venerdì 3 febbraio 2012

Paolo Carta 
http://edicola.unionesarda.it/articolo/2676122/quirra-un-altra-vittima.html
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De Vita, trentesimo militare morto di tumore.
I figli denunciano: raccoglieva i bersagli colpiti dai missili

 Le vittime inserite dagli anti-militaristi in un elenco consegnato alla Procura di Lanusei salgono a 70 considerando i radaristi e gli allevatori. Gli anti-militaristi non hanno dubbi. Mario De Vita, di Gallipoli, morto domenica scorsa in Puglia all'età di 66 anni, è la trentesima vittima in divisa della cosiddetta Sindrome di Quirra, cioè dei tumori che avrebbero colpito in maniera superiore a ogni attesa chi ha lavorato o vissuto attorno al poligono tra Perdasdefogu e Villaputzu.

In tutto, considerando anche i dipendenti della Vitrociset, la società che gestisce la manutenzione dei radar, i pastori e i contadini che hanno poderi e animali nella frazione a ridosso della base, sarebbero settanta i morti di tumori, quasi tutti leucemie e linfomi. «Non sono numeri sparati a casaccio - spiega Mariella Cao, portavoce del comitato Gettiamo le basi, «l'elenco completo, con tanto di cartelle cliniche e testimonianze dei familiari, lo abbiamo consegnato alla commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, alla Questura di Nuoro e alla Procura di Lanusei che indagano sul presunto rapporto tra guerre simulate, disastro ambientale e insorgenza di tumori e malformazioni in persone e animali».
 Ma la stessa Mariella Cao precisa che «si tratta senz'altro di cifre approssimate per difetto perché tante famiglie non si sono rivolte alla nostra associazione».

IN MARINA A denunciare agli anti-militaristi il caso di Mario De Vita sono stati i familiari, la moglie e i tre figli del marinaio pugliese. Uno di questi, Antonio, spiega da Gallipoli (Lecce) che il padre «ha lavorato come sottufficiale di Marina a Perdasdefogu e Quirra dal 1966 al 1972 e che ha scoperto di essere malato di mieloma multiplo nel 2006. Per tanti anni il tumore è rimasto ferma, poi il dramma. Un altro militare che lavorava a Perdasdefogu nello stesso periodo, un alto ufficiale dell'Aeronautica, è morto dell'identico tumore».

IL POLIGONO Sono stati i medici pugliesi a insinuare nella mente dei familiari del marinaio che le guerre simulate a Perdasdefogu possano avere in qualche modo favorito l'insorgenza del mieloma. «Mio padre - prosegue Antonio De Vita - aveva l'incarico di raccogliere i radiobersagli colpiti dai missili. E stando alle diverse inchieste, nessuno può dire con certezza quali tipi di armamento siano stati utilizzati in quell'angolo di Sardegna in quegli anni».

LA CAUSA Da qui la decisione di andare avanti con la battaglia legale: lo Stato riconosce alle famiglie dei militari o dei civili che hanno lavorato o vissuto attorno ai poligoni un risarcimento in caso di malattia. «Vogliamo arrivare - spiega Antonio De Vita - alla verità».
 
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