lunedì 21 novembre 2011


VERUSHKA ANCONITANO

Il governo irlandese ha sottoposto il progetto di bilancio per il 2012 e 2013 alla Ue e al governo tedesco prima di discuterlo in parlamento. Previste misure straordinarie con molte più tasse e meno welfare

Il governo irlandese si appresta a presentare il documento finale contenente le misure fiscali per il 2012, ma c'è maretta in parlamento dopo che il documento programmatico, non ancora discusso ufficialmente, è stato inviato alla Commissione europea la quale l'ha rigirato in maniera automatica al governo tedesco.

Il documento, strettamente confidenziale e firmato dal ministro delle finanze nonostante lui stesso continui a negare, riporta tutta una serie di misure che dovranno entrar a far parte del budget 2012 e del budget 2013 tra cui spicca l'aumento dell'Iva che in due anni dovrebbe passare dal 21 al 23%.

Nessuno ha confermato nulla ma la sensazione è non solo che l'aumento sarà inevitabile ma soprattutto che sarà solo una delle tante misure che l'Irlanda "sottomessa", così come è stata definita dalla stampa e dagli analisti finanziari locali, dovranno accettare pur di guadagnarsi il favore della Germania e ottenere così l'ultima tranche del prestito per il salvataggio pari a 4,2 miliardi di euro.

Tra le misure presentate nel documento ci sono aumenti delle tasse sull'acqua, riduzione dei servizi sociali (in special modo gli assegni familiari, quelli a favore degli invalidi e i sussidi di disoccupazione), modifiche alla tassazione per i singoli e le famiglie con cambiamenti per quel che riguarda la base imponibile, aumenti delle accise, l'introduzione di una tassa di almeno 100 euro sulla casa di proprietà e di tutta una serie di imposte indirette non identificate.

Solo quattro mesi fa, a luglio, era stata abbassata l'Iva per la ristorazione e altri servizi in modo da incentivare la spesa interna e riportare i consumi a livelli accettabili facendo in modo che il Pil negli ultimi mesi risalisse di qualche punto percentuale; l'aumento dell'Iva dal 21 al 23% dovrebbe riguardare beni di consumo e servizi ma non cibo e vestiti per bambini, si è difeso così il governo, e in questo modo l'Irlanda applicherebbe una tassa più alta di 4 punti percentuali rispetto all'Inghilterra con la conseguenza evidente di uno spostamento di massa verso l'Irlanda del Nord per le spese di routine che non farà altro che svantaggiare la già svantaggiata Repubblica.

Nel complesso se le cose saranno quelle che si prospettano, il governo irlandese il prossimo 6 dicembre presenterà un piano per cui si taglieranno circa 2,2 miliardi di euro e si introdurranno tasse che permetteranno un introito di circa 1,6 miliardi di euro; il tutto mentre l'opinione pubblica si sente offesa per via dell'ingerenza della Germania nelle questioni interne e sente che il problema privato legato alla fragilità delle banche è ormai diventato un problema talmente pubblico da mettere a rischio un sistema in cui il debito pubblico è sempre stato basso.
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