martedì 12 giugno 2012


Andrea Manunza
www.unionesarda.it




Il processo agli uomini di Sardigna Natzione entrati nel Poligono nel 2005 «Blitz a Teulada prescritto» Il giudice: fotografo indipendentista non punibile
Non si può sapere con certezza se il blitz al Poligono interforze di Capo Teulada nel 2005, quando gli indipendentisti erano entrati nell'area militare per documentare cosa accadeva da quelle parti, avesse violato una legge dello Stato. Resta il dubbio, perché l'unica tranche rimasta in piedi del procedimento che aveva messo sotto accusa un manipolo di simpatizzanti di Sardigna Natzione Indipendentzia si è conclusa sostanzialmente con un nulla di fatto: l'unico imputato Nino Fancello, fotografo 54enne di Olbia al seguito dei separatisti (gli altri partecipanti erano stati prosciolti in fase di indagine), è stato dichiarato non più punibile dal giudice monocratico di Cagliari per intervenuta prescrizione del reato.
fuori dal tribunale di Cagliari si sostiene Nino Fancello


IN APPELLO 
Su quali basi sia arrivata questa iniziativa si saprà solo tra 45 giorni, termine indicato per il deposito delle motivazioni di una sentenza arrivata ieri mattina poco dopo le 12. Una decisione che non punisce il fotoreporter e che però non soddisfa affatto chi si è trovato a combattere contro norme di uno Stato ritenuto estraneo. «Valuteremo il ricorso in Appello con l'avvocato Francesco Paolini», ha sostenuto infatti Bustianu Cumpostu, leader di Sardigna Natzione, che con numerose altre persone non ha mancato di presenziare alle udienze per esprimere solidarietà al loro compagno di sventura. Mentre qualcuno srotolava la bandiera del movimento anche nell'aula del Tribunale, poco oltre la porta che separa quella stanza dal corridoio al piano terra del palazzo di giustizia Cumpostu aggiungeva che «vogliamo vedere riconosciuto il diritto dei sardi alla guardiania sul nostro territorio nazionale».


«COME QUIRRA» 
Il tutto è nato quando, sette anni fa, i suoi uomini erano entrati nel Poligono con alcuni gommoni. L'obiettivo era documentare l'attività di addestramento mentre erano in corso le esercitazioni, e Fancello si era occupato degli scatti. Iniziativa finita dritta in Procura e poi dal giudice e che aveva suscitato la reazione di “Sni”. «Teulada è come Quirra», ha detto ieri Cumpostu riferendosi alle recenti inchieste della magistratura di Lanuesi, «il terreno è cosparso di bombe inesplose ed esplose. Avevamo paura che anche solo calpestandolo si sollevassero pulviscoli pericolosi. Vogliamo che sia sancito il nostro diritto al controllo». Tesi appoggiata dall'imputato, il quale ha spiegato subito: «Non sono contento». Un'irritazione dovuta non solo alla dichiarazione di prescrizione più che di assoluzione piena, risultato al quale si punta, ma anche e soprattutto perché «è un fatto avvenuto in Sardegna ed è stato trattato alla solita maniera italiana. Le cose non sono state lette a fondo».













Nino Fancello di fronte al tribunale di Cagliari
Reazioni:

0 commenti:

Subscribe to RSS Feed Follow me on Twitter!