sabato 4 febbraio 2012



di Umberto Mazzei
 
Lasciatemi emettere e controllare il denaro di un paese e non mi importerà chi fa le leggi”
Mayer Amschel Rothschild, 1790
 
 
Le banche centrali sono dette indipendenti se obbediscono ai diktat della banca internazionale.
Il caso dell’Ungheria è rivelatore. Nel nuovo parlamento il Fidesz (54%) e il Jobbik (18%), hanno approvato dei cambiamenti alla costituzione ungherese con una maggioranza ultraqualificata.  Il cambiamento rilevante è la composizione della Banca Centrale dell’Ungheria, che migliora la supervisione del governo sulla propria moneta, il forint.
 
Nell’Unione Europea è scoppiato un pandemonio. Il primo ministro Victor Orban è stato definito un despota nazionalista e antidemocratico, tra l’altro. Washington ha parlato di “inquietudine” per la riforma. Parigi del “problema con l’Ungheria” per la “deriva nazionalistica e autoritaria del governo”. I media del “grande debito pubblico dell’Ungheria” (Le Figaro), che è dell’80% del PIL, come quello della Germania. Il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e la UE hanno congelato i prestiti all’Ungheria. Il forint è caduto.
Per tutta la serata del 18 gennaio l’Ungheria è stata sul banco degli accusati al Parlamento Europeo. Le viene criticato di citare Dio nella sua costituzione, come se la Gran Bretagna (Dieu et mon droit) o paesi extraeuropei come gli Stati Uniti (In God we Trust) o musulmani (In nome di Allah) non lo nominassero.
Ma è pura ipocrisia: quello che li disturba è che sia l’Ungheria stessa a controllare la sua Banca centrale.
In sintesi l’essenza è quella di obbligare il popolo ungherese, che non usa l’euro, a rinunciare ad esercitare controlli, attraverso le autorità elette, sulla propria banca nazionale.
E’ stata quasi commovente l’unanimità dei parlamentari della sinistra europea nel difendere l’indipendenza delle banche centrali, nel dare libertà ai “tecnocrati” imposti dal settore finanziario privato. Nel suo discorso Daniel Cohn-Bendit ha messo addirittura in guardia contro deviazioni autoritarie sullo stile di Chavez.
Abbiamo anche ascoltato l’ex maoista, riciclatosi come neoliberista e ora Presidente dell’Unione Europea – Manuel Barroso – spiegare com’è rispettare la democrazia, castigando con sanzioni finanziarie e non solo uno stato membro della UE per una costituzione votata in parlamento.
La Commissione Europea ha dato un mese di tempo all’Ungheria per emendare la sua costituzione: i burocrati di Bruxelles – eletti da nessuno – ordinano di annullare le riforme approvate da una stragrande maggioranza di un parlamento eletto con voto popolare. Il partito Jobbik sta già preparando un referendum per uscire dalla UE.
 
In America Latina ci sono stati episodi recenti relativi all’indipendenza delle banche centrali. Un anno fa l’Argentina voleva usare le sue riserve per pagare il debito, ma il Presidente della Banca Centrale, Martìn Redrado, preferiva pagare gli interessi alle banche creditrici. Alla fine, nonostante l’appoggio internazionale, ha dovuto rinunciarci.
 
Questi fatti obbligano a ricordare la storia delle banche centrali e la loro funzione.
L’emissione di denaro è una prerogativa dello Stato, che viene utilizzata a seconda delle necessità del paese. Parallelamente esisteva l’attività di cambio, esercitata dai mercanti di sicli per il culto a Gerusalemme ai banchieri italiani del Medio Evo. Questi ultimi diedero alla banca privata la sua prima forma: gestire il denaro di altri ed emettere certificati di un valore equivalente riconosciuto, che circolavano internazionalmente in cambio del pagamento di una commissione.
Nel 1694 entrambi i ruoli si fusero alla fondazione della Banca di Inghilterra. Si trattava di una società privata, con azionisti segreti, che usò su grande scala la Riserva Frazionata (cioè emettere certificati di credito su un denaro che non si possiede e  e guadagnare interessi su quel denaro) E’ il modello della Riserva Federale degli USA: un gruppo di banche private finanzia il governo USA con denaro inventato in cambio di Buoni del Tesoro che fruttano interessi.
Guadagnare denaro emettendolo non necessita di una scienza: si crea molto denaro per provocare bolle e si vende; si ritira denaro perché i prezzi cadano e si compra. E’ l’attuale meccanica delle finanze internazionali. I banchieri lucrano con il debito pubblico e la speculazione  a scapito della gente.
 Il solo debito pubblico della Eurozona, degli USA e della Gran Bretagna assommava nel 2011 a 32 bilioni di dollari, la metà del Prodotto Interno Lordo (65 bilioni) e la causa è un improvviso incremento dovuto ai salvataggi delle banche private, rovinate dalle loro speculazioni, con denaro pubblico.
 
La causa non è quindi la spesa sociale o lo stato sociale, come sostengono quelli interessati a demolirlo per precarizzare ancor più il lavoro e aumentare i profitti con i bassi salari.
La truffa finanziaria continua con l’inflazione di attivi in bolle speculative per migliorare i bilanci. Il traffico dei famosi “derivati” non è diminuito ma aumentato: dai 601 bilioni del 2010 ai 707 bilioni del 2011, secondo il BIS (Banca dei Regolamenti Internazionali) di Basilea.
E’ facile pronosticare che il 2012 vedrà crescere l’indignazione contro gli indegni.

 (*) Professore di economia politica, direttore dell’Istituto di Relazioni Economiche Internazionali di Ginevra. 
 

 
(traduzione di Daniela Trollio
Centro di Inizativa Proletaria “G.Tagarelli”)
 
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