venerdì 25 maggio 2012



IL RISULTATO DEL 
REFERENDUM  DEL 6 MAGGIO
PUO’ ESSERE LO STRUMENTO PER SMANTELLARE  LE STRUTTURE DELLA SUDDITANZA ITALIANA ED I PRIVILEGI DEI SUOI TZERACOS



Votare SI per l’abolizione delle province è stata una scelta indipendentista, lo confermano i risultati, i partiti italiani sono nel panico, tutto il loro apparato clientelare, costruito con anni di inganni e di narcotico, può crollare e far entrare un po’ di aria fresca per far respirare ai sardi la speranza di potersi organizzare i loro territori in base alle loro esigenze ed ai radicamenti storici.



Nonostante la sconfitta usano ancora  l’inganno, raccontano di immani disastri e piaghe bibliche che potrebbero affliggere il popolo sardo in seguito all’abolizione delle province, nuove e vecchie. Perché non chiedono a qualsiasi cittadino sardo quante volte nella sua vita si è rivolto all’ente provincia e quante colte ha impegnato un funzionario provinciale per una propria pratica. La risposta sarà unanime, MAI o qualche volta per salutare un amico.

La verità è che abolendo le province vengono chiuse le stalle nelle quali i partiti ed i sindacati italiani mettono a riposo i cavalli trombati ed allevano i futuri onorevoleddos, vengono a mancare  i serbatoi di galoppini che vengono aperti in occasione di campagne elettorali per entrare nelle famiglie con promesse e minacce clientelari ed estorcere il voto a favore dei loro padrini. Votando SI per l’abolizione abbiamo tolto  ai galoppini sa proenda e senza proenda sos caddos non current, ne sos runtzinos ne sos puddericos.

E’ stata una vittoria indipendentista, perché abbiamo creato le condizioni per organizzare il territorio sardo con enti intermedi sotto le insegne dei quattro mori, secondo ambiti territoriali storici e legati alle esigenze della gente sarda e non a quello degli “ordigni” (per dirla con Eliseo Spiga) dei partiti italiani e dei loro alleati sardi.

Sardi di Gallura, dell’Ogliastra, del Sulcis e lavoratori delle province attenti alle strumentalizzazioni, non fatevi usare da chi vuole conservare  solo la propria “azienda politica”. Il vostro rapporto con l’intera nazione sarda non può passare attraverso le clientele e le sacrestie partitiche, ci sono altre forme nelle quali sarete attori e non semplici comparse da chiamare in scena solo quando servono per tutelare la loro commedia.


Oristano 23/05/12    anno 151°   D.I.   
          
  COORDINADORE NATZIONALE SNI

          Bustianu Cumpostu
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