giovedì 8 dicembre 2011

M. BLONDET INTERVISTA M. SABA
M. BLONDET INTERVISTA M. SABA
Durante l'occupazione USA in Italia, durante la seconda guerra mondiale, sono state spese cartonote riportanti la scritta "AM-LIRE". Ovvero monete d'occupazione.
Nella mitologia bancaria, la banca redime sempre le monete che emette, tant'è che contabilmente le mette al passivo, come ancor oggi fa la BCE per gli EURO.

Nella realtà, queste banconote -- meglio che va -- vengono sostituite con altre note cartacee, com'è avvenuto con le banconote in lire sostituite con banconote in euro dal primo gennaio 2002.
Secondo documenti recentemente venuti alla luce, tutte le cartonote d'occupazione emesse in Germania, sia dagli USA che dall'Unione Sovietica, che disponeva delle matrici clonate ricevute da Forbes, sarebbero state redente in dollari USA.

Tenendo conto che, una analoga manovra tentata in Francia, con gli Am-franchi, venne prontamente impedita da De Gaulle che dichiarò che l'iniziativa era una truffa, per cui poi ci si spiegherebbe il differente regime del trattamento verso la Francia rispetto all'Italia, in ambito "Liberazione", nel senso che De Gaulle aveva un advisor Rothschild a Londra...

Interrogazione a risposta scritta al Ministro dell'Economia Tremonti ed al governo
- Si chiede di sapere la quantità esatta di Am-Lire emesse e distribuite nel periodo 1942-1950 sul suolo italiano dalle forze di occupazione-liberazione della coalizione a guida USA:
• Si chiede di sapere se e quante di queste cartonote furono redente in dollari USA:
• si chiede di sapere se e quante furono redente in banconote e/o biglietti di stato a corso legale;
• vero quanto sopra, si chiede di sapere quanto la redenzione in lire costò all'erario, quanto incise sulla creazione od ampliamento del cosiddetto "debito pubblico":
• si chiede di sapere se e quante furono doppiamente redente. sia a spese del contribuente italiano CHE di quello USA;
• se, e nel caso, si chiede di sapere se i proventi di questa apparente truffa furono reinvestiti e/o riciclati attraverso il famoso "Piano Marshall":
• si chiede di sapere se e quali eventuali passi furono tentati dallo stato Italiano per rimediare a questa situazione, se cioè mai si chiese di restituire la rendita monetaria, eventualmente appropriata dalle forze di liberazione, allo stato italiano.
• si chiede, per finire, se esiste allo stato un inventario dei beni mobiliari ed immobiliari che furono acquisiti tramite l'emissione delle Am-lire, a cominciare, ad esempio, dal palazzo attuale sede dell'Ambasciata americana, in Roma
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