venerdì 3 settembre 2010












Costantino Cossu

ilmanifesto
PORTO TORRES (SASSARI)

«Facciamo colazione consapevoli che questo è un momento importante, che deciderà del nostro destino. L'umore non è dei migliori, ci facciamo coraggio l'un l'altro e cominciamo una nuova giornata di lotta. A pranzo poi Antonio prepara delle pennette condite con pomodoro fresco, aglio e basilico. Ottime. Se non lo sposa Piera, Antonio lo sposiamo noi».

Una giornata quasi come le altre 188 ormai trascorse, dal 24 febbraio, nell'ex supercarcere dell'Asinara dai cassintegrati della Vinyls. Quasi. Ieri, infatti, è stato pubblicato, sul sito Vinyls Italia, il secondo bando i
nternazionale, dopo il primo del marzo scorso, per la cessione degli stabilimenti di Porto Marghera (205 dipendenti), di Ravenna (45) e di Porto Torres (120) dell'azienda chimica in amministrazione straordinaria. I gruppi industriali o finanziari eventualmente interessati potranno presentare un'offerta d'acquisto, da depositare presso un notaio di Venezia, entro il 22 ottobre prossimo alle 18. La richiesta dovrà contenere, tra l'altro, il prezzo e gli impegni sui livelli occupazionali e sulla ripresa della produzione per almeno un biennio.

Il bando, firmato dai commissari straordinari della Vinyls (Franco Appeddu, Mauro Pizzigati e Giorgio Simeone), recepisce l'accordo sottoscritto il 22 luglio scorso al ministero de
llo Sviluppo economico per la ripresa del ciclo cloro-Pvc nei tre stabilimenti interessati.

Saranno i commissari a procedere alla scelta finale, valutando, in particolare, la situazione patrimoniale e finanziaria di chi avanza le offerte, oltre che la capacità degli acquirenti di far fronte agli impegni, anche finanziari, derivanti dall'acquisto. Per dare ai potenziali compratori informazioni esaurienti sulla situazione degli stabilimenti in vendita sarà allestita a Marghera, nella sede della Vinyls I
talia, una «data room», che sarà aperta dal 20 settembre all' 8 ottobre. Lo scorso marzo l'unico soggetto interessato all'acquisto, il gruppo Ramco del Qatar, aveva rinunciato durante le trattative.


«Chiunque compri - dicono ora i cassintegrati della Vinyls - farà un buon affare. La nostra fabbrica produceva cloruro di vinile da etilene e dicloroteano con una capacità annua di circa 170 chilotoni. E ha anche un impianto per produrre polivinicloruro in emulsione (Pvc/E) con una capacità di circa 65 chilotoni. Impianti tecnologicamente avanzati e professionalità eccellente, oggi mandata al macero».

Prosegue intanto il sostegno spontaneo alla lotta degli operai di Porto Torres, anche in forme minime: «L'altro ieri la signora Rosa di Ittiri, un piccolo paese vicino a Sassari, ci ha inviato delle ottime angurie. Ricambiamo con baci e abbracci». E si cercano sostegni fuori dall'isola: «Due di noi, Pietro e Andrea, stanno per partire alla volta di Piacenza alla festa del Partito democratico. Chiederanno alle forze di opposizione di unirsi per combattere in Parlamento in difesa del lavoro, incalzando i banditi che sono al governo. L'economia è la vera emergenza. Serve una politica industriale vera, in tutti i settori, non solo in quello della chimica».

Dopo sei mesi trascorsi nelle celle dell'ex carcere, c'è un po' di stanchezza, ma anche molta determinazione a continuare: «La nostra situazione è disagiata, ma non cederemo. Rivolgiamo un pensiero ai minatori cileni bloccati nelle viscere della terra. Dovranno resistere più di noi per ritornare alla superficie». Sintonia anche con i pastori che rischiano di finire sul lastrico per il crollo del prezzo del latte. Durante il blitz degli allevatori nei giorni scorsi in Costa Sm
eralda
c'era una rappresentanza dei cassintegrati Vinyls.
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