giovedì 6 gennaio 2011



Di Andrea Pili

Il caso Quirra è ritornato all'albore delle cronache grazie allo studio effettuato dalle Asl di Cagliari e Lanusei, le quali hanno rivelato che ben il 65% degli allevatori che vivono ed operano intorno al poligono si è ammalato di leucemia e linfomi; inoltre, è stato riscontrato un numero anormale di animali nati deformi. Le cause cliniche di tale piaga sono note per merito delle ricerche della dottoressa Gatti e del fisico Coraddu: esplosioni provocate dalle armi ad uranio impoverito e l'esposizione ai radar. I motivi economici dei colonizzatori sono ugualmente conosciuti: il poligono ogliastrino è utilizzato come un supermercato da industrie private degli armamenti.

È bene però interrogarsi sulle cause politiche che impongono lo sfruttamento della nostra isola e lo stupro della sua popolazione sia in termini di salute che in termini economici (pensiamo agli espropri oppure alle zone interdette alla navigazione: 75000 ha solo a Teulada).

All'inizio degli anni '50 la NATO vede nella Sardegna un'ottima terra per piazzare le proprie strutture militari per la sua posizione strategica nel Mediterraneo e per la possibilità di costruire installazioni facilmente collegabili tra loro; così ha inizio l'edificazione delle basi di Teulada, Salto di Quirra e Decimomannu. Il 20 ottobre 1954 l'Italia stipula un accordo con gli Stati Uniti per la costruzione di analoghi centri nella Maddalena e nei territori di Cagliari.

La posizione “privilegiata” dell'isola ci è rivelata dalla disparità del numero di basi militari volute in essa rispetto a quelle poste nel resto della repubblica italiana (un demanio militare di 24000 ha a fronte del demanio di 16000 ha nel resto dello Stato). Si noti che anche che in Sardegna sono presenti il più grande poligono terrestre, aereo e navale d'Europa (Salto di Quirra) ed il secondo poligono militare d'Italia (Capo Teulada), entrambi utilizzati dall'alleanza atlantica.

Solo in Friuli vi è una simile densità di installazioni militari (ben 17 poligoni); se nella regione italiana il numero esorbitante di basi era volto ad intimorire la Iugoslavia o comunque tutto l'est sovietico, la nostra terra è stata usata inizialmente come deterrente contro i paesi arabi medio-orientali, ostili ad Israele, e prossimi ad intrecciare rapporti con l'Unione Sovietica.

Non dimentichiamoci che nel 1953- con il colpo di stato degli ufficiali liberi in Egitto- iniziò l'ascesa di Nasser, inquadrato subito come nemico dell'occidente per via delle sue rivendicazioni sul canale di Suez e la sua avversione allo stato sionista. Inoltre, si veda l'Algeria, il Nord Africa era in aria di decolonizzazione e ciò intimoriva non poco gli atlantisti dato la probabile simpatia dei nuovi paesi verso il blocco socialista.

Tuttavia, la presenza dell'Urss ha consentito di attutire l'ostentazione dei muscoli americani nel Mediterraneo, ma, dopo la fine della guerra fredda, i legami tra le basi militari nell'isola e la difesa occidentale di Israele sono più evidenti e testimoniate da una serie di esercitazioni certamente avvenute nel primo decennio del 2000.

Nel maggio 2001-di fronte al poligono di Teulada- otto navi della marina tedesca iniziarono l'esercitazione “Trident d'Or”, poi conclusa ad Haifa con la flotta israeliana; nel maggio 2002 le truppe dell'Eurofor (Italia, Francia, Spagna, Portogallo) a Teulada affrontano l'esercitazione “Eolo 2002” la quale, per diversi giornalisti, è una prova per eventuali missioni in Medio Oriente; nel settembre 2003 il quotidiano sionista “Maariv” rende nota l'attuazione di un combattimento aereo simulato tra gli F15 israeliani e i MIG29 tedeschi a Decimomannu; infine nel maggio 2006- due mesi prima della terza invasione del Libano- sempre a Decimomannu, unità aeree sioniste prendono parte all'esercitazione “Spring Flag”.

Bonifacio VIII- alla fine del XIII secolo- creò il Regno di Sardegna anche con l'intento di utilizzare la posizione della Sardegna per una nuova Crociata con l'alleato monarca aragonese. Dopo oltre sette secoli la nostra terra è ancora un oggetto nelle mani di potenze imperialiste. Una Sardegna indipendente sarebbe invece un punto di incontro pacifico tra le culture mediterranee e non l'avamposto occidentale contro il popolo arabo.
Popolo sardo, quando alzerai la testa?




Bibliografia
"Servitù militari in Sardegna. Il caso Teulada". Edizioni "la Collina", di Guido Floris e Angelo Ledda
Per quanto riguarda la vicenda del Regno di Sardegna vedere "Storia della Chiesa in Sardegna", di Raimondo Turtas.
Sulle esercitazioni militari filosioniste, consultate gli archivi di Unione Sarda e Nuova Sardegna.


Reazioni:

0 commenti:

Subscribe to RSS Feed Follow me on Twitter!