venerdì 17 febbraio 2012


Matrica
La società Matrìca, quella che dovrebbe sorgere sulle ceneri del Petrolchimico di Porto Torres, muove i primi passi - scrive la stampa locale - con l'inaugurazione del Centro Ricerche.
Segno del cambiamento dei tempi, o necessità di dare un segnale distensivo alla pesante situazione sociale che si sta determinando in quest'area territoriale, e in Sardegna in generale, soprattutto sul piano occupazionale? L'interrogativo è legato ad una convinzione antitetica, esattamente opposta, del Direttore dello stesso stabilimento ENI di Porto Torres (evidentemente non solo sua) che 15 anni or sono, opponendosi alle ragioni del sindacato, definiva “un lusso” tenere aperto quello che era l'esistente Centro Ricerche, e concretamente dotato di tecnologie e professionalità riconosciute in ambito nazionale per i risultati prodotti.
Vinse l'azienda, perse il Petrolchimico! Oggi si riparte da lì, con un'attività tutta da sviluppare, anche se i ben informati sanno che per NOVAMONT (società che insieme ad ENI da vita a Matrìca), sul campo delle bio-plastiche, la ricerca è già una concretezza nel suo Centro Ricerche che sorge nel cuore di ciò che era (per la chimica) il prestigioso Istituto G. Donegani di Novara. L'ENI, invece, nel 2007 ha deciso che la missione di questo prestigioso Centro Ricerche non era più la Chimica (catalisi, polimeri, chimica fine) ma lo sviluppo di energie non convenzionali, tra cui smaltimento e valorizzazione dei rifiuti. Inoltre per NOVAMONT, data la sua importante presenza a Terni, non è secondaria anche la collaborazione con il Distretto Tecnologico Umbro, sorto per volontà della Regione Umbria e del MIUR.
Matrìca, nella sua etimologia gallurese (“sa madrighe” in un più ampio linguaggio diffuso in tutta la Sardegna), vuole essere di auspicio ad una feconda crescita e moltiplicazione di attività industriali “sostenibili”, invece, per il Presidente della Regione Ugo Cappellacci e per tante altre Istituzioni presenti all'inaugurazione è già una certezza. La prudenza è lasciata tutta ai sindacati e, aggiungo, ai tanti lavoratori che il lavoro l'hanno già perso e ai tanti che lo vedono a rischio. Possibile?!
Possibile che nella stessa giornata dove lo stesso Presidente Cappellacci, a muso duro, dice agli operai della VINYLS che a loro non dirà niente sul loro futuro, se non a conclusione dei confronti in programma sulla loro vertenza, egli stesso sia in grado di garantire la nascita, in Sardegna, di un “polo europeo della Chimica Verde”? Suvvia Presidente, non foss'altro perché quel progetto è stato deciso da altri, e fuori dalla Sua giurisdizione, a Lei spetterebbe un po' più di prudenza e, soprattutto, tanto lavoro per studiarne la concretezza.
Lo dice uno che è convinto che le bio-plastiche sono già una concretezza, e sempre più dovranno essere parte di una finestra più ampia sul futuro delle produzioni destinate a ridurre l'impatto ambientale. Ma quel progetto nella sua interezza, nasconde troppi interrogativi, sconosciuti anche ai tanti “addetti ai lavori” come usa dire, e sono di dimensioni impegnative, da esplorare, perché portano grandi contraddizioni alle quali anche la scienza non da ancora risposte esaurienti.
E allora perché tanta enfasi se non si è in grado di dire a cosa serve un’enorme centrale a bio-masse da 40 mega watt?
Se, e quanta parte del territorio regionale gli va destinata, si dovranno coltivare prodotti della catena alimentare da destinare a produzioni di base per la “nuova” chimica? Siccome le parti più rilevanti del progetto sono queste, è proprio così sicuro che il suo comportamento è il modo nuovo per guardare al futuro della gente di Sardegna? Io credo di no, ma Lei ci ha già abituato (e ha gioito) a credere alle tante promesse di suoi sodali del precedente Governo nazionale, puntualmente rivelatesi false aspettative! Per queste ultime ragioni, che Lei stesso ha riconosciuto come false o vane promesse, avrebbe dovuto tenere un comportamento diverso, che Le è dato dal ruolo che ricopre, per tutelare in modo adeguato gli interessi della Sardegna intera. Invece preferisce amplificare, rinunciando a governare.
Lasci perdere, ha già fatto troppo danno alla collettività Sarda!

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