sabato 16 aprile 2011

Le Monde

Spagna.
La centrale termica di Sanlúcar, vicino Siviglia
La centrale energetica PS10 da 11 MW produce elettricità dal sole usando 624 specchi mobili chiamati eliostati.  Planta Solar 10 (PS10) è una centrale termosolare costruita a Sanlúcar la Mayor, vicino Siviglia, in Spagna. Questa centrale elettrica è formata da una torre situata al centro di una pianura coperta da 624 eliostati, essenzialmente specchi, ciascuno con una superficie di ben 120 m2, che riflettono la luce solare verso un punto di fuoco posto in prossimità della sommità della torre. Il calore prodotto dalla concentrazione dei raggi solari riscalda le condutture dell'acqua presenti nella parte superiore della torre trasformando l'acqua in vapore acqueo. Il vapore prodotto fornisce fino a 11 MW di elettricità.


La centrale energetica PS10 da 11 MW produce elettricità dal sole usando 624 specchi mobili chiamati eliostati. Planta Solar 10 (PS10) è una centrale termosolare costruita a Sanlúcar la Mayor, vicino Siviglia, in Spagna. Questa centrale elettrica è formata da una torre situata al centro di una pianura coperta da 624 eliostati, essenzialmente specchi, ciascuno con una superficie di ben 120 m2, che riflettono la luce solare verso un punto di fuoco posto in prossimità della sommità della torre. Il calore prodotto dalla concentrazione dei raggi solari riscalda le condutture dell'acqua presenti nella parte superiore della torre trasformando l'acqua in vapore acqueo. Il vapore prodotto fornisce fino a 11 MW di elettricità.

L’incidente alla centrale di Fukushima ha
riaperto il dibattito sull’energia. Si può ridurre la
dipendenza dal nucleare e dal petrolio? Quattro
progetti in Spagna, Svezia e Francia dimostrano
che le fonti rinnovabili sono un’alternativa
concreta. Il reportage di Le Monde


Il valore simbolico è forte. Il 4 e 5 aprile, a più di tre settimane dallo tsunami in Giappone e dall’incidente nella centrale di Fukushima, l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili ha tenuto la sua prima assemblea generale. L’obiettivo dell’agenzia, creata nel 2009, è aiutare il mondo a non dipendere dalle energie fossili, in modo da contenere le emissioni di gas a efetto serra e lottare contro il cambiamento climatico.

Nuovi dubbi
È un obiettivo ambizioso. Oggi il trio petrolio-carbone-gas costituisce l’87 per cento dell’offerta mondiale di energia, le energie rinnovabili il 7 per cento e il nucleare il 6 per cento. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, entro il 2035 le energie fossili scenderanno al 78 per cento, mentre il solare, l’eolico, la biomassa e le altre energie rinnovabili dovrebbero arrivare al 14 per cento e il nucleare dovrebbe spingersi ino all’8 per cento.

I nuovi dubbi sull’atomo limiteranno il dibattito allo scontro tra le energie fossili e
quelle rinnovabili. Il futuro del pianeta passa per la vittoria del sole e del vento. Ma resta ancora moltissimo da fare. I governi, le imprese e i sette miliardi di persone che vivono sulla Terra dovranno assumersi le loro responsabilità.
Il primo ostacolo all’uso delle energie rinnovabili è il prezzo dell’elettricità che
producono. Per ridurlo serve il sostegno degli stati. Nel 2009 i governi hanno destinato 312 miliardi di dollari (219 miliardi dieuro) alle energie fossili, rispetto ai 57 miliardi stanziati per le energie rinnovabili.
Bisogna ricordare, però, che per il momento il primo settore produce molta più occupazione del secondo.
Ma piuttosto che aumentare i fondi per la ricerca e lo sviluppo destinati alle soluzioni verdi, molte industrie lavorano a energie fossili “più pulite”, per esempio
promettendo di catturare e stoccare l’anidride carbonica. Perché, invece, non impariamo a immagazzinare l’energia solare?

Risultati concreti
Per lanciarsi nell’avventura delle rinnovabili, le aziende e i privati hanno bisogno di
un quadro legislativo stabile. I governi dovranno lavorare in questa direzione. Alla fine del 2009 in molti paesi europei la riduzione degli aiuti al fotovoltaico, causata
dai tagli di bilancio, ha mostrato ino a che punto le energie verdi sono ancora trascurate. Lo sarebbero meno se i negoziati sul clima, ripresi di recente a Bangkok, arrivassero a dei risultati concreti, in grado di fissare delle regole sulla riduzione dei gas a effetto serra.
A livello locale le iniziative non mancano. Le Monde ne ha individuate alcune che racconta in una serie di articoli.
In tutta Europa ci sono popolazioni che si riscaldano e s’illuminano senza usare né
carbone né gas o che riescono a fare straordinari risparmi di energia.
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