domenica 18 dicembre 2011


     


Richard Cottrell

endthelie
Tradotto da  Curzio Bettio


Nulla è mai veramente nuovo, sia in economia che in politica. Così, il nuovo Duce d’Italia Mario Monti sta ripercorrendo le orme di un uomo che probabilmente venera come uno dei suoi santi eroi. Quasi 90 anni fa, il primo Duce, Benito Mussolini, insediava un certo Alberto De Stefani***, uno statistico piuttosto incolore e acerbo, a dare una sistemazione all’economia italiana.
Oggi diremmo che De Stefani, come Mario Monti, era un “uomo di Friedman”. Vale a dire uno dei discepoli della scuola di economia di Chicago, distruttrice di nazioni, da associare al suo progenitore, l’azzannatore dai denti di squalo, il defunto Milton Friedman.
La “Scuola di Chicago” è un buco nero di capitalismo sfrenato, esplorato fino ai limiti estremi, che sta inghiottendo intere nazioni, e nel contempo alimenta le forze del neofascismo.
Non vi è alcuna traccia di una dimostrazione di una sola buona riuscita del friedmanismo, a meno che non si metta in conto, come una sorta di successo in un lugubre rovesciamento di senso, l’assassinio di Salvador Allende, Primo ministro del Cile, eletto democraticamente dai Cileni, e la distruzione sia dell’economia che della democrazia in Cile negli anni ’70.
Il programma di austerità del Duce Monti, che ha appena ricevuto applausi frenetici da parte di politici italiani di recente messi all’angolo, tornando agli anni ’20 è la copia esatta del piano miracoloso di Alberto De Stefani, come se il “caro estinto” fosse uscito dal sepolcro recando con sé le “tavole” originali.
Riduzione delle tasse (per le grandi imprese, non per i normali cittadini), liberalizzazione del mercato del lavoro (paghe più basse per più ore di lavoro), messa da parte di tutte le forme di regolamentazione della finanza pubblica, dei commerci e degli affari.
Privatizzazioni, che significa redistribuzione dei beni pubblici tra i pochi concorrenti del momento, a  prezzi abbattuti? Ci puoi scommettere!
Tagli all’istruzione pubblica gratuita, alle prestazioni di assistenza medica e sociale? Ecco, pronti!
Possiamo immaginare che il vecchio Milton e il suo discepolo, guardando in basso dalle loro poltrone celesti, in convulsa agitazione, stiano urlando come tifosi: Bellissimo, bellissimo! Avanti!
Nel 1925, le grandi riforme di Stefano urtavano gli scogli. Egli si tenne aggrappato alla barca, quasi, ma da allora in poi fu costretto ad assistere dai margini, dato che i capitalisti si erano impossessati della ruota del timone.
Eppure lasciava dietro di sé una “brillante” idea.
Tra le sue tante teorie sulla moneta, Di Stefano aveva pensato che gran parte di essa era posseduta dalla gente comune, su cui non si poteva fare troppo affidamento sul loro modo di spendere i soldi. Così, aveva escogitato dei buoni, dei coupon, al posto di denaro pronta cassa, per gli scambi e i pagamenti quotidiani degli untermenschen (umani delle classi inferiori!).
Quindi, isolando le masse dai soldi veri, non solo si sarebbe estratto il pungiglione dell’inflazione per sempre, ma si sarebbe creata una lira forte, in circolazione solo negli ambienti selezionati dei mercati finanziari e dei grandi affari.
Benito Mussolini
Questo, non vi richiama alla mente un qualcosa simile all’Euro?
Mussolini si dimostrò recalcitrante. Eppure, se non con le stesse parole, ma nondimeno con lo stesso inconfondibile significato, questo è esattamente ciò che il sig. Monti ha appena dichiarato al Parlamento italiano.
Il nuovo Duce vuole una società senza contanti. Egli intende, naturalmente, senza contanti per la gran parte della società, o in altre parole, per quel 99% di Italiani che devono essere efficacemente demonetizzati, tagliati fuori dal denaro contante reale, e costretti ad effettuare ogni transazione utilizzando pezzi di plastica bancari o governativi. O, come vedremo più avanti, con il razionamento di punti.
L’intenzione, afferma il nuovo governatore d’Italia non eletto, è quella di catturare il 20% degli scambi che si svolgono in un’economia sommersa. Scusate il mio italiano, ma queste sono pure palle.
Questo 20%, a cui il professore illuminato fa riferimento, è quella porzione di economia che è in gran parte nelle mani di associazioni criminali, come la Mafia. Costoro non sono abituati a pagare le tasse. E di certo non andranno a spacciare “crack” per le strade di tutta Italia in cambio di soldi del Monopoli. Potete immaginare gli esperti del “crack” nella città di Monti, Milano, emettere fattura stampata in ordine per ogni transazione ai circa 140.000 tossicomani da eroina della città ?
No, i veri obiettivi sono gli Italiani, e il loro modo abituale, irritante, non-globalista, di andare a fare “shopping”, nel vero senso della parola.
Questo significa evitare la catena di grandi supermercati, a favore di piccoli negozi a conduzione familiare, che vendono generi alimentari, frutta e verdura fresca, pane, formaggio, carne, pesce, abbigliamento a buon mercato, grandi contenitori di vino da tavola a prezzi accessibili, quello di cui si ha bisogno.
Gli Italiani storcono il naso a fronte di ipermercati asettici (la cui quota di mercato è pro-capite la più bassa in Europa), perché sono dipendenti in modo esasperante da questa loro graziosa abitudine di parlare quando fanno shopping (chiacchiere ristoratrici e rigeneranti, mentre si fa la spesa!)
L’andare per negozi locali o per mercatini rionali pieni di colore, e considerare questo come una esperienza socializzante, è un elemento intrinseco della vita e del carattere degli Italiani, ma non va per niente bene ai fautori della globalizzazione, che considerano la nostra vita privata e i nostri costumi come loro proprietà, “usa e getta”.
Naturalmente, il Duce Monti non ha mai incontrato qualche Italiano di condizione normale a Milano all’interno della sua scintillante università privata Bocconi “paga-per-imparare”(una semplice sforbiciata da 14.500 € l’anno), …ben rimpinzato (di nozioni) come i rampolli satolli della borghesia.
Costoro hanno genitori privilegiati che non pagano le tasse, non l’Italiano comune per il quale il fisco ha una gittata lunga e ben praticata. Solo 900 Italiani (su 60,2 milioni) confessano di guadagnare oltre un milione di euro l’anno.
Ora, diciamo che sei un cittadino medio portando a casa 1.500 - 1.800 euro lordi al mese in cambio di un monotono lavoro d’ufficio o in fabbrica, e ti rimarrano netti in mano circa 1.100 – 1.400 euro, tenendo conto delle tasse e delle deduzioni sociali.  
Eppure, Monti parla di salari eccessivi che ostacolano la concorrenza. Ma i salari di base italiani sarebbero considerati stipendi ridicoli nelle tre economie ai vertici nella zona Euro, Regno Unito, Francia e Germania.
Gli Italiani rifiutano diffidenti le banche, le carte di credito, le carte del bancomat e tutto l’armamentario del sistema globalista,  perché preferiscono fidarsi solo dei soldi nelle loro mani. Sono sempre stati pieni di irritazione nei confronti dell’euro e desiderano ardentemente un ritorno alla lira. Si fidano ancora del tanto collaudato “Calzino di Casa”, e la “Banca Materasso” (dove si nascondono i risparmi della famiglia) non è ancora caduta in disuso.
Visitate un ufficio postale e troverete Italiani in coda, non importa quanto lunga e snervante sia l’attesa, a pagare le bollette delle famiglie - in contanti.
La cattura di denaro depositato su conti privati ​​è un precetto fondamentale del sistema fiscale finanziario fascista di Wall Street / Bilderberg.
Si tratta di un mantra di lunga data del Bilderberg, per rimonetizzare la struttura bancaria, sequestrando tutte le dotazioni personali in contanti. Perciò, con una procedura semplice nella direzione opposta, si demonetizza la popolazione proletaria appartenente ai sistemi economici tenuti sotto vincoli, schiavizzati, un processo che ora possiamo vedere prendere piede negli Stati Uniti, Canada, Europa e Austral-asia.
Il denaro ordinario in libera circolazione verrà progressivamente sostituito da tessere o da buoni di acquisto per le compere necessarie. Come i buoni rilasciati nel tempo antico ai lavoratori delle miniere e delle fabbriche, questi buoni di acquisto potranno essere scambiati solo in spacci aziendali, naturalmente parliamo di supermercati, i centri di razionamento del futuro.
Questo è ciò che si intende, senza alcuna ombra di errore, per una “società senza contanti”.
Ora potete capire, se non ve ne siete già resi conto, il perché di tutto questo, perché le megabanche ovunque vanno nel panico quando i clienti delusi reclamano, chiudendo i loro conti in segno di protesta contro l’imposizione di nuove tasse e oneri mostruosi.
Questi oneri non sono niente di meno che imposte corporative del grande capitale su privati ​​cittadini. Non c’è da stupirsi che le vecchie riserve, i fidati centri di deposito, il calzino e il materasso, stanno tornando di moda in tutto il mondo.
Ma naturalmente c’è di più, oltre alla questione della semplice moneta.
I consumatori devono essere guidati – ammassati come un gregge, qualcuno potrebbe dire - verso i progettati centri alimentari e di consumo,  rappresentati dai supermercati.
Negli Stati Uniti, i punti vendita di alimenti freschi (di certo, non-supermercati) sono già perseguitati e sotto pressione per motivi pretestuosi di salute e sicurezza. La medesima mania della sicurezza dalle malattie si è diffusa alla Gran Bretagna.
Il continente Europa è un obiettivo più difficile da colpire, ma anche qui si sta organizzando l’attacco. Non passerà molto tempo prima che la Polizia responsabile del controllo sugli alimenti inizierà ad importunare le bancarelle del mercato, facendo abbassare le saracinesche a quei …delinquenti trasgressori, la cui produzione viene giudicata da alcune imposizioni normative come di non buona qualità, o non coltivata e commercializzata secondo le specifiche estate, stabilite da funzionari burocrati.
Ricordate il grande cetriolo velenoso che tanto ha spaventato la gente questa estate? Registrate questo come un “processo in corso per screditare i produttori e i rivenditori indipendenti”.
Sono posti in atto tutti i meccanismi necessari in tutta l’Unione Europea. Non c’è bisogno di nuove imposizioni terribili per completare la bibbia esistente della follia ortofrutticola conosciuta come Politica Agricola Comunitaria (PAC).
Alcuni anni fa ho scritto un librettino di un qualche successo dal titolo “The Sacred Cow - La vacca sacra”, in cui mettevo in evidenza come  l’allevamento di bestiame agro-industriale veniva incoraggiato da Bruxelles come fucina delle catene alimentari che un giorno avrebbero incatenato noi e le nostre famiglie.
Avevo proprio visto nel giusto!
Molti Italiani nutrono la speranza che questo a loro non potrebbe mai accadere. Le loro espressioni cambiano quando ricordo che ora stanno vivendo governati da una giunta non eletta, per la prima volta dalla caduta del dittatore Benito Mussolini nel 1944.
[Nota della redazione: qui negli Stati Uniti, il Dipartimento della Sicurezza interna ha cercato di trasformare l’uso del contante in un indice di possibili attività terroristiche. Sono già arrivati al punto di chiedere la collaborazione della catena degli American Hotel e dell’Associazione dei proprietari locatori, per distribuire una guida che afferma che l’insistenza sulla privacy e l’utilizzo di denaro contante costituiscono ragioni per ritenere un ospite un potenziale terrorista. La demonizzazione dell’utilizzazione di denaro contante per le transazioni aumenterà in una spinta globale verso una società senza contanti.]
Note del Traduttore relative all’economista Alberto De Stefani e alle considerazioni che lo collegano direttamente al contenuto dell’articolo di Richard Cottrell
*** Alberto De Stefani , nato a Verona nel 1879 e morto a Roma nel 1969, economista e politico italiano.
Laureatosi in Giurisprudenza a Padova e perfezionatosi in economia a Venezia, fu per vari anni docente universitario a Roma e nel 1920, come squadrista della prima ora, aderì al Partito Nazionale Fascista. Deputato fascista dal 1921, entrò nel governo Mussolini  come ministro delle Finanze nel 1922, e dal 1923 assunse anche il dicastero del Tesoro, mantenendo tali incarichi fino al 1925.  
In questa veste, e avendo ereditato un quadro economico difficile, attuò una politica di liberalizzazione dell’economia e di riduzione delle spese con un aumento delle imposte indirette a vantaggio di quelle dirette. Semplificò, inoltre, diverse leggi derivanti dal regime di guerra, nell’intento di dare vigore ai meccanismi produttivi e di alleggerire il lavoro delle pubbliche amministrazioni, poste e ferrovie in particolare.
La politica di De Stefani fece da sostegno all’obiettivo di riportare al pareggio il bilancio statale.
Nell’ambito di tale indirizzo economico, che ridiede fiato agli investimenti e ai progetti della grande industria e incoraggiò un processo di ristrutturazione in nuovi settori della produzione (aeronautica, gomma, fibre tessili naturali e di sintesi, ecc.) e in alcuni settori del capitale finanziario, si inseriscono le due onerose operazioni di salvataggio dell’Ansaldo e soprattutto del dissestato Banco di Roma, uno dei tradizionali pilastri degli ambienti cattolici più moderati legati alla finanza vaticana.
Tra il 1922 e il 1926 si ha un periodo di rapida espansione economica, soprattutto nel settore industriale. La produzione manifatturiera cresce del 10% l’anno, contribuendo a una forte espansione delle esportazioni. In soli quattro anni la spesa pubblica passa dal 35% al 13% del PIL.
I disoccupati passano da 600.000 del 1921 a 100.000 del 1926.
Tramite il vigoroso taglio alle spese, unitamente all’impegno di maggiori capitali per lo sviluppo dell’economia, Stefani riuscì a riportare il bilancio statale al pareggio, e il 2 giugno 1925  De Stefani annunciava il raggiungimento del pareggio di bilancio.
La spirale inflazionistica, determinata dall’indirizzo produttivistico del governo e dall’aumento della liquidità e della circolazione monetaria che avevano sorretto l’espansione economica, lo spinse nei primi mesi del 1925 a misure di freno dell’ascesa dei titoli azionari, che crearono scontento negli ambienti bancari ed industriali.
Al fine di frenare l’inflazione, si iniziò anche a distruggere la cartamoneta. Complessivamente furono inceneriti 320 milioni di lire. Esistono testimonianze fotografiche, in data 30 marzo 1925, in cui alla presenza del ministro De Stefani vengono scaricati sacchi pieni di cartamoneta destinati all’incenerimento.
Sebbene i risultati della sua politica fossero stati positivi per le classi dominanti, la sua posizione nella compagine governativa si venne a deteriorare per l’opposizione dei diversi gruppi politici ed economici: la parte movimentista e radicale del fascismo, che lo vedeva come filo-industrialista ed eccessivamente liberale, e i grandi proprietari terrieri meridionali e gli esponenti più rappresentativi del capitalismo familiare settentrionale, che non avevano interesse ad una politica di libero scambio e di tagli alle sovvenzioni di cui beneficiavano.
Di conseguenza i maggiori esponenti degli industriali fecero pressioni su Mussolini perché De Stefani venisse destituito, nel 1926. Fu in breve sostituito con il conte del fascismo Volpi, rappresentante degli oligopoli dell’energia elettrica.


Per concessione di End the Lie
Fonte: http://endthelie.com/2011/11/28/bank-robbery-italian-style-the-fiscal-fascists-are-back-and-hungry-for-your-money/#ixzz1giNxqzV3
Data dell'articolo originale: 28/11/2011
URL dell'articolo: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=6412
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