martedì 21 febbraio 2012


Adnan Khader ha digiunato per 66 giorni il periodo dell'arresto senza accuse e maltrattamenti di Tsahal





Ramallah (EFE) -Sembrerebbe essere avviata verso una fine positiva la protesta di Khader Adnan, in sciopero della fame da 66 giorni. L’uomo era stato prelevato dalla sua casa di Jenin, in Cisgiordania, dalle forze armate israeliane e condotto a forza prima nella colonia di Mevo Dotan e poi al centro di detenzione di Kishon, dove gli agenti dello Shin Bet (l’agenzia di intelligence di Tel Aviv) lo hanno torturato e interrogato. La sua colpa: essere palestinese e militante della Jihad Islamica. Nessuna accusa è infatti stata contestata ad Adnan e le prove a suo carico sono state secretate dalle autorità israeliane, cose che hanno reso impossibile qualunque ricorso giudiziario.
In una conferenza stampa più tardi nel villaggio arabo nel nord della West Bank dove il detenuto è nato, l'avvocato ha detto che avrebbe mangiato per la prima volta in ora locale alle ore 19.00 (17.00 GMT). Karaka ha detto che Adnan, 33 anni, ex portavoce della Jihad islamica, aveva raggiunto un patteggiamento  con Israele, e sarà rilasciato il 17 aprile, quando scadono i  quattro mesi di detenzione amministrativa, a detta de  l'agenzia di stampa Wafa.
Adnan Khader -


Nel frattempo, Sivan Weizman, un portavoce per il servizio Prison Israel, ha detto a EFE l'accordo è che il palestinese "si è impegnato ad abbandonare lo sciopero." L'annuncio ha evitato un dibattito al più alto stadio dei tribunali israeliani sulla legalità della detenzione amministrativa che l'accusa voleva evitare a tutti i costi. I "detenuti amministrativi" sono uno strumento giuridico che consente ai tribunali militari israeliani nei territori occupati di imprigionare una persona senza accusa o prova concreta, ma, sulla base di prove segrete che né il carcerato  né il suo avvocato sanno.
Sono  abituato  dalle agenzie di sicurezza ogni volta che hanno bisogno di informazioni di un sospetto o per evitare il contatto con altri a mediare. Oggi, in occasione del ricorso alla Corte Suprema, le ONG israeliane dei diritti umani B'Tselem ha registrato un "forte aumento" in questi casi è stato 219 in gennaio 2012, per 309 nel primo mese di quest'anno."La detenzione amministrativa è la detenzione senza processo che mira a impedire che una persona commette un atto che potrebbe mettere in pericolo la sicurezza pubblica. Il modo in cui Israele usa la detenzione amministrativa è chiaramente illegale", B'Tselem ha detto in una dichiarazione che invita a "carica o il rilascio" per tutti i prigionieri in questa situazione.
Durante la seconda Intifada Israele vennero a circa un migliaio di casi, tutti sospettati di essere coinvolti nella pianificazione di attentati suicidi, possesso di armi e di esplosivi ed altre azioni di carattere armata. Questa pratica è quello di fornire i servizi segreti Shabak con maggiore flessibilità e libertà di interrogare i sospetti, tutti coloro in possesso di informazioni sensibili nei momenti critici. 
Tuttavia, ci sono numerosi casi di abusi sono stati segnalati sia perché erano inutili, bambini, sia perché non passare gli anni senza un processo.
A favore della scarcerazione dell’uomo si era mosso anche il capo negoziatore dell’Anp, Saeb Erekat, che lunedì si era addirittura rivolto al segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, e al capo della diplomazia Ue, Catherine Ashton, sollecitando pressioni su Israele. “Ho chiesto loro di intervenire sul caso di Adnan. Devono fare pressioni su Tel Aviv per ottenerne il rilascio”, aveva spiegato il diplomatico palestinese.

 Ieri in fine la buona notizia: Khader Adnan dovrebbe essere rilasciato il prossimo 17 aprile. Quella che all’inizio sembrava essere solo un’indiscrezione di stampa è stata poi confermata anche dal ministro per gli Affari penitenziari di Ramallah, Issa Qaraqaa. La decisione è stata presa dalla Corte Suprema israeliana al termine di una trattativa con i legali del detenuto, che in cambio del possibile rilascio ha accettato di cessare immediatamente lo sciopero della fame. 


Nonostante le conferme ufficiali, però, il condizionale resta d’obbligo, le autorità di Tel Aviv infatti rilasceranno Khader Adnan solo nel caso in cui nelle prossime settimane non sopraggiungano nuovi elementi a suo carico. Elementi che ancora una volta non potrebbero essere contestati perché coperti da segreto. Se si considera poi che la legge israeliana prevede che il giudice militare possa ordinare una detenzione fino a sei mesi e rinnovarla di altri sei mesi successivamente senza rendere note le accuse, si può comprendere come la liberazione di Adnan sia tutt’altro che certa.
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