martedì 20 settembre 2011

Francesco Casula

sardegnaquotidiano

COMITATO LU PUNTULGIU / IL GRIFONE

CSS CONFEDERAZIONE SINDACALE SARDA

Il 14 settembre 2005 il Comitato Lu Puntulgiu di Alghero, nella persona di Franco Masu, insieme alla CSS (Confederazione sindacale sarda) rappresentata dal segretario Giacomo Meloni, consegnavano al Presidente del Consiglio regionale i plichi delle 17.300 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare, composta di tre scarni articoli, che prevedono il dimezzamento degli emolumenti dei Consiglieri regionali. A sei anni esatti di distanza, il 14 scorso, Masu e Meloni, -insieme alla consigliera regionale indipendentista Claudia Zuncheddu, sostenitrice della proposta tornano alla carica, con una Conferenza stampa, per dare la sveglia ai nostri Consiglieri. Tutto infatti è silente e niente è dato sapere di quella iniziativa popolare. Le firme giacciono in qualche polveroso cassetto del Consiglio regionale. Un silenzio bipartisan e trasversale: né il precedente Consiglio a maggioranza di centro-sinistra e con Soru Presidente né quello attuale a maggioranza di centro-destra con Cappellacci Presidente, ha avuto la sensibilità democratica di prendere in esame la proposta. A confermare ancora una volta che la “casta”, quando si tratta di difendere i propri privilegi, non ha colore né schieramento e si trova compatta e unita nel respingere chiunque ad essi attenti. Perché –come risulta dagli emolumenti principeschi che mensilmente ricevono- di privilegi si tratta non di semplici compensi. Ecco la composizione, tratta dal sito ufficiale della Regione: indennità di 4.062,23 €, al netto delle ritenute previdenziali; diaria di 4.003,11 € (integrata del 30 per cento per i consiglieri regionali la cui abitazione sia situata ad oltre 35 chilometri da Cagliari -€ 1.200). Per chi ha cariche sono previste ulteriori indennità: dai 3.288,63 € del Presidente del Consiglio ai 392,18 € dei vicepresidenti di Commissione. E non basta: a titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al consigliere è attribuita una somma mensile di 3.352,00 €. Inoltre al consigliere compete un rimborso forfetario annuo, erogato in tre quote, di 9.362,91 € per spese di documentazione, aggiornamento, stampa e strumentazioni tecnologiche. C’è da chiedersi: significa ridurli all’indigenza, se si dimezzano i loro compensi? In una Sardegna peraltro piegata e piagata dalla povertà e dalla disoccupazione?

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Pubblicato su Sardegna quotidiano del 18-9-2011

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