lunedì 6 dicembre 2010

El Pais Spagna

I catalani scelgono i nazionalisti conservatori..

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I nazionalisti di Convergència i Unió (CiU) sono tornati al governo della Catalogna. Visti i risultati, Artur Mas potrà governare da solo o ricorrere ad accordi a geometria variabile, come quelli fatti dal premier José Luis Rodríguez Zapatero al parlamento di Madrid. Il leader di CiU, però, dovrà afrontare una situazione complicata. La crisi, che ha finito per mettere in difficoltà i socialisti, lo obbligherà a fare dei tagli impopolari, e la recessione frenerà parte delle sue iniziative. Tanto per cominciare, prima di prendere decisioni difficili, Mas aspetterà il risultato delle politiche del 2012. In questo modo rimanderà fino al 2013 la proposta di un nuovo accordo economico con il governo centrale.


Per adesso sia i socialisti sia i popolari hanno respinto il patto fiscale proposto da CiU, ma dopo il 2012 le cose potrebbero cambiare. Le posizioni dei nazionalisti catalani rispecchiano la domanda di sovranità che arriva dalla società. Mas ha deciso di non promuovere un referendum per l’indipendenza, ma cercherà comunque di raggiungere degli obiettivi graduali. I catalanisti hanno ricevuto un grande slancio politico anche dalle manifestazioni autonomiste del 10 luglio, organizzate per protestare contro la bocciatura del nuovo statuto catalano da parte della corte costituzionale. Sconfitti ed estromessi dal governo, i socialisti del Psc dovranno invece affrontare un percorso molto diicile. Il leader José Montilla potrebbe abbandonare il parlamento catalano per guidare la transizione del partito dall’interno, anche se ha dichiarato che al prossimo congresso non si ricandiderà alla guida del Psc.


Resta da vedere se i catalanisti daranno battaglia e se la corrente più vicina a Zapatero li seguirà. Secondo i sondaggi, inoltre, il Psc va incontro a una nuova batosta alle comunali di Barcellona. Il rischio è che il partito perda il suo ruolo di cerniera tra la Catalogna e Madrid. La debolezza dei socialisti fa il paio con l’insuccesso di Esquerra republicana (Erc), che ha perso la metà dei deputati. L’avventata proposta di tenere un referendum sull’indipendenza nella prossima legislatura non ha convinto gli elettori, che si sono spostati verso CiU. Gli altri voti persi da Erc sono andati al partito indipendentista di Joan Laporta, Solidaritat: i suoi quattro deputati andranno a formare il gruppo misto con i tre eletti di Ciutadans. Le urne, ifnine, hanno dissipato le preoccupazioni sull’ingresso in parlamento del partito xenofobo Plataforma per Catalunya, che non ha ottenuto neanche un seggio.

El País, Spagna

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Trionfo annunciato

José Antich,

La Vanguardia, Spagna


I risultati delle elezioni regionali del 28 novembre stravolgono la mappa politica della Catalogna e confermano quello che i sondaggi avevano già indicato: il ritorno dei nazionalisti di Convergència i Unió (CiU) al governo della Generalitat e il crollo del Partito socialista catalano (Psc). Dopo sette anni di governo tripartito – guidato dal Psc e nato per allontanare dal potere CiU, che aveva governato la regione dal 1980 al 2003 – il leader nazionalista Artur Mas può tirare un sospiro di sollievo: la traversata nel deserto è finita.

La capacità di resistenza del nazionalismo conservatore, anche nei momenti più difficili della storia della democrazia spagnola, è stata straordinaria. La vittoria di CiU è rappresentata dai 62 seggi conquistati, sei in meno della maggioranza assoluta, mentre il vero sconfitto è il governatore uscente José Montilla.


L’esito del voto segna una svolta nella storia del socialismo catalano, che ha ottenuto il peggior risultato di sempre: 28 seggi e il 18 per cento dei voti. In vista delle comunali di maggio a Barcellona e a Girona, entrambe città governate dal Psc, le prospettive del partito di Montilla non sono confortanti. Gli altri sconfitti sono i due partner del Psc nel governo tripartito, Esquerra republicana e Iniciativa per Catalunya Verds. I popolari, invece, che non hanno mai avuto troppo successo tra i catalani, hanno due motivi per essere soddisfatti: sono di nuovo la terza forza della regione e con 18 seggi hanno ottenuto il miglior risultato di sempre in Catalogna.



El País Numero di seggi

del nuovo parlamento autonomo della Catalogna

CiU (nazionalisti catalani) 62

Partito socialista catalano (Psc) 28

Partito popolare catalano (Ppc)18

Iniciativa per Catalunya Verds 10

Esquerra republicana 10

Solidaritat 4

Ciutadans 3

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