lunedì 13 dicembre 2010





NO ALL'OSCURANTISMO DELL'EVO!!

sayli vaturu

.. in questi ultimi tempi abbiamo a che fare con situazioni non molto decorose per i movimenti che si battono per l'indipendenza della terra Sarda..

accade che sono sovraesposti gli atteggiamenti, e sotto molti aspetti difettosi, come, ad esempio i comportamenti tra soggetti indipendentisti, ognuno nel proprio movimento soffre o ha sofferto una sorta di ingiusta "perscutatio humanae" (mobbing)..

.. non fosse altro per le posizioni politiche divergenti dal pensiero più o meno unico che vige dentro i gruppi ed i movimenti che si richiamano all'indipendentismo?

L'aspetto deleterio di questi comportamenti da pettegolucci più che da politici, è il fatto che dal confronto politico, se non accettato o maldigerito, si passa velocemente al discredito ed all'infamia della persona..

questo atteggiamento dimostra ritrosia all'apertura e all'ascolto dell'altro che lo si vede come diverso, quando ritenuto non inquadarabile dentro schemi, allora si persegue senza limite.. questi metodi ritengo siano arcaici desueti e obsoleti, ma, ricordano molto i modi di fare e gli atteggiamenti del vecchio "comintern" del PCUS,

..infatti è l'idea sotto accusa poichè non è inquadrabile dentro la visione politica del movimento che si dichiara a suo dire, superiore o di maggioranza , e questo avviene all'interno dei soggetti che formano il CN (Consiglio Natzionale) ove è ritenuta una abiura pensare diverso, invece che una varietà plurale di idee e azione politica....

Segnali negativi e di grande antagonismo all'inconosciuto mondo della moltitudine da parte di movimenti indipendentisti, esso è percepito in senso negativo invece che la partecipe attività dei molti, e ciò si è evidenziato con la "Marcia pro s'indipendentzia" del 27 novembre scorso, in tale infatti e stata occasione per alzare un dibattito di forte critica dell'evento... forte contraddizione(?)... la verità sarà oggetto di discussione futura sulla storia della nostra terra..

..ora , invece, siamo alla evidente divisione all'interno del movimento indipendentista di iRS, si evince che ciò che è latente in questo movimento è motivo di agitazione per altri.. e i motivi peraltro sono gli stessi ovunque, la mancanza di etica nelle relazioni politiche e personali tra patrioti/e..

Stiamo vivendo momenti difficili, dobbiamo compattarci e riconoscerci annusandoci e avendo cura di non rovinare nessun soggetto a motivo di gelosie e vanagloriosa ambizione personale, il confronto deve essere sulle idee e non più sulla logica partitica o di giuramenti obsoleti, inadeguati al confronto basato su una giusta visione ideale e non ideologica..

chiediamoci che visione abbiamo del futuro, come ci dobbiamo inventare nell'intento del futuro natzionale e come mobilitarci per dare speranza ai giovani patrioti/e.

Per patria si intende : terra dei nostri padri, perchè non rispettare tale concetto con determinazione e passare sopra le ambizioni personali, e non diamo vivacità all'idea indipendentista?

Dobbiamo agire con onestà intelletuale e porre le basi per un'etica che sia base di rispetto per tutti i diritti personali e della dignità della persona,

... se così ci comportiamo allora verrà spontaneo attenersi al senso di appartenenza alla comunità sarda e a un destino comune , con una stessa lingua e tradizione e una storia da acclamare e sostenere, tra le giovani generazioni per dar loro, un motivo di rivendicazione pragmatico e istintuale.

Se ragioniamo in termini di stato , abbiamo modo di superare le divisioni personali e politiche e dare vita ad un progetto politico articolato e vincente per il superamento dell'attuale stato di cose coloniale per la liberazione della nostra natzione.

Dobbiamo dare speranza di un futuro (sperantzia de libertadi) che sia di felice convivenza sebbene nella decrescita economica, dobbiamo esprimere una logica che nulla ha a che vedere con la logica della crescita infinita e dello sfruttamento perenne delle cose e dei soggetti, determinando una nuova aria di pura libertà, così sicuramente decideremo e avremo ragione del futuro della nostra terra!

sa defenza



video con assemblea a Abbasanta
http://www.ventirighe.it/index.php?option=com_seyret&Itemid=533&task=videodirectlink&id=313




Ultima ora. Il Comunicato finale dell'Assemblea

Oggi 12 dicembre si è riunita ad Abbasanta, Hotel “Su Baione”, l'Assemblea Generale ufficialmente indetta il 24 ottobre 2010 dagli Organi del movimento. Erano presenti tra attivisti, sostenitori e simpatizzanti circa 300 persone.
L'Assemblea si è svolta in maniera regolare e ha deliberato, in virtù delle ultime vicende, di riportare la discussione sulla situazione attuale nelle assemblee territoriali con l'idea di riaprire il movimento alla più ampia partecipazione di attivisti, sostenitori e simpatizzanti in modo da coinvolgere tutti gli strati della società sarda. L'obiettivo di questa fase è quello di allargare la vita del movimento, riproponendo la progettualità in larga misura mancata nell'ultimo anno, nella convinzione che solo la partecipazione possa rilanciare l'unità e l'attività politica che da sempre ha contraddistinto iRS. Erano assenti i componenti dell'Esecutivo coinvolti nei fascicoli dissecretati. Essendosi sottratti al confronto, non è quindi stato possibile chiarire la loro posizione, si ritengono pertanto sospesi e diffidati dall'uso del simbolo o di qualsiasi altro riferimento al movimento politico organizzato iRS.
La prossima Assemblea Generale si svolgerà il 9 di Gennaio 2011.

L'indipendentismo di iRs: un rischio per molti. Conferenze stampa, comunicati, riunione convocate e poi disdette da chi le aveva convocate, le vicende del movimento indipendentista di iRS sono in prima pagina. Oggi si è consumata, nei fatti, una rottura del movimento. Una fase per l’indipendentismo sardo si è definitivamente chiusa. Dopo anni di battaglie, spesso solitarie, il movimento fondato anche da Gavino Sale e che tanti consensi anche elettorali aveva raccolto proprio alle ultime amministrative, è stato lacerato da una “scissione” ai più incomprensibile, ma chiara nei documenti che sono stati svelati proprio dal Presidente Gavino Sale (neo Assange di un Wikilearks sardo). Un’azione di disvelamento, di trasparenza, che ha consentito a tutti di conoscere ciò che si “tramava” da lungo tempo all’interno del movimento indipendentista. La tentazione di “impadronirsi” di un simbolo, di un logo e di eliminare lo stesso Sale, uno dei leader storici di iRS, è stata più forte delle ragioni di rafforzare con un serrato confronto politico l’azione del movimento. Mai era successo in Sardegna che un gruppo indipendentista, su una linea di forti rivendicazioni e di denuncia dei mali storici della “dipendenza” e di una “falsa autonomia” riuscisse anche a cogliere importanti risultati elettorali e ad entrare, dalla porta principale del voto democratico, nelle Istituzioni locali. Un risultato tanto evidente che ha attivato paradossalmente un meccanismo distruttivo e lacerante. Inspiegabile. Una forza giovane, decisa, determinata, guidata da un leader dalla forte personalità, radicata nei territori, è stata vittima di un oscuro “complotto” le cui trame, oggi è chiaro, erano disegnate da tempo, forse sin dall’indomani delle ultime regionali. Il nome, il simbolo, la credibilità di iRs, soprattutto tra le giovani generazioni, erano un bel boccone da “inglobare”, forse da “normalizzare”. Dietro apparenti ragioni organizzative (chi decide? e cosa decide?) sono stati attivati comportamenti dirompenti. La domanda ancora senza risposta è perché si è giunti a questo punto. Quali le ragioni politiche di uno scontro così aspro e così duro. Questioni di leadership? Di linea politica? Questioni, se fossero realmente queste, risolvibili solo con un confronto politico che però non si è svolto. La stessa assemblea odierna di Abbasanta poteva essere l’occasione per farlo, ma chi ha lanciato le accuse complottando si è ritirato sottraendosi al confronto e invocando ruoli inesistenti nei fatti. Quindi ritorna la domanda perché? Tentiamo una risposta. La creatura era cresciuta, faceva ombra, poteva diventare un riferimento sempre più forte per i sardi, soprattutto in una fase politica dove si dovrebbe riscrivere lo Statuto, proporre e disegnare un moderno federalismo, rivendicare l'applicazione delle leggi esistenti in materia di entrate. Insomma in una fase dove proprio i temi sollevati da iRS sono di stretta attualità: federalismo, autonomia o indipendenza? Questi i temi del confronto politico oggi in Sardegna. La creatura quindi dava fastidio. Andava depotenziata, riportata a più miti consigli, magari trasformata in un tradizionale “partito” dove spesso chi decide non rende mai conto a nessuno delle scelte fatte e se lo fa, lo fa solo dopo, quando è troppo tardi per rimediare. Tentiamo ancora una risposta. Indebolire la creatura magari per rinvigorire neonate liste elettorali - fallite alla verifiche del voto- e gruppi politici che parlavano di “indipendentismo” con nomi e simboli che richiamavano il fascino del “rosso” e dei “4 mori”, ma che, per come erano nate nel chiuso di qualche stanza, non avevano realizzato quei risultati che i promotori si auspicavano. I fatti di questi giorni rivelano che iRS è stata in questi ultimi mesi oggetto di un’Opa (interna ed esterna) da parte di chi, rifiutando ogni confronto aperto e pubblico era desideroso di appropriarsi, a tutti i costi anche tramando, di un soggetto “vincente” contando sulle rivalità interne e sui contrasti sempre presenti anche nei piccoli gruppi politici. Ma anche i complotti, per riuscire, seguono delle regole: la prima delle quali è la riservatezza. “Si fa, ma non si dice” è il credo di certa politica sempre più invisa da tanti. Caduta quella "segretezza", tutto il castello crolla, perché c’è sempre qualche “manina” che con un clic svela i misteri e le trame o che magari manda un CD con documenti “inconfessabili”. Prima o poi succede. E’ successo alla potente America di Obama, immaginatevi da noi!
La cronaca della giornata
Un’assemblea nazionale “circolare”, per “guardarsi in faccia”, nessuna Presidenza, nessun palco per gli oratori. Inizia così con una modifica anche logistica della sala riunioni dell’Hotel Su Baione di Nuraghe Losa di Abbasanta, l’assemblea nazionale del movimento indipendentista iRS. Una trasformazione simbolica di ciò che intendono i militanti del Movimento: una organizzazione senza vertici di tipo “partitico”, senza “comitati centrali”, ma al contrario un movimento organizzato capace di includere singoli militanti, gruppi di simpatizzanti, pezzi della società sarda in un ambito libero, dove la discussione è finalizzata allo scopo da tutti condiviso: l’indipendenza come condizionare per la libertà dei sardi. Ed è stato questo il filo conduttore dei partecipanti all’assemblea già indetta oltre due mesi fa e confermata proprio ieri anche dal gruppo dei “scissionisti” ma inaspettamente da loro stessi disdetta a notte fonda e oggi disertata. Il gruppo ha organizzato in fretta e fuori un’altra assemblea a Cagliari, rifiutando ogni confronto con l’Assemblea generale. Una “diserzione” che, nei commenti dei militanti di iRS è stata duramente criticata ed ha costituito per molti un motivo in più di riflessione su quanto accaduto. Nonostante questo, oltre duecento sono stati i militanti convenuti per discutere e valutare le iniziative da intraprendere dopo la denuncia di “un complotto” ordito, all’insaputa dei militanti di iRS, da un gruppo di “scissionisti” che puntava ad acquisire il totale controllo del movimento indipendentista. La denuncia, anticipata ieri in una conferenza stampa dal Presidente Gavino Sale, (vedi il video sulla nostra web tv) è stata l’antipasto della riunione odierna. Sono state proiettate le “slide” dei numerosi documenti che, con un Cd, erano stati recapitati direttamente nei giorni scorsi proprio a Sale da un partecipante (al momento anonimo) al gruppo degli “scissionisti” che ben conosceva quindi ciò che si stava tramando. Nel Cd sono contenute le missive che alcuni componenti dell’esecutivo nazionale si erano scambiati e nelle quali si delineavano gli scopi e le finalità del gruppo. Tra questi anche la copia della richiesta di “brevettare” il nome e il simbolo di iRS per avere così il pieno controllo non solo politico, ma anche formale del Movimento.
”Irs siamo noi e siamo in tanti, noi abbiamo il simbolo, gli attivisti e i sostenitori. Gli scissionisti sono una minoranza riunita a Cagliari”. Gavino Sale in apertura di riunione, riassume senza fronzoli la guerra interna che rischia di dilaniare il Movimento degli indipendentisti sardi e strappa la standing ovation al popolo di Irs che affolla la sala conferenze dell'Hotel Baione di Abbasanta.
”Irs riparte da qui - spiega Sale ai fedelissimi arrivati da tutta la Sardegna - e riparte con le porte e le finestre aperte: qui finalmente si respira aria pulita, qui c'e' il presidente eletto democraticamente e questa e' l'assemblea ufficiale di Irs”. Se le parole di Sale infiammano l'assemblea, le slide con la selezione delle e-mail che proverebbero 'il complotto' per far fuori uno dei fondatori del Movimento provocano sdegno e perfino sgomento in sala. In particolare quelle di una dirigente del Movimento che senza mezzi termini si chiede se non sia il caso di augurarsi la scomparsa di Sale per mano di Dio o magari se non sia preferibile la fine lenta del 'dittatore' in un letto di ospedale. Sale spiega che sono 6.800 le mail che documentano le trame dei suoi oppositori per cacciarlo dal movimento che aveva fondato, ma non chiude loro la porta in faccia, perche' “iRS e' un movimento inclusivo e dividersi quando si ha il 4% dei consensi elettorali e' ridicolo”. Con i giornalisti e nel suo intervento all'Assemblea Sale affronta anche la questione delle presunte pressioni esterne: “non ho la prova cartacea - spiega - ma e' sempre successo ogni volta che l'indipendentismo e' cresciuto. Noi siamo l'ala movimentista vera e quando siamo andati a toccare gli interessi forti (banche, grande industria e altri), sono arrivati i colpi, ma iRS oggi e' diventato maggiorenne ed e' uno e indivisibile”.
Gli interventi dei militanti confermano e rafforzano l'indipendentismo di iRS.
Claudia Arru del Medio Campidano: "solo oggi capisco le difficoltà che ho vissuto in questi ultimi mesi. Oggi ne capisco le ragioni: iRS non è un partito, non ci sono “cariche”, non ci sono “generali” che danno ordini: iRS è un movimento dove tutti possono partecipare e dove siamo tutti sullo stesso piano. E’ questa la forza di iRS, tanti, diversi, ma uniti nella lotta per l’indipendentismo".
Andrea Fredda della “regione” di Sassari: “siamo un insieme di diversità che si sono ritrovate nel lavoro comune di iRS, che si confrontano, discutono e che sono militanti veri e non “utenti” del web, dove magari chi ha le password magari ti cancella. Esistiamo perché ci confrontiamo senza gerarchie e senza “ordini” da eseguire”.
Nello Gardenia coordinatore di iRS di Sassari: “iRS è un progetto di cambiamento, un grande contenitore per tutta la sardegna e per i sardi. Un progetto politico unitario e con tante pluralità: è questa la ricchezza politica ed umana di questo movimento”.
Placido Cherchi di Oschiri. Un anziano militante che ha sottolineato come "l’invidia rimane sempre la malattia dei sardi” di chi “ha lo sguardo obliquo”, di chi "preferisce il muretto a secco al confronto aperto e leale". "Ho la certezza anche morale- ha aggiunto-che i documenti illustrati oggi sono veri e riflettono comportamenti dai quali dobbiamo diffidare e che dobbiamo condannare. Nessuna “pacificazione” sarà possibile con chi trama nell’ombra e non rende note le posizioni politiche". "Mi sembra- ha aggiunto- di vivere altri tempi quando l’ubbidienza era una virtù e il “centralismo democratico” un metodo per imporre, senza alcun confronto “la linea” da tenere". Anche sulle “aperture” al confronto Cherchi è stato netto raccomandando “cautela” perché le cose successe sono gravi e dannose per tutti.
Anche Bettina Pitzurru era sconcertata. Ha raccontato la sua storia personale di militante di iRS in quel di Cagliari, le sue difficoltà come coordinatrice del movimento “Abba libera” contro i disegni di privatizzazione dell’acqua in Sardegna: lasciata sola perché “prima ti rubano l’anima poi il resto”. "Difficile, ha aggiunto, ricucire con chi ti vuole eliminare. La stesso questione della “parità di genere” in un movimento dove le donne sono parte rilevante di iRS è stata osteggiata e spesso- ha concluso- i miei interventi censurati e nascosti". "Il web non è la democrazia- ha aggiunto- è uno strumento, ma non potrà mai sostituire il confronto e il lavoro quotidiano di ciascuno di noi" .
Gli scissionisti di Cagliari, confermano “Sale è fuori e noi andiamo avanti”.
Quello che resta dell’esecutivo di iRS oggi nell’ Assemblea da loro convocata a Cagliari, dopo aver rinunciato a partecipare a quella di Abbasanta, ha deciso l'espulsione e ha diffidato Gavino Sale a parlare a nome di IRS.
La spaccatura all'interno del movimento indipendentista sardo, ratificata oggi, e' avvenuta dopo che Sale, uno dei leader del movimento, ha denunciato ieri, in una conferenza stampa, un complotto per delegittimarlo e farlo fuori da IRS. “Sale ha reso noto i contenuti alla stampa di un plico anonimo mentre avrebbe dovuto parlarne all'interno dell'iRS, affrontare il problema all'interno - hanno spiegato gli attivisti nell'assemblea - in questo modo non ha riconosciuto gli organi dell'IRS, la struttura, e si e' autoescluso. Ne prendiamo atto e da oggi Sale non fa piu' parte del movimento fondato nel 2003”. La riunione di Cagliari ha confermato oggi anche la data, il 2 gennaio, in cui si terra' l'Assemblea nazionale elettiva dei nuovi organi che guideranno il movimento. E' probabile però che l'assemblea del 2 gennaio costituisca un nuovo gruppo perchè la questione del nome e del simbolo di iRS, alla luce di quanto detto da Gavino Sale nell'assemblea di Abbasanta dei militanti di iRS e i documenti presentati costituiscono un problema di non poco conto, anche sul piano legale, per il gruppo riunitosi oggi a Cagliari.




seguono comunicati di SNI iRS di CA ed di altre pubblicazioni





SCONTRO DENTRO IRS - FERMIAMOCI A RIFLETTERE

Lo scontro all’interno di IRS è ormai evidente e forse non riconducibile, nessuno più di SNI può capire quanto le divisioni interne all’indipendentismo siano il maggiore impedimento a che la proposta indipendentista passi dal condivisibile al delegabile.
Quel tipo di catarsi, SNI lo ha già vissuto nel 2002, quando in seguito ad una spaccatura interna, meno violenta, acque IRS.
I protagonisti furono gli stessi che oggi si stanno scontrando dentro IRS, i tre Frantziscu e Gavino Sale, che non si vollero confrontare con il coordinatore nazionale uscente Bustianu Cumpostu, disertarono il Congresso Nazionale del 2002 e preferirono frazionare l’indipendentismo, che fino ad allora si era riconosciuto unitariamente in SNI.
Per anni si sono fatte le gare di indipendentismo, beccandoci come i polli di Renzo, tra SNI e IRS.
In questa gara inutile e dannosa, il sottoscritto, che si può dire ha “allevato” sia i tre giovani Frantziscu che Gavino, si è vista persino tolta la patente da indipendentista e conferita d’ufficio quella da autonomista.
La stessa storia l’ha vissuta, più volte, il PSd’Az, storia di frazionismi che parte dai Rosso Mori di Lussu e arriva ai Rosso Mori di Muledda e Zuncheddu.
Eppure l’indipendentismo, l’anelito di libertà di una nazione oppressa, l’esaltazione di un valore alto come quello della libertà, applicato non solo agli individui ma anche ai popoli, dovrebbe esser un collante forte a sufficienza per tenere uniti militanti e dirigenti che per quel anelito di libertà si organizzano e lottano.
Potremo deresponsabilizzarci dando la colpa alla maledizione di Carlo V, portare avanti la frantumazione fino scomposizione dell’atomo e trasformare l’indipendentismo in una nota di colore da inserire nelle guide turistiche della Sardegna, al posto del banditismo.
Che fare allora?
Fermiamoci a riflettere per capire genesi ed obiettivi dell’indipendentismo, stabilire una scala di valorizzazione con al quale misurare le sfere personali, quelle di partito e quelle collettive, valutare il nostro agire e prendere atto che finché non renderemo affidabile e delegabile il progetto indipendentista i sardi continueranno a credere all’inganno italiano.
Certo, l’indipendentismo è figlio di un popolo, e riflette i mille colori del popolo, ma è frutto di un atto d’amore collettivo.
Noi indipendentisti siamo germogli e semi di quel atto d’amore, abbiamo dei doveri, siamo nati per restituire la dignità e la sovranità al nostro popolo non per cercare nell’indipendentismo predelle sulle quali portare in alto la nostra sfera personale o quella di partito.
FERMIAMOCI A RIFLETTERE, CON MODESTIA PERSONALE, MA CON ORGOGLIO DI FUNZIONE, APRIAMO DA SUBITO UN CONFRONTO TRANQUILLO SUL DA FARE, FACIAMO DEL 2011 “S’ANNU DE SA SARDIGNA LIBERA” E INIZIAMO UNA SERIE DI CONGRESSI ITINERANTI PER ARREJONARE CON IL NOSTRO POPOLO.
Un sincero augurio a tutto IRS affinché superi quanto prima questo momento di sofferenza.
Nugolo 13/12/2010

BUSTIANU CUMPOSTU

Sardigna Natzione Indipendentzia




Assemblea Nazionale iRS

iRS Comunicato Assemblea Nazionale 12 dicembre 2010
Cagliari 12 dicembre 2010
“L’Esecutivo Nazionale, gli attivisti e i sostenitori di iRS hanno preso atto della gravissima violazione della democrazia e dell’organizzazione interna da parte di Gavino Sale. Consci che non basta riunire poche decine di conoscenti per poter affermare di essere iRS, l’assemblea eletta e l’esecutivo in carica oggi a Cagliari hanno deliberato, con una maggioranza di otto regioni su nove, che non può stare nel movimento chiunque rifiuti di riconoscere e riconoscersi nel processo di democratizzazione interna.
Pur addolorati per le illegittime riunioni che Gavino Sale, nonostante i fermi richiami dell’esecutivo, insiste rabbiosamente a convocare confondendo gli animi dei meno informati, gli organi ufficiali riuniti in assemblea hanno valutato la gravità non solo dei suoi comportamenti a danno di iRS, ma anche la leggerezza con cui sono stati diffusi in queste riunioni contenuti privati di mail spacciate come appartenenti ad alcuni attivisti. Contro questo reato è stata già avviata la procedura di tutela legale in ogni sede, nella quale iRS si riserva di costituirsi parte civile. Fuori dall’ambito legale, l’assemblea ha preso atto della completa inaffidabilità politica dell’uomo Gavino Sale, disposto a qualunque bassezza pur di fermare il cambiamento.
L’assemblea garantisce a quanti hanno sinora dato fiducia al progetto di iRS che il lavoro continuerà con l’impegno di sempre, e per questo conferma le date calendarizzate per l’elezione del nuovo esecutivo e l’approvazione del nuovo statuto”.


La deriva Corsa di iRS

http://gianfrancopintore.blogspot.com/


Gianfranco Pintore

Quel che sta accadendo in questi giorni in iRS non è il dramma privato di un centinaio di suoi attivisti, è quello di migliaia di giovani che hanno speso energie e intelligenza e passione per costruire il movimento che avrebbe dovuto portare la Sardegna all'indipendenza. E si trovano di fronte a una deriva Corsa nel peggiore dei casi o, nel migliore, dentro una commedia che ricorda da vicino il Nekrasov di Jean Paul Sartre.
In Corsica, il movimento indipendentista – oggi passabilmente unito – ha attreversato per anni la tragedia, tale perché ci sono stati anche morti ammazzati, della lotta fratricida e delle scissioni a catena con la nascita di micro organizzazioni. La commedia di Jean Paul Sartre si svolge, con toni più soft, negli ambienti dell'indipendentismo ucraino ma con esiti simili, anche questi fatti di scissioni molecolari e di reciproche scomuniche.
I giornali sardi hanno descritto e continuano a descrivere l'oggetto del contendere fra i due gruppi, quello di Gavino Sale e quello che fa capo alla segreteria, per altro dimissionaria. Gli scambi di feroci accuse e il minacciato ricorso alla magistratura per derimere i contrasti, soprattutto per chi ne legge sui giornali, hanno per chi li osserva dall'esterno poca importanza. E certo non invogliano a simpatizzare per l'una o per l'altra fazione. Il problema che semmai interessa tutti noi, o almeno quanti di noi hanno in mente un processo di autodeterminazione della Sardegna, è questo: il modo in cui iRS si è andato costruendo è indifferente rispetto agli esiti di questi giorni?
Una struttura piramidale, fatta di elettori, simpatizzanti, membri candidati, iscritti cooptati in gran misura dai dirigenti può trasformarsi in una associazione democratica? E che modello di democrazia può essere quello in cui i dirigenti scelgono, in tutto o in gran parte, coloro che dovranno scegliere i gruppi dirigenti? Mi è capitato di leggere qualche giorno fa un vibrante articolo di Michela Murgia in difesa di una fazione contro quella di Sale. “La sua [di Gavino Sale] proposta di allargare smisuratamente il numero dei votanti mira infatti a ribaltare gli equilibri interni dando diritto di voto a persone impreparate che non hanno la minima idea di cosa abbia voluto dire nell’ultimo anno cercare di arginare le sue derive personalistiche, giocate spesso in spregio di ogni decisione comune.”
Solo le persone “preparate” (in che cosa e da chi?), quelle che sono andate a catechismo, hanno il diritto di voto? La Chiesa pretende che chi fa la cresima sia indottrinato alla scelta che vuol fare. È naturale, ma la Chiesa non si dà arie di organizzazione democratica. C'è piuttosto un'idea di setta nelle parole della scrittrice che, è vero, è solo una simpatizzante, non parla a nome di iRS. Il fatto è che quanti hanno titolo a parlare per quel movimento sono stati zitti, autorizzando chi osserva da fuori a pensare che quella espressa da Murgia sia l'idea del gruppo dirigente.
Del resto, le due assemblee delle contrapposte anime di iRS, ad Abbasanta a favore di Sale e a Cagliari a favore della segreteria, sono la dimostrazione plastica di due concetti di vita democratica. Sale ha riunito, pubblicamente e davanti alle telecamere, i suoi sostenitori, due o trecento persone. Gli attivisti, un centinaio, si sono riuniti a porte chiuse. Nella assemblea pro Sale è venuta alla luce l'esistenza di una struttura informatica, diciamo così, riservatissima a cui ha accesso solo un molto ristretto gruppo di militanti. Questo gruppo si è scambiato, fidando sulla riservatezza, mail di fuoco contro Gavino Sale per prepararne l'ostracismo. Il testo di queste comunicazioni è stato reso pubblico nell'assemblea di Abbasanta ed è disponibile nel sito Ventirighe.
Dall'altra parte, l'imbarazzo per questa brutta pagina di lotta intestina è stato vinto con la minaccia di denuncia alla magistratura della violazione di corrispondenza privata. Inconsapevolmente denunciando una natura settaria e piramidale di iRS, all'interno del quale solo pochi eletti hanno il diritto a conoscere i termini di una battaglia politica interna e di parteciparvi.
Non ci può essere alcuna soddisfazione nel vedere in quanto è successo la conferma di dubbi e preoccupazioni per la deriva che appariva evidente e che in molti abbiamo denunciato, con grande affetto per le migliaia di giovani che credevano di aver trovato in iRS un luogo in cui coltivare le proprie passioni politiche e culturali. C'è invece la speranza che il loro patrimonio di idee non si disperda in quella che a me appare sempre più una deriva Corsa.
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