giovedì 25 novembre 2010

Marta Pilliu

"Come prevedibile i maggiori movimenti indipendentisti si sono ufficialmente chiamati fuori e solo alcuni di essi parteciperanno in forma individuale, impedendo così indirettamente anche la concreta possibilità di raggiungere un numero mediaticamente accettabile. Si è replicato così, in qualche misura, quanto già successo per il discorso sul comitato antinucleare di luglio: se si può mettere il cappello si viene, altrimenti, col rischio di fallire, ci si chiama fuori."

L'iniziativa rimane valida ma a questo punto diventano fondati i rischi segnalati dalla maggior parte dei Movimenti Indipendentisti: "Poche persone in piazza rispetto ai grandi assembramenti come ad es. quelli Catalani, potrebbero incrinare l'immagine dell'indipendentismo che non dovrebbe presentarsi con poche centinaia di persone a fronte del milione e mezzo di abitanti della Sardegna.

Lo stesso MPS (che pure ha un'eco mediatica alla ribalta) non riesce a portare in piazza 10.000 persone.

a quanto detto sopra si risponde:

Salve Amico , ti do le mie impressioni ,e, gli altri diranno la loro se vorranno.

Con tutto il rispetto per U.R.N. Sardinnya e il vostro lavoro che reputo di grande interesse, a me la vostra posizione non sembra meno "di comodo" di quella di iRS (ammesso che lo sia, non so valutare la buona/mala fede della gente di primo acchitto).

Credo che quando si tratta di indipendentismo i rischi esistono, sempre. Non esiste una strada facile, non esiste un modo semplice per arrivare all'obiettivo, specialmente quando - come sottolinei tu - è facilmente presumibile una partecipazione alla Marcia ben più modesta rispetto a quella Catalana.

Mi chiedo però se i Catalani siano partiti col "botto", se le loro primissime iniziative popolari a favore dell'autodeterminazione fossero così sentite come oggi... Probabile che mi perda qualcosa e sia all'oscuro della genesi del movimento popolare catalano, perciò sorvoliamo e torniamo a noi. Premesso dunque che i rischi ci sono sempre in questo "campo", vediamo di capire come scongiurare il rischio di "fallimento"... cosa porterebbe al "flop"?La scarsa partecipazione.

Benissimo, come scongiurarlo? Coinvolgendo tutti i Sardi, ma soprattutto coloro che hanno questo sogno per la propria Nazione, sperando di dare uno "scossone" anche a quegli indipendentisti "dormienti" (lo sappiamo bene che sono molti), quelli che si arrendono in partenza credendo che la nostra indipendenza sia solo un bellissimo sogno inseguito da quattro gatti.

Di fronte a ciò, preso atto che la marcia si sarebbe fatta COMUNQUE... perché vi fate tutti da parte? Perdonami Amico, ma per me è un controsenso. Si vorrebbe evitare il rischio di flop, ma anziché partecipare per ridurre il rischio al minimo tirate tutti fuori questa motivazione. Io la faccio proprio semplice semplice: volete evitare il flop? Unitevi. O forse lo auspicate?

Vedi Amico, per me il problema è che continuate a scindere il movimento indipendentista (inteso non come partito, ma proprio come movimento sociale) tra "noi" e "voi", tipo "noi leaders che siamo elite, guida" di "voi poveri ciaputzus indipendentisti improvvisati". Sembra che se le cose non partono DA VOI non si smuove niente e nessuno. Se l'Uomo del Monte non dice "Sì" non si fa nulla, tutti gli altri farebbero meglio a tacere e starsene a casa ad aspettare che gli indipendentisti patentati si mettano d'accordo.

Ma a proposito di ciò toglimi una curiosità: da quando esiste l'indipendentismo nella nostra terra? E da allora, quanto ci avete creduto nel creare un dialogo al fine di concepire un progetto unitario? Io sono una poverina che guarda e vede tutto "da fuori", e TUTTI "VOI" ci fate la figura (scusa se lo dico, ma è sinceramente senza offesa) dei fessi arrivisti nel scannarvi per cretinate: Albero d'Arborea sì, Albero d'Arborea no, Albero d'Arborea forse ma contestualizzando; non-nazionalismo no, liberal-nazionalismo sì; Cossiga è rock, Cossiga è lento.

Ti parlo con onestà: non frega niente a nessuno di queste boiate. Né ce ne frega di chi conosce meglio il medioevo Sardo per battibeccare su quanto sia "sardo" e "nazionale" un cavolo di albero. State sempre là (e non parlo solo di U.R.N., ma proprio di tutti i movimenti organizzati) a criticare le discussioni sulla "lana caprina" e poi siete i primi ad alimentare sterili discussioni in svariate sedi, che siano forum, portali ufficiali o l'area-commenti del blog di qualcuno. Lasciar morire da sole certe fesserie è troppo complicato?

Ci arrivate a capire che se la gente non vota indipendentista è perché vi fate la guerra in casa e la sbandierata unità la cercate solo a parole? Questo sì che sembra un mettere le mani avanti per pulirsi la coscienza. Si può e si deve fare molto di più, ma è una questione di volontà temo. Fate i fatti, poi vi crederemo. Perché io NON CI CREDO che in decenni di lotta indipendentista non si sia riusciti a sedersi ad un tavolo almeno con la maggior parte dei movimenti per creare un progetto condiviso. Sarà forse mancata la volontà politica? Sarà forse che qualcuno è troppo legato al suo ruolo e al suo moro (o alberello, fate voi) da non volersi esporre al rischio di perdere una leadership data per scontata? Troppi polli in un pollaio?

Guarda, ribadisco... scrivo a caldo e da persona che osserva "da fuori", ma saprai bene che le persone come me vanno a formare quel bacino elettorale che VI SERVE. Senza la gente come me non arriverete da nessuna parte. E sai meglio di me che le persone non mettono la X sull'indipendentismo non solo perché lo Stato colonizzatore ha fatto tabula rasa sulla nostra Nazione, ma pure perché non siete credibili. Quindi dateci ascolto e considerazione. E provate a pensare che a volte, FORSE, è bene ascoltare la gente. E magari seguirla pure, se ne condividete gli obiettivi.

Sai, qualche settimana fa un sacco di sedicenti indipendentisti si sono esaltati per il video di 5771 Catalani che hanno cantato all'unisono per l'indipendenza in Catalogna... "bravissimi!", "bellissimo!", "prendiamo esempio!", "sogno di vedere i Sardi sotto il palazzo regionale a cantare INDIPENDENTZIA!", e chi più ne ha più ne metta... molte di queste persone sono le stesse che si sono chieste chi fossimo, chi ci fosse dietro di noi a "tirare i fili, quale fosse l'obiettivo, che si andava a chiedere e tutto un elenco di dubbi, di domande, di sospetti sulla nostra personale buona fede da far accaponare la pelle.

Dunque è vero: i Sardi sono pocos, locos y mal unidos. Manifestazioni festose come questa sono apprezzabili... se le fanno gli altri. Se ci pensa qualcuno di noi subentra "l'autocastrazione" tipicamente sarda: o siamo grezzi, o siamo matti, o siamo "sospetti", o destinati al fallimento - tu Amico hai pure le cifre sull'esigua partecipazione, grandioso. Se non è fatalismo questo e totale mancanza di partecipazione...

Siete tutti a favore del coinvolgimento del popolo nel "movimento" indipendentista - sempre e solo a parole, si capisce - ma quando c'è un'occasione in più - e ripeto IN PIÙ, non l'unica o la migliore possibile - la disertate, perché "rischiosa". Se non siete disposti a correre rischi non chiamate voi stessi indipendentisti. Perché PER ME un indipendentista vero dei rischi se ne sbatte e collabora per ridurli al minimo, che le iniziative partano dai "Baroni" o no. Se poi ritenete che vero indipendentismo sia solo il "vostro", quello "serio" che può ottenere risultati, il mio supporto non lo avrete mai.

E detto onestamente: se l'indipendentismo serio e concreto fosse il vostro non mi spiego come mai siamo ancora a questo punto, mentre la società sarda nella sua interezza scava il pavimento oltre il fondo del barile, ormai disintegrato da tempo.


Senza nessun astio personale, Amico . Anzi, con stima.
E scusa per l'eccessiva lunghezza del messaggio.

Marta


Reazioni:

0 commenti:

Subscribe to RSS Feed Follow me on Twitter!