martedì 6 aprile 2010













Figli dell' officina

o figli della terra

gia l' ora si avvicina
della più giusta guerra

la guerra proletaria

guerra senza frontiere

innalzeremo al vento

bandiere rosse e nere


Avanti
siam ribelli

fieri vendicator

un mondo di fratelli

liberi
dal lavor


Dai monti e dalle valli

giù giù scendiamo in
fretta

con queste man dai calli

noi la farem vendetta

del
popolo gli arditi

noi siamo i fior più puri

fiori non
appassiti

dal lezzo dei tuguri


Avanti siam ribelli

fieri
vendicator

un mondo di fratelli

liberi dal lavor


Noi
salutiam la morte

bella e vendicatrice

che schiuderà le porte a
un' era più felice

ai morti ci stringiamo

e senza impallidire

per
l' anarchia pugnamo

o vincere o morire


Avanti siam ribelli

fieri
vendicator

un mondo di fratelli

liberi dal lavor



Vieni
o Maggio t'aspettan le genti
ti salutano i liberi cuori

dolce
Pasqua dei lavoratori

vieni e splendi alla gloria del sol


Squilli
un inno di alate speranze

al gran verde che il frutto matura

a
la vasta ideal fioritura

in cui freme il lucente avvenir


Disertate
o falangi di schiavi

dai cantieri da l'arse officine

via
dai campi su da le marine

tregua tregua all'eterno sudor!


Innalziamo
le mani incallite

e sian fascio di forze fecondo

noi
vogliamo redimere il mondo

dai tiranni de l'ozio e de l'or


Giovinezze
dolori ideali

primavere dal fascino arcano

verde maggio
del genere umano

date ai petti il coraggio e la fè


Date
fiori ai ribelli caduti

collo sguardo rivolto all'aurora

al
gagliardo che lotta e lavora

al veggente poeta che muor!


Testo
Pietro Gori



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