sabato 21 aprile 2012

Paolo Carta
unionesarda.it


QUIRRA:Tutti gli intrecci tra Fiat, Finmeccanica ed Sgs


I missili Milan, sospettati di aver rilasciato torio radioattivo nel di Quirra, sono stato prodotti dalla società Mbda, controllata da Finmeccanica


Qui comincia un gioco di scatole cinesi che la Procura di Lanusei è convinta di aver risolto, facendo luce su quel che è accaduto fin dagli anni 50 nel poligono tra Perdasdefogu e Villaputzu. Perché la stessa Finmeccanica ingloba la Oto Melara, azienda che produce armi testate a Quirra, e fa parte di un consorzio con Fiat Iveco. Si tratta dei maggiori clienti privati del poligono. Prima hanno affittato a cifre altissime (anche 50 mila euro all'ora) l'area militare per far provare le armi agli eserciti di mezzo mondo (compreso quello libico di Gheddafi). Adesso sono sospettati di aver inquinato quel meraviglioso angolo di paradiso, di aver provocato un disastro ambientale nei suoli, nell'aria e nelle acque e di aver favorito l'insorgenza di tumori in 169 abitanti della zona (pastori, militari e semplici residenti).


I CONTROLLI.
 Quando la Nato, su incarico del Ministero della Difesa, nel 2009 ha scelto le aziende alle quali affidare il controllo ambientale del poligono, alla ricerca di eventuali tracce di sostanze radioattive e nocive, uno dei lotti delle indagini è stato affidato alla Sgs. È una multinazionale che ha sedi in mezza Europa, comprese Olanda, Svizzera e Torino. Il presidente? Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat. Nel consiglio d'amministrazione anche John Elkann, rampollo delle famiglia Agnelli che controlla il 15 per cento della Sgs.

GLI INDAGATI. 
Questo circolo vizioso, secondo il Procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, avrebbe in qualche modo spinto due chimici della Sgs, Gilberto Nobile e Gabriella Fasciani (indagati per falso), a certificare che nel Salto di Quirra la presenza di sostanze altamente inquinanti non si poteva attribuire alle attività svolte al poligono. Tesi non supportata da un'analisi del fondo naturale dei suoli da usare come metro di paragone. Seguono poi altre osservazioni al lavoro formati dei due chimici torinesi. Un esempio: avrebbero affidato delicate analisi destinate a scoprire un eventuale inquinamento compiuto da militari ai laboratori chimici dell'Aeronautica di Pratica di Mare. Inoltre, «la limitazione di sensibilità degli apparecchi utilizzati poi per la ricerca di uranio impoverito nei campioni prelevati a Quirra», secondo i consulenti della Procura, era «fino a mille volte oltre quella necessaria per rilevare la presenza di uranio depleto», dice il fisico Evandro Lodi Rizzini, lo stesso che ha trovato torio nelle salme dei pastori riesumate a Perdasdefogu e Villaputzu. 


I CONTROLLI.
Ma in generale tutte le analisi della Sgs, secondo Fiordalisi, erano all'acqua di rosa: per il controllo ambientale di un'area di 7 chilometri quadrati sono stati analizzati solo sette lombrichi (erano stati prelevati 56 vermi per chilometro quadrato in Kosovo, come scritto in diverse riviste scientifiche). Nessuna valutazione poi sulle quantità di torio ritrovate negli stessi lombrichi, nei funghi e nel suolo di determinate zone del poligono.


Per completare l'intreccio di società con sede a Quirra, nell'inchiesta della Procura di Lanusei compare anche la Vitrociset, del gruppo Selex, controllata di Finmeccanica.


La Vitrociset appartiene a Edoarda Vesel, vedova di Camillo Crociani, ex presidente di Finmeccanica condannato nel 1975 a due anni e quattro mesi per le tangenti dello scandalo Lockeed (miliardi di lire versati per oliare l'acquisto degli aerei Hercules C130) e morto in Messico nel 1980. La Vitrociset ha l'appalto dei controlli radar della Difesa e una sede con circa 130 dipendenti anche a Quirra.


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