domenica 6 giugno 2010

Di Andrea Pili


de SdL pro SA Defenza



Il progetto varato dalla commissione Peel (1937) di spartire la Palestina in tre parti (mandato arabo, stato ebraico e Gerusalemme sotto mandato internazionale) era nettamente sfavorevole agli arabi, i quali arano ben 225.000 cittadini nella parte prevista in uno stato ebraico; inoltre il trasferimento di questi nella parte dello “stato arabo” avrebbe comportato comunque disagi, specie nel lavoro. Perciò il movimento nazionale palestinese rifiutò il piano, e non si può certo biasimarlo. Nel 1939 la rivolta ha termine, dopo i provvedimenti del segretario di stato per le colonie del Regno Unito Malcom Mac Donald, del governo Chamberlein. Il “libro bianco” di Mac Donald pose una restrizione alla immigrazione ebraica (75.000 ebrei in cinque anni) e riconobbe la necessità di limitare i trasferimenti di terre da arabi ad ebrei; inoltre fu promossa la costituzione di uno stato arabo palestinese indipendente entro dieci anni. A conflitto sedato i britannici sciolsero le unità militari arabe ed esiliarono i capi del movimento nazionale palestinese. Questo fatto fu un duro colpo per il popolo palestinese, il quale si ritroverà nel 1947 molto più vulnerabile rispetto al forte movimento sionista. Il gran muftì Hussein sarà accolto nella Germania nazista per cui recluterà un battaglione delle Waffen-SS; anche il guerrigliero Fawzi Al Kawakij instaurò rapporti con la Germania e si porrà al servizio della Wehrmacht durante la seconda guerra mondiale. Su questi rapporti tra arabi e nazisti si farà in seguito dell'inutile moralismo; tuttavia si trattava di una alleanza strategica assolutamente comprensibile, dal momento che la Palestina era occupata dai nemici della Germania, ovvero dai britannici. Chiaramente vi erano interessi comuni che solo un dilettante politico -nonché stupido- avrebbe potuto ignorare.

Il “libro bianco” del 1939 incrinò irrimediabilmente i rapporti tra sionisti e britannici; i danni di questa rottura furono limitati soltanto dall'imminente scoppio della seconda guerra mondiale. In vista di tale evento -infatti- fu siglata una tregua tra le milizie ebraiche e quelle britanniche allo scopo di combattere il comune nemico nazista. Tuttavia non tutti approvarono tale tregua; così una frangia dell'Irgun comandata da Avraham Stern secede e fonda il nuovo gruppo Lehi, detto anche “Banda Stern”. Il gruppo di Stern intraprese attacchi contro gli inglesi durante tutto il conflitto mondiale, con azioni ispirate dal terrorismo dell'Ira in Irlanda; Stern cercherà addirittura dei contatti con la Germania nazista, la quale non rispose mai. La polizia britannica uccise Stern nel 1942 ma il gruppo proseguì ancora le sue azioni tra cui la più eclatante fu l'assassinio di Walter Guinness, ministro di Sua Maestà, mentre si trovava al Cairo.

Quando la guerra volge al termine i sionisti fanno subito capire che il mandato britannico non è più gradito: il 22 marzo 1945 delle unità sioniste fanno saltare alcuni ponti sul fiume Giordano in quella che sarà ricordata come “la notte dei ponti”. I britannici tuttavia, sembrano tentare disperatamente di restare ad ogni costo; così nel giugno 1946 -nel tentativo di mettere a bada i sionisti- forze militari inglesi irrompono nella sede dell'Agenzia Ebraica a Gerusalemme uccidendo sette esponenti dell'Irgun. La risposta della milizia sionista sarà eclatante e screditerà la presenza britannica di fronte al mondo: il 22 luglio 1946 l'Irgun fa esplodere della dinamite all'hotel King David di Gerusalemme, ospitante il quartier generale britannico, uccidendo 91 persone. Va ricordato anche l'attentato dell'Irgun all'ambasciata britannica di Roma il 31 ottobre 1946. Le azioni dell'Irgun oggi sarebbero unanimemente classificate come terroriste e sanguinarie, ebbene, il capo dell'Irgun di allora era un tale Menachem Begin, futuro primo ministro israeliano. Quindi proprio uno che secondo i canoni sionisti sarebbe un “terrorista sanguinario” è diventato capo del governo, oltre che premio nobel per la pace.

Era ormai evidente che la Gran Bretagna era totalmente incapace di gestire la situazione dato che si era inimicata anche gli ebrei i cui attentati l'avevano messa in scacco. La Palestina divenne per gli inglesi una palla al piede da cui liberarsi al più presto possibile. La prima occasione utile avvenne grazie alle Nazioni Unite nel 1947, infatti il Regno Unito decise di porre la questione palestinese alla Assemblea Generale dell'ONU che diede vita alla commissione che pose fine al mandato britannico in Palestina. I britannici comunque trovarono il tempo per chiudere in bellezza la loro insulsa esperienza in Medio Oriente; così quando giunse in Palestina la nave “Exodus” -trasportante 4500 ebrei tedeschi reduci dai campi di sterminio- la marina militare britannica ebbe la brillante idea di, non solo bloccarla, ma di speronarla provocando delle vittime tra i migranti. La nave fu costretta a tornare in Germania, ove i reduci furono riportati in un campo di prigionia ad Amburgo.

Bibliografia
Giovanni Codovini, “Storia del conflitto arabo-israeliano palestinese”
AAVV, “Enciclopedia Peruzzo-Larousse”
Ghassan Kanafani, “La grande rivolta araba (1936-1939)”
Ilan Pappe, “La pulizia etnica della Palestina”
Roberto Gremmo, “L'ebraismo armato”


LE ARMI DI OGGI SU LE NAVI DI GAZA FLOTILLA

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