sabato 3 dicembre 2011

Tommaso Di Francesco 
ilmanifesto


Eccoli i tagli "tecnici" vellutati: abolizione delle pensioni di anzianità, aumento dell'età lavorativa, blocco del recupero dell'inflazione, passaggio di tutti al contributivo. Il tutto accompagnato dalle promesse di studiare un reddito minimo per i giovani disoccupati, di una patrimoniale ma «debole» e di «provare» a ridurre i privilegi della politica. Altro che tecnica. Si colpiscono come non mai il già risicato welfare e la condizione di vita dei lavoratori. Così, per un governo nato a surrogare l'incapacità dell'esecutivo reazionario di Berlusconi per salvarci dalla crisi economica, la tecnica surclassa a destra le precedenti incapacità politiche. E il ricatto del «o me o il baratro» (Marchionne docet) con la favola del «rigore con equità e per la crescita» rischiano di piegare ogni opposizione politica e sociale. Tutto questo per il dichiarato obiettivo "neutrale" di trovare subito 25 miliardi di euro per «sanare i conti» e salvare, con l'Italia, l'Europa. C'è un'alternativa? Sì, logica e pragmatica, per usare le parole del neoministro della difesa Giampaolo Di Paola, già ammiraglio e capo di stato maggiore della Nato, davanti alle commissioni congiunte di Camera e Senato, dove ha illustrato le linee guida del suo dicastero, incentrate sulla «dismissione del patrimonio immobiliare delle caserme». Di tagli e riduzioni alla spese militari manco a parlarne invece. Anzi, in modo bipartisan - pleonastico dirlo per un governo quasi monocratico - la commissione difesa del senato ha autorizzato Di Paola a spendere ben 502 milioni di euro in acquisto di sistemi d'arma, in particolare per proteggere i "nostri" soldati in Afghanistan. In un'area di conflitto armato dove nessuno, nemmeno lo stato maggiore Usa, sa bene perché continuiamo a stare in armi. Ma questo è niente, perché il ministro Di Paola si è ben guardato dall'affrontare il tema caldo ereditato dal governo Berlusconi, che ahimè l'aveva ereditato dal governo di centrosinistra. Vale a dire il nodo di bilancio dell'acquisto di 131 cacciabombardieri F35, per un valore totale di 15 miliardi di euro. Senza dimenticare che l'aviazione militare sta acquistando un centinaio di caccia Eurofighter Typhoon, al costo di oltre 10 miliardi di euro. 25 miliardi, vi ricordano qualcosa? Si stracciano le vesti sul rigore e sull'equità. Ma l'idea di tagliare le spese di guerra resta non praticata. Anche se a gestirla, in pieno conflitto d'interessi, è un ex capo di stato maggiore di un'alleanza militare che ha condizionato e condiziona i bilanci militari di tutti gli stati europei e di aziende private e pubbliche, come Finmeccanica, legate agli affari del mercato della guerra. Eppure è sotto gli occhi di tutti, insieme al baratro della crisi del capitalismo, finanziario e non, il disordine mondiale prodotto dalle scelte di guerra dell'Occidente negli ultimi venti anni. Certo, se si pensa che nei Balcani, in Medio Oriente, in Somalia, in Iraq, in Afghanistan, in Libia la strategia di morte dei nostri cacciabombardieri abbia contribuito a migliorare le sorti progressive del mondo, non 15 miliardi per altri attrezzi di morte ma centinaia e centinaia di miliardi debbono essere approntati e spesi, e nuove intraprese belliche devono essere tentate, magari subito in Iran. Suvvia, siamo pronti ai sacrifici. Ma se, al contrario, si intravvede appena lo scenario provocato dalle guerre da noi supportate, fatto di lutti, terrore in andata e ritorno, disperazione, stragi di civili, tabula rasa dei diritti costituzionali e internazionali, nuove divisioni del mondo in sfere d'influenza e terre di conquista tardocoloniale per l'accaparramento di beni e fonti decisivi per il precipizio del nostro modello di sviluppo... se solo si percepisce tutto questo puzzo e brusio, allora bisogna dire basta. Tagliate il cacciabombardiere F35, cancellatelo dal bilancio possibile del governo Monti, tagliate la costruzione di nuove dieci navi da guerra per sostenere invece la cantieristica civile, tagliate le spese militari, ritirate i soldati dai conflitti in corso per rafforzare invece il Servizio civile che è stato azzerato. O i granai o gli arsenali. Se non ora quando?
http://www.gcpiemonte.org/wp-content/uploads/cameri-piccola.jpg

nof35.org/

Scheda tecnica
"
F-35 Lightning II"
(Joint Strike Fighter)
Costruttore:
Lockheed Martin Aerospace
Funzione primaria:
Caccia multiruolo (Caccia-bombardiere)
Equipaggio:
Uno
Propulsione:
Un turbofan P&W F135 o GE/RR F136 da 11.350 kg di spinta a secco e 18.160 kg con postbruciatore.
Versioni:
F-35A - Versione convenzionale, con cannone interno.
F-35B - Versione STOVL senza cannone interno, stive e serbatoi ridotti.
F-35C - Versione navalizzata, con ala ingrandita, serbatoi più capienti, senza cannone interno.
Dimensioni F-35A
F-35B
F-35C Pesi
F-35A
F-35B
F-35C
Lunghezza (m) 15,7 15,7 15,7 A vuoto (kg) 12.000 13.600 13.600
Apertura alare (m) 10,7 10,7 13,19 Max al decollo (kg) 10,7 10,7 10,7
Altezza (m) 4,6 4,6 4,7
Superficie alare (mq) 42,7 42,7 53,8
Prestazioni F-35A F-35B F-35C Propulsione
F-35A
F-35B
F-35C
Velocità max in quota (Mach) 1,7 1,7 1,7 Carburante interno (kg) 8.165 5.900 8.615
Velocità max in quota senza A/B 0,97 0,97 0,97 Rifornimento in volo Si Si SI
Quota max operativa (m) 16.000 16.000 16.000
Avionica
Rateo virata istantanea - ITR (°/sec) 27 27 27 Radar multimode AN/APG-81 tecnologia AESA
Sistema integrato EOTS (FLIR-IRST-Designatore Laser)
AN/AAS-37 DAS Sensor Fusion ottico/IR
Casco HDMS
Data Link classe Link 16
Sistema integrato ESM/ECM
Suite integrata di navigazione
Fattore G max +9/-3 +7,5/-3 +7,5/-3
Raggio d'azione (km) 1.000 800 1.200
Autonomia 2.200 1.700 2.600

Armamento
F-35A
F-35B
F-35C
Cannone Interno, GAU/22A da 25 mm con 182 colpi In pod centrale esterno, GAU/22A da 25 mm con 200 colpi In pod centrale esterno, GAU/22A da 25 mm con 200 colpi
Stive interne 2 x 1.300 kg (2 AMRAAM e 2 JDAM da 900 kg) 2 x 800 kg  (2 AMRAAM e 2 JDAM da 450 kg) 2 x 1.300 kg (2 AMRAAM e 2 JDAM da 900 kg)
Punti subalari esterni 2 x 136 kg (per AAM) 2 x 136 kg (per AAM) 2 x 136 kg (per AAM)
Punti subalari mediani 2 x 1.130 kg 2 x 1.130 kg 2 x 1.130 kg
Punti subalari interni 2 x 2.500 kg 2 x 2.500 kg 2 x 2.500 kg
Punto centrale fusoliera 1 x 454 kg 1 x 454 kg (pod cannone) 1 x 454 kg (pod cannone)
Note: Le sue prestazioni e il suo armamento variano secondo che l'aereo operi in configurazione "stealth" (senza cannone e missili esterni e con 2.600 Kg. di carico nella stiva) non "stealth"; nella prima condizione l'F-35 raggiunge Mach 1,66 e 1.000 km. di raggio d'azione. In configurazione non "stealth" con cannone M61A2 "Vulcan" da 20 mm con 400-480 colpi e carico esterno (naturalmente inferiore al massimo teorico che è di 8.140 Kg.), l'aereo vola a circa Mach 1,2 - 1,5 con raggio d'azione attorno a 770 Km.
Il programma
Da subito, il programma JSF è stato caratterizzato dalla volontà americana di consentire ad altre nazioni di partecipare allo sviluppo, con vari livelli di “partnership”.
Il Livello 1 è quello che consente la maggior voce in capitolo nelle scelte di sviluppo e commerciali, a fronte di un impegno economico pari a oltre 2 miliardi di dollari (corrispondente al 10 % dei costi di sviluppo inizialmente previsti).
L'unico partner di primo livello è l'Inghilterra.

Il Livello 2 consente una significativa partecipazione allo sviluppo, a fronte di un impegno economico pari a circa 1 miliardo di dollari (5% del costo di sviluppo previsto).
Gli unici partner di secondo livello sono l'Italia e l'Olanda.

Il Livello 3 consente una modesta partecipazione al programma di sviluppo (nell'ordine dell'1%) a fronte di un impegno economico nell'ordine di alcune centinaia di milioni di dollari.
I partner di terzo livello sono il Canada, la Turchia, l'Australia, la Norvegia, la Danimarca.

Esiste poi una quarta categoria, quella dei Security Cooperative Partecipants, che a fronte di una partecipazione economica nell'ordine delle decine di milioni di dollari, hanno diritto ad uno scambio informativo privilegiato. In questa categoria rientrano Israele e Singapore.
Il costo totale di sviluppo del programma, inizialmente previsto in 25 miliardi di dollari, è oggi valutato in circa 40-50 miliardi di dollari, cui si aggiungeranno i costi di produzione.
Attualmente il programma è in piena fase di sviluppo, denominata SDD, la cui conclusione è prevista per il 2013. Saranno realizzati un totale di 22 prototipi, sette dei quali saranno cellule per le prove a terra. Il primo F-35 SDD è stato completato nel 2006 e nel febbraio 2007 a Fort Worth il primo F-35 concludeva con successo il suo settimo volo (Vedi video).
Anche se la fase SDD durerà sino al 2013, è previsto che i primi esemplari di serie siano consegnati intorno al 2010 e l' F-35 dovrebbe raggiungere la capacità operativa iniziale (IOC) intorno al 2012.
L'Italia, inizialmente interessata alla sola versione B (22 esemplari per sostituire gli Harrier della Marina), ha poi deciso di assegnare il caccia anche all'Aviazione Militare, per avere una prima linea basata sugli Eurofighter e sull' F-35, portando il totale di esemplari previsti a 130 circa, anche se non è stato ancora deciso come saranno ripartiti tra le varie versioni.
In Italia sarà anche allestita una linea di costruzione e assemblaggio che sarà responsabile per la produzione di buona parte degli F-35 destinati all'Europa e ad altre nazioni.
Il velivolo
L' F-35A è un caccia monomotore, la cui pianta ricorda da vicino quella dell'F-22.
L'ala è alta, con pianta a delta troncato, le prese d'aria sono due, laterali, gli impennaggi di coda sono costituiti da due stabilizzatori verticali e due timoni orizzontali che sporgono notevolmente rispetto all'ugello del turbofan.
Due stive interne ai lati della fusoliera consentono di trasportare un armamento significativo (2 missili AMRAAM e 2 bombe da 1.000 kg) preservando le caratteristiche Stealth.
Il cannone interno è un GAU-22/A da 25 mm.

La versione B (STOVL) ha una ventola in fusoliera per il sostentamento, che agisce di concerto con l'ugello di scarico del motore che può essere ruotato verso il basso di ben 110 gradi.
La presenza del sistema di sostentamento ha costretto a rinunciare al cannone interno, che può essere montato in un pod centrale di disegno stealth, nonché a limitare la capacità delle stive interne  (che sono compatibili con ordigni da 500 kg e non da 1.000 kg). Anche la capacità interna di carburante è ridotta rispetto alla versione A.

La versione C  imbarcata ha una superficie alare maggiore, e le semiali sono pieghevoli.
La riserva di carburante è maggiore rispetto alla versione A, ma anche in questo caso il cannone interno è stato sacrificato in favore del pod esterno centrale.

Le caratteristiche stealth dell' F-35 sono molto spinte. Pur non arrivando a quelle dell' F-22, si parla di valori inferiori a 0,01 mq. (per confronto un caccia “normale” come il MiG-29 o l'F-16 ha una RCS nell'ordine dei 5 mq).
Per la propulsione è prevista la possibilità di scegliere indifferentemente tra il motore P&W F135 ed il motore GE/Rolls-Royce F136, ma al momento solo l' F135 ha un futuro assicurato ed equipaggerà i primi esemplari, mentre lo sviluppo del motore F136, voluto principalmente dagli inglesi, rischia di venire cancellato.
In effetti ha poco senso (ed è molto costoso) sviluppare due turbofan praticamente equivalenti, ma gli inglesi non intendono rinunciare a un motore nel quale l'industria inglese è fortemente coinvolta.

L'avionica dell' F-35 è estremamente avanzata, e fa uso di un radar con tecnologia AESA derivato da quello dell'F-22.
La novità maggiore, però, è l'applicazione del concetto di “Sensor Fusion”.
In pratica una serie di telecamere poste in vari punti dell'aereo, consente al pilota di vedere in ogni direzione, come se la fusoliera “non esistesse”.
Le immagini delle telecamere sono “fuse” insieme a quelle degli altri sensori, come il radar, l'IRST, le ESM ecc... fornendo al pilota una consapevolezza completa dell'ambiente esterno.

La tecnologia “Sensor Fusion” sarà progressivamente implementata nei vari blocchi produttivi.
Partnership Italiana
I governi italiani hanno deciso di partecipare al progetto di costruzione dei nuovi cacciabombardieri americani fin dal 1996, quando era ministro della difesa Andreatta e presidente del consiglio Prodi.
I passaggi parlamentari che hanno confermato l'impegno si sono verificati nel 1998 (governo D'Alema) e nel 2002 (governo Berlusconi).
La firma definitiva dell'accordo è del febbraio 2007, quando il sottosegretario alla difesa Forcieri ha incontrato a Washington il suo collega statunitense Gordon England. Si tratta della decisione di partecipare alle diverse fasi di costruzione degli F-35.
Fino ad oggi l'impegno finanziario italiano per lo sviluppo del progetto è stato di 1028,48 milioni di dollari. Tra breve (e per altri anni che verranno) saranno impegnati altri 903 milioni di dollari. (tabella A)
Secondo quanto riferito dal sottosegretario Forcieri
( si tratta di prezzi riferiti dal sottosegretario in occasione della riunione della commissione difesa della camera dei deputati dei 19 gennaio 2007 ), ogni F-35 costerà tra 45 e 55 milioni di euro. Secondo altre fonti si potrà arrivare, tenendo conto di aggiornamenti di prezzi e di allestimenti di armamenti probabili, anche oltre i 100 milioni di euro ciascuno.
Tabella A
Costi: stimato nel 2005 a velivolo versione A 45 milioni di $, B e C 61 milioni di $; valori in aumento.
I costi per l'Italia per la fase di sviluppo come partner TIER 2 è di 1028,48 milioni di $, circa il 5% dei costi di sviluppo, con fine nel 2012 e sono stati ripartiti in molti anni, ecco un riassunto parziale:
2002 => 85 milioni di dollari ( Le spese previste nel 2002 sono riportate in $ e non in €)
2003 => 107,3 milioni di euro
2004 => 126,0 milioni di euro
2005 => 118,8 milioni di euro
2006 => 148,7 milioni di euro
2007 => 127,8 milioni di euro
2008 => 94,80 milioni di euro

Spese previste anni successivi:
2009=> 68,00 milioni di dollari
2010=> 41,00 milioni di dollari
2011=> 27,00 milioni di dollari
2012=> 2,00   milioni di dollari

Per la fase 2° del programma, la Production Sustainment Development Follow-On (PSFD), sono previsti costi per 900 milioni di euro con completamento nel 2047, all'interno di questa cifra dovrebbe esserci compreso il costo dell'impianto di assemblaggio e manutenzione di Cameri.
Note Marzo 2008: Il costo del programma dell'F-35 è destinato a salire di 38 miliardi di dollari, facendone di gran lunga il più alto della storia del Pentagono.
Michael J. Sullivan, che presso il Government Accountability Office si occupa dell'analisi degli approvvigionamenti, ha dichiarato che ì 2.458 esemplari dei quali è pianificato l'acquisto da parte delle tre forze armate degli Stati Uniti avrebbe un costo unitario di 131,1 milioni di dollari (circa 91 milioni di euro), il 45% in più rispetto
al valore stimato quando il programma ha avuto inizio nel mese di ottobre del 2001.
Previsioni di spesa JSF nel 2009
Per l’anno 2009 sono stati stanziati 47,1 milioni di € per la fase di sviluppo, che ricordo, l’Italia partecipa per un totale di 1028,48 milioni di $ e si concluderà nel 2012.
Confermati circa 900 milioni di $ per la successiva fase di produzione
(PSFD) che dovrebbe completarsi nel 2047
Note Aprile 2009:
Il governo ha deciso di procedere con il caccia Lockheed Martin F-35 e di costruire la linea di montaggio finale di Cameri (NO). È questo il senso della decisione del ministro della Difesa Ignazio La Russa - di trasmettere lo schema del programma alle commissioni Difesa di Camera e Senato perché esprimano il parere previsto dalla legge. (Programma pluriennale di A/R n. SMD 02/2009)
L'8 di aprile le commissioni Difesa di Camera e Senato hanno espresso il loro definitivo parere favorevole all'acquisto e all'assemblaggio del caccia-bombardiere F-35. (Resoconto - Atti)
In Italia è stato scelto come sito per l'assemblaggio finale (che fornirà la maggior parte degli F-35 che saranno venduti in Europa) l'aeroporto militare di Cameri, che si trova a pochissimi chilometri da Novara.
Qui già si cura la manutenzione di F-16 Falcon, Tornado, AM-X, e, da poco, pure degli Eurofighters.
E proprio qui verrà costruito, a partire dalla fine del 2008, un nuovo stabilimento che sarà gestito da Lockheed Martin e da Alenia Aeronautica.
Ma in Italia questo non sarà il solo luogo coinvolto nel progetto Joint Strike Fighter (così si chiama appunto il progetto di costruzione dei cacciabombardieri F-35). Infatti si prevede il coinvolgimento di 40 siti industriali che si trovano in 12 regioni italiane: siti nei quali si costruiranno diverse componenti del nuovo velivolo da guerra.
Gli stabilimenti che si trovano sul nostro territorio nazionale coinvolti in tale opera appartengono alle seguenti imprese: Alenia Aeronautica, Avio, Piaggio, Aerea, Datamat, Galileo Avionica, Gemelli, Logic, Selex Communications, Selex-Marconi Sirio Panel, Mecaer, Moog, Oma, OtoMelara, Secondo Mona, Sicamb, S3Log, Aermacchi, Vitrociset.
Aziende italiane coinvolte nel progetto JSF/F-35: (Cartina - Scheda)
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