venerdì 17 febbraio 2012





Moisis Litsis του Μωυσή Λίτση 




Pubblichiamo di seguito la "Tribuna libera" di uno dei più importanti quotidiani in Grecia, "Eleftherotypia", che da ieri, dopo mesi di sciopero dovuti al non pagamento dei salari da parte del padrone del giornale, è tornato nelle edicole grazie all'autogestione di tutti i salariati e le salariate, dai giornalisti agli addetti delle pulizie.
In un paese martoriato dalle politiche dal capitale internazionale, guidato dalla cosiddetta troika, composta da Commissione europea, Banca centrale europea (BCE) e Fondo monetario internazionale (FMI), questo evento, al pari dell'autogestione dell'ospedale di Kilkis, è altamente simbolico, oltre ad essere un importante passo concreto nella lotta per rovesciare i rapporti di forza tra padroni e salariati in favore di questi ultimi . 
Dimostra su larga scala la capacità dei lavoratori a mandare avanti da soli le aziende lasciate a sé stesse dalla borghesia e dal governo ai suoi ordini. Sono i lavoratori che producono la ricchezza sociale (sia essa sotto forma di beni materiali o servizi alla popolazione, dalla salute all'informazione) e loro hanno la maturità per continuare a farlo autonomamente.
Dimostra inoltre che ormai, la classe borghese e le formazioni politiche che la rappresentano nelle sue diverse sfumature (dal social-liberismo all'estrema destra) sono parassitarie e dannose al corpo sociale, che non solo può vivere benissimo senza di loro, ma addirittura lo può fare meglio, soddisfacendo i reali bisogni d i tutti e non le esigenze di profitto di un pugno di azionisti.
La redazione di Rivoluzione 
Ci siamo! È fatta! I lavoratori di Eleftherotypia, uno dei più grandi e prestigiosi quotidiani greci, proseguono nella grande impresa dell’edizione del loro giornale “I Lavoratori di Eleftherotypia”!
Da mercoledì 15 febbraio, le edicole in tutto il paese espongono un giornale in più, scritto dai suoi stessi salariati.  Un giornale che non cerca solo di mettere in evidenza la lotta dei lavoratori di Eleftherotypia, ma che vuole anche essere un giornale d’informazione completa, specialmente in questo periodo così critico per la Grecia.

Manifesto annunciando l'uscita del gionrale affisso nelle edicole

Gli 800 lavoratori e lavoratrici dell’impresa X. K. Tegopoulos, editrice del giornale Eleftherotypia, dai giornalisti ai tecnici, dalle addette alle pulizie agli impiegati e ai portinai, sono in sciopero indeterminato dal 22 dicembre 2011 perché il padrone non gli versa più i salari dallo scorso agosto!

I lavoratori di Eleftherotypia, visto che il padrone chiede l’applicazione dell’articolo 99 del codice di messa in fallimento, per proteggersi dai suoi creditori, in verità i suoi salariati ai quali deve un totale di circa 7 milioni di euro in salari non pagati (!), hanno deciso, parallelamente alle mobilitazioni e alle azioni in giudizio, di far apparire il proprio giornale. Un giornale distribuito dalle agenzie di stampa di tutto il paese, al prezzo di 1 euro (contro l’1,30 euro abituale degli altri giornali), che ha per obiettivo di sostenere la cassa di sciopero.
Non essendo pagati da sette mesi, i lavoratori e le lavoratrici di Eleftherotypia sono sostenuti da un movimento di solidarietà delle diverse collettività o anche da cittadini isolati che fanno delle donazioni in denaro o in materiale (cibo, coperte, ecc.). Con l’edizione del proprio giornale e i soldi della sua vendita, potranno sostenere finanziariamente il loro sciopero senza che ci sia la minima mediazione di nessuno. Insomma, avanzano in una specie di autogestione.
Il giornale è stato confezionato in un atelier amico, in un ambiente che ricordava l’edizione di un giornale clandestino, perché la direzione, dal momento in cui ha saputo che i giornalisti sarebbero andato avanti nella loro impresa di edizione, ha tagliato prima il riscaldamento, poi il sistema impiegato dai redattori per scrivere i loro articoli e, infine, ha chiuso l’atelier stesso, sebbene per ora l’accesso agli uffici del giornale resta libero. Eleftherotypia dei Lavoratori è stato stampato in una tipografia esterna all’impresa con l’appoggio dei sindacati dei salariati della stampa, perché i lavoratori della sua tipografia esitavano a occupare il loro luogo di lavoro.
La direzione, che ha paura dell’impatto dell’edizione autogestita del giornale, minaccia di ricorrere ad azioni in giudizio, intimidisce minacciando di licenziare i membri del comitato di redazione che sono stati eletti in modo assolutamente democratico dall’assemblea generale degli scioperanti. Tuttavia, il pubblico greco, e non solo, attendeva con grande interesse la sua apparizione – siamo già stati sommersi dai messaggi che incoraggiano i giornalisti all’autogestione  perché la dittatura dei mercati è legata alla dittatura dei media che rende opaca la realtà greca. Se non ci fosse stato un clima di consenso coltivato dalla maggior parte dei media nel 2010, con l’argomento che non c’era alternativa mentre il governo Papandreou firmava il primo Memorandum il cui fallimento evidente è riconosciuto ora da tutti, avremmo probabilmente visto il popolo greco ribellarsi prima per rovesciare una politica catastrofica per tutta l’Europa.
Il caso di Eleftherotypia non è unico. Decine di aziende del settore privato hanno smesso da tempo di pagare i loro salariati, e i loro azionisti le hanno virtualmente abbandonate aspettando giorni migliori… Nella stampa, la situazione è anche peggio. A causa della crisi, le banche non fanno più prestiti alle aziende, mentre i padroni non vogliono pagare di tasca loro, preferendo ricorrere all’articolo 99 – ci sono almeno 100 società quotate in borsa che l’hanno già fatto – per guadagnare tempo in vista dell’eventuale fallimento greco e della sua probabile uscita dalla zona euro.
Eleftherotypia è stata creata nel 1975 come un “giornale dei suoi redattori” nel periodo di radicalizzazione seguito alla caduta della dittatura nel 1974. Oggi, in un’epoca marcata dalla nuova “dittatura dei creditori” internazionali, i lavoratori e le lavoratrici di Eleftherotypia hanno l’ambizione di diventare l’esempio luminoso di un’informazione totalmente diversa, resistendo al “terrore”, tanto del padronato, quanto dei baroni dei media, che non vorrebbero assolutamente vedere i lavoratori prendere in mano le sorti dell’informazione.

Tradotto dal francese dalla redazione di Rivoluzione!

La prima pagina del primo numero del giornale autogestito dai suoi lavoratori





Per concessione di Rivoluzione.ch
Fonte: http://nodebtnoeuro.wordpress.com/author/nodebtnoeuro/

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