lunedì 26 marzo 2012

P. Carta
 US



zona militare e òpoligono di quirra




Il PM Fiordalisi: trucchi per non trovare torio e uranio.

Su diciotto salme riesumate, sono stati ritrovati dati superiori alla norma in dodici casi.
 È la prova, secondo la Procura, del rapporto diretto tra attività svolte nel poligono dal 1956 a oggi praticamente senza controllo, il disastro ambientale tra Perdasdefogu e Villaputzu, certificato da analisi su analisi, e l'insorgenza di malattie e tumori in chi ha frequentato quella zona. 
 «Spero di aver contribuito a fare chiarezza su quel che è accaduto nel Salto di Quirra. Sono contento di aver aiutato la Sardegna, fornendo una serie di risultati delle mie indagini al Procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi. Poi la lettura dei dati e le scelte spettano ad altri. Cioè ai giudici e a voi sardi». 
Evandro Lodi Rizzini non dice altro. È il fisico di Brescia e del Cern di Ginevra che ha trovato torio radioattivo nelle ossa dei pastori morti attorno al Salto di Quirra. 


Controlli ambientali taroccati. Pagati con fior di soldi pubblici ma deviati in modo da certificare che  nel salto di Quirra non ci fosse alcuna traccia di inquinamento causato dalle attività del poligono.


 I SOSPETTI. E' la tesi del Procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, convinto di aver smascherato una zona grigia creata ad arte grazie ad esperti  e studiosi più o meno vicini alla Difesa (Min Dif) che ha sempre impedito di fare piena  luce sull'inquinamento ambientale nel Salto di Quirra. Capace di dire che le guerre simulate e i test di armi non creavano alcun tipo di danno ambientale. Professori universitari che hanno finto di non vedere il torio sparso nel Salto di Quirra dai missili Milan e poi ritrovato addirittura nelle ossa dei pastori morti nella zona di tumore, oltre che nel miele e nel formaggio prodotti nella zona. Tecnici che - in base a un appalto della Nato e della Difesa da due milioni e mezzo di Euro- adottavano per  la ricerca di uranio impoverito procedure secondo le quali era praticamente impossibile trovare traccia di contaminazione. E anche quando i risultati erano impossibili da nascondere (contaminazione da metalli pesanti cancerogeni e da sostanze radioattive), allora i chimici davano colpa alla vecchia miniera di Baccu LOcci o alla natura geologica de terreno, pur in assenza di uno studio specifico.


 VENTI INDAGATI. Per Fiordalisi è stato creato un sistema di consulenze e incarichi attorno a Perdasdefogu. Tutto questo compare nell'avviso della conclusione delle indagini, trasmesso ai venti indagati. 
Da qui l'avvio di conclusione delle indagini recapitato da Fiordalisi a venti indagati: sei ex comandanti del poligono di Perdas, due responsabili del distaccamento a mare di capo San Lorenzo, il tenente Walter Carta (responsabile del servizio di Prevenzione del poligono nonché ex sindaco di Forza Italia di Perdasdefogu), quattro esperti dell'Università di Siena (avrebbero taciuto sulle quantità di torio ritrovate nei terreni, in alcuni punti 35 volte superiori al fondo naturale del terreno), tre membri della commissione Difesa (i controllori del lavoro dell'Ateneo toscano), due chimici della Sgs di Torino (accusati di aver detto il falso quando hanno assolto dall'accusa di inquinamento le attività militari), il sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura (Pd) e il professore universitario cagliaritano Pierluigi Cocco (medico competente della base) per aver ostacolato le indagini.


L'ACCUSA. Oltre alle (presunte) responsabilità degli ufficiali che comandavano il poligono di Perdasdefogu e il distaccamento di Capo San Lorenzo,ci soo quelle dei professori dell'Università  di Siena  FRANCESCO RICCOBONO  e dei suoi collaboratori . secondo l'accusa malgrado le richieste della Difesa, opposero un muro di silenzio sulla presenza del torio riscontrata in alcuni punti del Salto di Quirra oltre ogni soglia (anche 35 volte il fondo naturale). E sotto inchiesta anche la commissione Difesa incaricata di controllare il lavoro deglia accademici (gli ufficiali Giuseppe Di Donato, Vittorio Mauro) 


LA SGS. Rilevante dal punto di vista penale, secondo il Fiordalisi, anche il comportamento di due chimici della SGS di Torino (Gilberto Nobile e Gabriella Fasciani), legata all'azienda che produce i missili  Milan al torio attraverso Finmeccanica, uno dei clienti più assidui del poligono affittato alla industrie belliche  per il test delle armi.
 In una nota, la SGS precisa di "non avere relazioni societarie né con Fiat. La società è controlla al cento per cento dal gruppo SGS, quotato alla borsa di Zurigo, i cui principali singoli azionisti sono Exor e la famiglia Von Finck, entrambi con il 15% del capitale."
Secondo la Procura, invece, nella SGS svizzera è presente con una quota di partecipazione anche la famiglia Agnelli e sino a qualche tempo fa presidente era Sergio Marchionne, attuale AD di Fiat.


I CONTROLLI. I due chimici della SGS avrebbero certificato che l'inquinamento di certi punti del poligono dipendeva dalla natura del terreno, non dalle attività svolte nel poligono: E avrebbero adottate procedure scientifiche discutibili: pochi campioni di confronto, ricerca di uranio impoverito con tecniche che secondo gli esperti erano sbagliate. "L'Uranio impoverito si dilava con la pioggia - ha spiegato il fisico scelto dalla Procura , Evandro Lodi Rizzini, il luminare che ha trovato il torio radioattivo nei cadaveri riesumati. Lo stesso professore universitario bresciano, in un parere che fa parte del fascicolo di un'inchiesta unica al mondo (per la prima volta viene messo sotto accusa un poligono, sospettato di aver rovinato l'ambiente e di aver favorito l'insorgenza di malformazioni e  malattie , per la prima volta sono state riesumate 18 salme alla ricerca di tracce di elementi radioattivi), ha spiegato che il torio è più pericoloso dell'uranio impoverito per la salute  e che qualsiasi indagine epidemiologica è inutile:"L'esposizione alle particelle Alfa è dannosa in assoluto, soprattutto se si entra in contatto con il torio per inalazione, ma per nessun tipo di tumore è possibile stabilire un nesso ed effetto. E quindi qualsiasi studio epidemiologico no ha senso". Neppure quello che è in procinto dipartire su input di Regione e Ministero della Salute.


LE ATTIVITA'. L'inchiesta della Procura di Lanusei ha messo in evidenza anche la pericolosità del RADAR ("in sei minuti di esposizione a certe frequenze si danneggerebbero in maniera irreversibile le cellule", è il parere del professor Marinelli), dei test del razzo Vega(" una fabbrica di nanoparticelle cancerogene", secondo Maria Antonietta Gatti), dei brillamenti delle munizioni obsolete avvenute , secondo il pm Fiordalisi, senza avvisare neppure il medico della base, il docente universitario cagliaritano Pierluigi Cocco (anche lui finito sotto inchiesta) e con il pretesto di addestrare gli artificieri.


L'Azienda Ospedaliera Universitaria di Cagliari, in una nota, si dice sicura della corretezza dell'operato del professor Cocco quale medico competente del poligono in base a un accordo tra Università e Difesa.
Secondo il Pm Fiordalisi il prof. Cocco non avrebbe potuto svolgere quel ruolo in quanto non iscritto nell'apposito elenco regionale dei medici abilitati per la tutela dal pericolo di esposizione alla radioattività.
Inoltre , sempre per il procuratore di Lanusei " la sua malafede risulterebbe dagli incarichi, molto remunerativi che nel 2011 gli sono stati affidati dall'amministrazione Militare  in aggiunta a quelli pregressi".  











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