domenica 24 ottobre 2010

Adriana Pollice

NAPOLI

www.ilmanifesto.it

Dopo un'altra giornata di guerriglia urbana, il governo «congela» Cava Vitiello, la seconda discarica nel Parco nazionale del Vesuvio. Il commissario Ue all'Ambiente bacchetta il governo italiano: «Insufficienti le misure adottate dal 2007». E il capo della Protezione civile reagisce in malo modo: «Facciano il loro mestiere» «La Ue faccia il proprio mestiere». Guido Bertolaso ter tira fuori il mantello da commissario ad acta con i superpoteri pulenti e parte all'attacco della Commissione europea, ostinata nel ripetere che la Campania non è stata dotata di un piano smaltimento rifiuti credibile e l'inceneritore di Acerra non funziona a regime. «L'Unione europea - dichiara Bertolaso - farebbe bene a fare il proprio mestiere, invece di dare giudizi. Con l'Ue abbiamo un rapporto estremamente costruttivo, a sollevare perplessità è stata una parlamentare olandese che appartiene a un partito politico evidentemente poco amico del nostro Paese».

A finire sulla black list del capo della Protezione civile è l'eurodeputata laburista Judith Merkies, che aveva dichiarato: «In Campania la situazione è seria. Si possono scordare che siano sbloccati i fondi attualmente congelati dalla Commissione europea». Si tratta di 145,4 milioni di euro erogati dal Fondo per lo Sviluppo regionale che avrebbero dovuto finanziare piani per lo smaltimento rifiuti, congelato da tre anni e mezzo in virtù della procedura d'infrazione aperta il 26 aprile 2007. Un mini «editto bulgaro» quello di Bertolaso, che vorrebbe scegliere chi inviare a controllare il suo operato: «Mi auguro che mandino una delegazione seria, corretta e oggettiva, visto che da quando è divenuto presidente Josè Manuel Barroso non siamo stati contattati da nessuno dei membri della Commissione europea».

Immediata la risposta di Joseph Hennon, portavoce del commissario Ue all'Ambiente Janez Potocnik: «Le misure adottate dal 2007 in poi per risolvere la questione dei rifiuti in Campania sono insufficienti e potrebbero esserci sanzioni per l'Italia. Siamo pronti a fare il necessario nei contatti con lo Stato membro perché si adegui alle normative comunitarie».«A questo punto sarebbe necessario che l'Unione europea commissariasse Bertolaso». È il commento di Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi, tra quelli che hanno inviato a Bruxelles un'ampia documentazione sullo scempio di cava Sari.

Bonelli è convinto che lasciare all'uomo della Protezione civile mano libera a Terzigno equivale a preparare un nuovo disastro. È tutto il film raccontato da Bertolaso venerdì che non convince, a cominciare dall'immondizia per le strade di Napoli che sarebbe da addebitare alla gestione degli ultimi mesi della discarica di Terzigno, cioè tutta colpa dell'Asìa. «Un'ipotesi surreale - sostiene Bonelli - visto che lo sversatoio è stato realizzato dalla Protezione civile. Se nella falda acquifera la provincia di Napoli ha rilevato metalli pesanti e policlorobifenili, cioè diossine, è colpa di chi ha fatto l'impianto e non di chi l'ha gestito». Il Presidente del consiglio e il suo braccio destro si sono presentati con una lista delle cose da fare assurdamente identica a quella di tre anni fa. Una replica del disastro. «Nel 2007 - prosegue Bonelli - per convincere le popolazioni in rivolta il governo mise sul piatto 270 milioni di euro per bonifiche, compensazioni e raccolta differenziata. Non è arrivato un solo euro. Oggi offrono 14 milioni per la sola Terzigno, giustamente rifiutati dai cittadini».

Attraversati tre governi, da Berlusconi a Berlusconi passando per Prodi, il capo della Protezione civile sempre in cabina di regia non ha trovato modo di fare un solo sito di compostaggio, l'unica cosa che, eliminando la frazione umida, avrebbe impedito la fermentazione dei rifiuti in discarica, facendo sparire così il cattivo odore che ammorba i paesi vesuviani. Niente soldi per la differenziata. I fondi ci sono solo per altri tre termovalorizzatori. «In un solo anno - spiega ancora Bonelli - si sarebbero potuti convertire gli impianti di cdr, mal progettati dalla Fibe, in impianti per il trattamento meccanico biologico a bassissimo impatto ambientale senza dover incenerire a oltranza. E invece avanti con altre discariche, ma la cava Vitiello è inserita nel Piano evacuazione del Vesuvio come invaso per trattenere la lava in caso di eruzione, se la riempiono di immondizia poi ci devono spiegare come intendono fare se il vulcano si risveglia».

Termovalorizzatori per ampliare il giro di affari delle multiutility del nord, come la lombarda A2A già insediata ad Acerra, dove nessuno fornisce dati precisi sul monitoraggio dell'aria. Discariche che, invece, sono manna per la camorra. Business dei trasporti, vendita di terreni ma soprattutto la grande specialità dei clan: «Miscelare i rifiuti in modo da smaltire l'illecito con il lecito - conclude Bonelli - I militari mi hanno bloccato perché stavo fotografando cava Sari, tengono lontani i comitati che cercano di vigilare sulla salute delle comunità ma nessuno controlla cosa finisce in discarica, mancano addirittura le bolle di accompagnamento. Bertolaso venerdì ha detto che vigilerà, e cosa ha fatto fino a ora?».

145,4 MILIONI DI EURO Sono i fondi congelati dall'Unione europea, che giudica inadeguate le misure messe in campo dal governo italiano per risolvere l'emergenza rifiuti in Campania

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