venerdì 11 maggio 2012



La retorica della guerra di Washington verso l'Iran mostra ancora una volta di non essere all'altezza - poco prima del secondo ciclo di colloqui internazionali di alto livello sul programma nucleare del paese. I vertici militari Usa che avrebbero bisogno di solo tre settimane per sconfiggere le forze armate iraniane. RT Gayane Chichakyan guarda se si tratta di parlare solo più difficile -. O la preparazione per l'azione vera e propria RT su Twitter http://twitter.com/RT_com RT su Facebook http://www.facebook.com/RTnews




La retorica di guerra di Washington verso l’Iran è nuovamente salita di tono proprio alla vigilia di una seconda tornata di colloqui internazionali ad alto livello sul programma nucleare del Paese. Alti gradi militari USA hanno sostenuto di avere bisogno solamente di 3 settimane per sconfiggere le forze armate iraniane.

Gayane Chichakyan di RT analizza la situazione per capire se si tratta solo di una strategia intimidatoria oppure di una preparazione per un’azione concreta.


Traduzione video

Gayane Chichakyan:

«Il Pentagono sostiene che sta semplicemente portando avanti dei piani in modo continuativo nel caso l’Iran cerchi di chiudere lo Stretto di Hormutz ed attaccare navi USA nel Golfo Persico. Ma gli analisti dicono che è il tipo di piano che spinge la tensione ad un nuovo e più alto livello. Ora, non occorre essere uno scienziato missilistico per vedere che l’Iran è militarmente accerchiato: qui c’è l’Iran e questi in rosso sono i Paesi con una presenza militare americana.

Abbiamo cercato di mettere sulle carte le basi militari americane che sarebbero interessate; eccole in blu lampeggiante, e qui ci sono i Paesi amici.

Qui vicino al Qatar c’è il Baharain che ospita la Quinta Flotta; si tratta di 40 navi con 16.000 uomini del personale e due grosse portaerei.

Qui c’è il Kuwait nel quale in previsione di un attacco all’Iran è stata aumentata la dislocazione di truppe in attesa. C’è un aumento delle forze militari di terra aria e mare e dei Marines dislocati anche nell’Oman e negli Emirati Arabi Uniti. Questo a sud dell’Iran.

Altrettanto in Turchia, al nord ovest ed in Afghanistan e Pakistan ad est.

Più di recente l’esercito USA ha dislocato numerosi caccia F-22 Raptor in una base degli Emirati Arabi Uniti. Ed ecco il nuovissimo caccia da penetrazione F-22. Oltre ai mezzi, il comando militare USA ha dichiarato che ci sono 125.000 uomini dislocati in stretta vicinanza all’Iran.

Per non parlare delle nuove basi di droni dislocate in località segrete, sempre nell’area. Le fonti ufficiali USA hanno dichiarato che un’aumentata presenza militare nel Golfo è predisposta quale ‘contingente militare di pronta reazione’, non semplicemente per portare la guerra. Ma questo sembra esasperare i futuri colloqui.

I militari iraniani non possono competere con le forze USA. Parliamo del Paese che spende nel settore militare più dei 10 Paesi che dopo di esso spendono di più e messi tutti insieme. Dunque abbattere l’Iran è alla portata dell’America, e la maggior parte degli analisti è d’accordo su ciò. Ma è anche in suo potere produrre quel tipo di instabilità nell’area che ha preceduto il suo intervento in Iraq ed Afghanistan».




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