35% i comuni limitrofi fino a un distanza massima di 20 chilometri dalla centrale.
La parola adesso passa alle regioni, con le quali il governo dovrà incontrarsi per decidere i passi futuri. E' chiaro, però, che il decreto verrà accolto con freddezza. perfino il ministro alla Politiche Luca Zaia, candidato per la Lega alla poltrona di governatore del Veneto, sceglie di prendere le distanze dal governo. «Non conosco il dossier anche perché è di competenza di Giancarlo Galan - ha spiegato ieri sera - nel caso in cui dovessi occuparmene lo valuterò, ma ad ogni modo rispetterò al volontà della cittadinanza».
Bocciatura senza appello invece, da parte di opposizione e ambientalisti.Per il portavoce dei verdi Angelo Bonelli «il ritorno al nucleare costerà almeno 1.000 euro a famiglia italiana», mentre Legambiente si chiede da diove arriveranno i soldi necessari alla costruzione delle centrali e per gli incentivi ai comuni. «Il governo finalmente scopre le carte - spiega una nota dell'associazione - e svela la maxi-stangata del ritorno dell'atomo in Italia: a pagare sarà come sempre Pantalone con buona pace dell'alleggerimento delle bollette». E L'Idv annuncia di aver già presentato i quesiti per un nuovo referendnum contro il nucleare».




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